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999. L’ULTIMO CUSTODE

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Come l’attesa del piacere è essa stessa piacere, non c’è peggiore tortura dell’attesa del male.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

999. L'Ultimo custode

 

Autore: Carlo A. Martigli

Castelvecchi – pp.gg. 475 - € 18.50 – 2009

Se avete letto Il Codice Da Vinci di Dan Brown e vi è piaciuto allora questo libro fa al caso vostro, o quasi. La storia si svolge in Italia, tra il Lazio e la Toscana (con una piccola capatina all’estero), fra un passato molto lontano, il grandioso Rinascimento del XV secolo, e uno più recente, gli anni imminenti al secondo conflitto mondiale, in cui Mussolini gode di un grande favore politico e si assiste alla nascita delle leggi razziali. Al centro del romanzo c’è un misterioso libro, scritto dal giovane umanista e filosofo Giovanni Pico conte di Mirandola, in cui vengono raccolti ed esposti segreti capaci di minare direttamente alle basi la sopravvivenza della chiesa cattolica. Sarà infatti l’ira del papa Innocenzo VIII che, venuto a conoscenza dell’esistenza di tale documento, condannerà di eresia Giovanni Pico costringendolo alla fuga da Roma, e alla necessità di proteggere le Tesi da ogni minaccia. Nasce in questo modo una grande caccia all’uomo ma soprattutto al libro, che verrà tramandato segretamente di generazione in generazione fino ai giorni nostri, nell’attesa che giunga il tempo in cui i suoi contenuti possano essere divulgati al mondo intero.

L’ultimo custode è innanzitutto un romanzo storico. Tra i vari protagonisti infatti leggerete anche della dinastia dei de’ Medici, di Girolamo Savonarola e dei Borgia, del fascismo e delle sue persecuzioni nei confronti degli ebrei. Ma non solo. È anche un romanzo di avventura in cui si assiste a duelli tra cavalieri che si contendono l’amore di una giovane donna, e corse sfrenate a cavallo tra borghi medievali. Non manca poi di certo la passione e l’erotismo grazie alla storia d’amore tra il conte di Mirandola e Margherita, e agli scandali amorosi (troppo ripetuti in tutto il libro) del papa Innocenzo VIII. Inoltre in diversi punti la narrazione diventa un vero e proprio manuale di usi e costumi dell’Italia rinascimentale. L’ultimo custode insomma è un mix di tutto ciò.

 

La storia del romanzo è potenzialmente molto interessante, anche se pecca di alcuni piccoli difetti; il “grande segreto” viene svelato troppo in fretta, causando la perdita di curiosità da parte del lettore, e la storia viene forzata in alcuni punti. Il destino di qualche personaggio appare scontato sin da principio. A dispetto di protagonisti decisamente virili (parliamo di uomini che si sfidano a duello) certe scene d’amore sfiorano un romanticismo degno di un romanzo adolescenziale. Alcuni dialoghi sembrano incongruenti con la scena che si sta svolgendo e il pathos provato dai personaggi in quel momento.

Ultimo: a poche pagine dalla fine l’azione prende velocità, rinnovando la curiosità nel lettore, per poi terminare in un finale poco soddisfacente.

Voto: 5

In tre righe? Un piccolo Dan Brown italiano

Parole di Alessandro Dainotti


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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 15 Marzo 2010 10:32 )  

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