Tim Burton, uno dei più affascinanti registi degli ultimi vent’anni, che è riuscito a produrre, nati prima nel suo immaginario, film e personaggi indimenticabili.
Tim Burton, anatomia di un regista cult
Autore: Marco Spagnoli
Memori editore- 124 pagine, 14 euro- 2010
Un regista visionario amato perché da sempre ha saputo dosare malinconia, amore, sofferenza a tinte e storie oniriche e senza tempo .
Un talento che ha cominciato precocemente il suo percorso lavorando a piccoli frame e improvvisazioni filmo grafiche, un talento che non si considera mai all’altezza dell’Oscar e che non saprebbe rinunciare a collaborare in un ambiente familiare formato da molti artisti e addetti ai lavori con cui si divide da anni. Johnny Depp, ad esempio, già alla sua settima collaborazione.
In Tim Burton, anatomia di un regista cult, che Memori editore rilancia in occasione dell’uscita italiana di Alice nel paese delle meraviglie (marzo 2010), Marco Spagnoli raccoglie interviste realizzate in dieci anni (1996 - 2005). In un’altalenarsi di confessioni private e guizzi di attività pubblica che Tim Burton consegna al nostro critico ne emerge il ritratto di un artista decisamente mai noioso, equilibrato e sempre divertente.
Un uomo che dal suo immaginario ha realizzato film di successo mondiale restando un regista incapace di esser trascurato dalla critica quanto dagli spettatori.
«Per il suo cinema l’immaginazione e la fantasia», spiega Enrico Magrelli, che del libro ne ha curato la prefazione, «presentano un dovere, un impegno, una festa».
Ad arricchire e chiudere questa pubblicazione si trovano dei contributi di Helena Bonham Carter, la moglie, Allison Abate, la produttrice de La Sposa Cadavere, l’intervista a Danny Elfman e a Mike Johnson, Co-regista de La Sposa Cadavere.
Voto: 7
In tre righe? per conoscere quello che di Tim Burton la stampa non ha pubblicato e per chi nell’attesa della sua ultima fatica sul maxischermo vuole leggere di lui e del suo lavoro passato
Parole di Isabella Borghese
























