Una biografia essenziale, quasi scarna, la cui protagonista resta addirittura senza nome a sottolineare che ciò che ci viene raccontato può accadere a chiunque, a qualsiasi donna. Anzi non proprio. Lo si dice chiaramente ad un certo punto del libro: certe cose possono accadere solo alle persone povere di un paese povero. La storia è semplice e brutale: a qualche giorno dal parto la nostra protagonista si sente dire che la propria figlia è morta a causa di non meglio specificate complicanze e che siccome lei non era presente al momento del decesso la piccola è stata cremata. Credendola ignorante e senza mezzi, il personale dell’ospedale non si preoccupa di trattarla con superficialità, di dare una qualche credibilità alle bugie che le racconta, niente, siccome è certo nella sua arroganza di poterla mettere a tacere arriva a mandarla via senza nemmeno il conforto di un corpo su cui piangere.
Si sbagliano però sul suo conto e lei non si arrende, non crede che sua figlia sia morta ma piuttosto rapita e seguendo questa certezza farà di tutto per arrivare alla verità e ritrovare la sua bambina.
Il libro è molto veloce, i fatti narrati con un ritmo serrato.
Pur essendo una storia che avrebbe potuto tingere di inchiostro pagine e pagine, la scelta è stata per uno stile telegrafico, un lieve tratteggio della psicologia dei personaggi e un accenno solo superficiale alle loro vicende.
Niente risulta enfatizzato: non l'amore, non il dolore e nemmeno il riscatto. Non Olivia, non Elvira e nemmeno Flor. Eppure il tema affrontato, il traffico illegale di bambini per le adozioni e il traffico di organi è uno tra i più toccanti. La discrezione, la misura, rispettose del lettore e dell'autenticità del raccontato, affidano la profondità del messaggio di denuncia di questa storia alla innata potenza delle parole. Niente fronzoli: solo la pura sostanza che, per il solo fatto di non essere taciuta, porta un raggio di luce nell'abisso più buio dell'ingiustizia e dell'odio.
Breve ma intenso. Come un caffè forte in grado di dissipare la nebbia sonnolenta dei nostri occhi stanchi, abituati a non vedere.
Parole di Chiara Canzi
In tre righe? Una storia di miseria e prepotenza ma anche di speranza e di riscatto.
I quaderni del pianto
Autrice: Marcela Serrano
Feltrinelli - Universale Economica Feltrinelli- Pagg.125 € 7,50 - 2009
























