L’abbracciavo come prima, la stringevo forte, baciandola. “Amore, tesoro” sussuravo, “vita mia” ma veri discorsi tra noi non c’erano. Non ne sentivo il bisogno e mi sarei sorpreso se m’avessero detto che marito e moglie, o due amanti o due fidanzati hanno l’abitudine di parlare fra loro, di dirsi tutto, di spiegarsi.
L’amore può essere vissuto, sognato o pensato, come canta Max Gazzè. A volte capita di leggerlo l’amore, te lo trovi nascosto tra le righe di un libro, pian piano prende forma, crudamente vero e, tristemente reale. Più reale di quanto siamo disposti ad accettare. Si tratta di quell’amore fatto di rinunce, di noia, di pranzi in famiglia la domenica, di figli che ti incatenano a quell’amore e te lo fanno amare di più e di meno e, immancabilmente, di tradimenti. Un amore fuori moda? Potrebbe esserlo se ci si fermasse al fatto che il libro in questione è stato scritto nel lontano 1962, quando ancora il “sì” era per sempre. Eppure, entrando nella storia di Parlami, dimmi qualcosa, è facile dimenticare la data di pubblicazione e il contesto storico. Il protagonista, scrittore cinico e annoiato, con tanto di giovane amante, ha tutte le carte in regola per trasformarsi nel nostro vicino di casa. Il suo amore, nato forse da “quell’eccesso di tenerezza che è l’inizio dello sfacelo” è cresciuto senza bisogno di parole, in un tempo in cui bastava abbracciarsi per sentirsi in due, in un tempo in cui non c’era bisogno di “parlare, dire qualcosa” per riempire i vuoti del cuore. In un tempo che non è cronologico ma è il tempo umano di un lungo rapporto di coppia. Il fascino intramontabile di questa storia è tutto qui, nel suo essere tremendamente umana, priva di abbellimenti e di illusioni. Umana a tal punto che l’insano e momentaneo desiderio di un padre di abbandonare le proprie figlie in un bosco ci appaia quasi comprensibile. Il tutto narrato in una scrittura che scivola via e non fa sentire il peso degli anni, la lettura è l’incontro con un vecchio amico ritrovato, che ha solo bisogno di essere ascoltato.
Parlami, dimmi qualcosa, rivede la luce grazie alla Elliot, e questa non vuole essere una recensione, ma solo un’occasione per ricordare un meraviglioso romanzo caduto forse troppo presto nel dimenticatoio.
In tre righe: Vita, vita, vita.
Voto:8
Parole di Erica Gasaro
Parlami, dimmi qualcosa
Autore: Manlio Cancogni
Elliot – pp. gg.176 – euro 16,50 - 2010
























