Home Libri Libri Recensioni Il nazista e il barbiere di Edgar Hilsenrath

Il nazista e il barbiere di Edgar Hilsenrath

E-mail Stampa PDF

“Io sono Max Schulz, figlio illegittimo, ma ariano purissimo, di Minna Schulz, che all’epoca della mia nascita faceva la cameriera in casa del pellicciaio ebreo Abramowitz.” 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il nazista e il barbiere

 

Autore: Edgar Hilsenrath

Marcos y Marcos- mini marcos- pp.gg. 480-euro 12- 2010

 

“La mia origine ariana è fuori discussione poiché l’albero genealogico di mia madre, Minna Schulz, magari non si spinge fino alla battaglia del Teutoburger Wald, ma ha pur sempre radici che risalgono a Federico il Grande. Chi fosse mio padre non saprei dirlo con esattezza, ma dev’essere sicuramente uno di questi cinque: il macellaio Hubert Nagler, il fabbro Franz Heinrich Wieland, il muratore Hans Huber, il cocchiere Wilhelm Hopfenstange o il maggiordomo Adalbert Hennemann.”

Comincia così’ il romanzo di Edgar Hilsenrath, ripubblicato da Marcos y Marcos nella nuova collana minimarcos, che strega letteralmente con il suo stile incredibilmente crudele, divertente, che nella sua spietatezza narrativa sembra essere il resoconto fuorviante e fuorviato di un pazzo o di un ubriaco con pagine malate di conflitti pseudo esistenziali, manifestazioni di fanatismo e forse, una punta di amore, ma per cosa è difficile capirlo o forse, troppo semplice.

Max Schulz è figlio di una prostituta che non si cura minimamente di nascondere la sua condizione, (“Io dovevo stare di guardia davanti alla porta della camera da letto o nella sala d’aspetto, come chiamavamo allora il salotto, e distribuire bigliettini numerati ai soldati che facevano la coda. Davo loro ogni sorta di informazione”) vive in un ambiente malsano, raccapricciante, il suo aspetto è quanto di meno “germanico” si possa avere, moro, naso aquilino e occhi da rospo e il patrigno abusa di lui da quando era bambino. Max ha un solo amico, l’ebreo Itzig con il padre barbiere da cui Max imparerà il mestiere, evitando di farlo dal patrigno anch’esso barbiere, l’yddish e la cultura ebraica.

Max, disturbato, quasi “tocco”, diventerà così più edotto sul mondo ma quando il nazismo sarà al potere lascerà tutto per diventare uno sterminatore di Hitler, con una carriere fulminante,  e poi un nuovo cambiamento e lo sterminatore diventerà perseguitato e allora cosa resterà di quel giovane figlio illegittimo ma ariano purissimo che parla come un ebreo? Dove finirà Max?

Un tuffo nella cruenta banalità del male.

 

Voto:9

 

In tre righe? Il grottesco e la banalità del male.

 

Parole di Alex Pietrogiacomi

 

Share Link: Share Link: Bookmark Google Yahoo MyWeb Del.icio.us Digg Facebook Myspace Reddit Ma.gnolia Technorati Stumble Upon Yahoo Bookmarks OkNotizie Segnalo Chatta.it
Ultimo aggiornamento ( Domenica 21 Febbraio 2010 15:38 )  

 22 visitatori online