“Ero seduto nel letto a guardare Sarah che dormiva. Aveva dormito nuda nel mio letto ma non mi aveva permesso di fare l'amore con lei. Non me ne importava. Adoravo guardarla dormire. (…) Sollevai le lenzuola e le guardai i seni che si alzavano e si abbassavano anche loro. Speravo che non si svegliasse. La ricoprii col lenzuolo, tirandolo su fino al mento. Alzai gli occhi e guardai la stanza.
Pensai: Pregare dev'essere così.”
L'amore giovane
Autore: Ethan Hawke
minimum fax – 16 € - pp. 203-2010
Un attimo solo. Toglietevi la snobberia da sotto il naso, i grigi accademici che si addormentano leggendo Kuhn facciano uno sforzo, i lettori radical-chic che hanno finito da poco I miserabili e vogliono aspettare solo un attimo prima di buttarsi su Bulgakov mi diano retta e mi aiutino a rispondere alla domanda retorica che mi è necessaria per avviare questa recensione:
Può un attore di successo essere anche un ottimo scrittore?
La risposta, scontata data la natura di questo intervente è si.
Ethan Hawke sa scrivere, è inutile, e dire che io non ci volevo credere nemmeno, che sono da sempre inserito (con orgoglio) dentro la categoria “se sei nato dopo gli anni '70 è inutile solo che ci provi, a scrivere”. Non ci volevo credere, e mi ha fatto rabbia perché sono stato invidioso, ecco.
Mercoledì delle ceneri era stato un colpo. Vuoi perché i romanzi on-the-road sono teneri, a modo loro, vuoi perché alla fine visto che leggiamo siamo un po' tutti romantici e crediamo nei finali aporetici, ma insomma, a dire la verità io avevo messo Ethan Hawke dentro il cassetto “successi commerciali studiati per l'occasione e cuciti addosso al protagonista”, non mi era fato troppi problemi, come scrittore l'avevo bruciato, snobbato con una certa nonchalanche, a dire il vero.
Ora, con la pubblicazione in Italia del romanzo d'esordio dell'autore cult per eccellenza, le cose si complicano di brutto. E un mea culpa diventa necessario: questo sa scrivere. L'attore di L'attimo fuggente, quello che si alza sulla sedia e si mette a recitare “Oh capitano mio capitano”, per intenderci, proprio lui, ha una prosa fresca e vitale, velocissima, da non starci dietro, da rincorrere.
L'amore giovane si legge in un pomeriggio: la narrazione in prima persona semplifica e organizza una trama leggera leggera che quasi non serve. I protagonisti sono ingenui, lui è una sorta di giovane Holden sfigato che fa l'attore e lei è la classica ragazzina che non sa quello che vuole dalla vita. É il romanzo d'esordio perfetto, un cliché teneressimo e coinvolgente, pubblicato nel 1996 e scritto quando Ethan aveva 21 anni (come il protogonista) ma arrivato in Italia solo oggi. Soffre a dire il vero di alcune, spiegabilissime lacune: certe banalità gratuite, certi passaggi ingenui e autoreferenziali verranno poi evitati nei lavori successivi, ma davvero c'è tutto il talento che serve, qui dentro. Aspettiamo con ansia il prossimo, e speriamo che non ci vogliano altri quattordici anni.
In tre righe? L'amore giovane è un libro velocissimo, spiritoso e mai contratto che strizza l'occhio a ogni tipo di relazione che stiate vivendo, vuoi per fartela dimenticare, vuoi per fartela desiderare.
“ << Dimmi che ti stai innamorando perdutamente di me >> dissi io.
<< No >>. “
Voto: 7
Parole di Matteo Trevisani
























