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Tutti i poveri devono morire di Giovanni Di Iacovo

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“Il mio sogno è un mondo libero dalla fame, dallo sfruttamento e dalle guerre, perché le uniche uniformi che ci piacciono sono quelle in Latex.”


Tutti i poveri devono morire


Autore: Giovanni Di Iacovo

Castelvecchi - pp. gg.156 - euro 14.00 – 2010


Un titolo che rimane impresso a chiare lettere nella mente, accompagnato da un’immagine che ha il sapore accattivante della provocazione, tanto da meritare una prima riflessione. Ad uno sguardo distratto - di quelli che “il treno parte tra 10 minuti e non ho niente da leggere” - il tomo potrebbe non sembrare neanche un romanzo, se non fosse per la dicitura che fa bella vista di sé sul cartone del clochard. Vi chiederete di cosa si tratta e avrete così già il volume tra le mani. A questo punto è fatta, la curiosità avrà in molti casi la meglio, e se siete dei lettori stacanovisti, divorerete il romanzo in mezza giornata, più o meno il tempo di percorrenza Roma - Reggio Calabria, esclusi ritardi. Pagina dopo pagina, il banale e necessario desiderio di sapere “come andrà a finire” non vi abbandonerà.


Quello a cui andrete incontro, immergendovi nella lettura, è un mondo abitato da personaggi freddi e sadici, perversi e ipnotici, dai tratti tarantiniani e chiaramente sadiani. Sono i membri del Cenacolo degli Assassini, una setta di potenti e ricchi capricciosi che uccidono per puro Piacere chiunque gli capiti a tiro attenendosi ad una sola regola: la preda prescelta deve avere un reddito inferiore a quello del carnefice, pena la tomba. Per far sì che tutti possano godere di tali piaceri perversi e lussuriosi, si deciderà, durante la Convention annuale del gruppo, di eliminare definitivamente la povertà, perpetrando la morte come “sola igiene del mondo”. Il romanzo, difficile da ricondurre a un solo genere, ha in sé i germi dalla letteratura noir, pulp e fantascientifica. L’autore non ci risparmia incursioni nella realtà storica contemporanea, dando al tutto un taglio da pagina di cronaca, ovviamente, nera.


La narrazione, fitta di colpi di scena e di colpi allo stomaco, è intessuta in un linguaggio nuovo e fuori dall’ordinario, che gioca un ruolo importante nella definizione dei singoli protagonisti. Il colore che fa da sfondo è il bianco puro, abbondantemente macchiato di rosso. La Regina della storia, di bianco vestita in occasione della sua missione catartica, si accompagna al suo fedele compagno Eros, che si insinua mostrando la parte di sé meno nobile e più nascosta.

Lettura consigliata a quanti non hanno paura di abbandonarsi ad un innocuo gusto del perverso. A seconda delle vostre inclinazioni: cinica rappresentazione della società odierna o puro divertissement dai connotati pulp e non solo.


Voto 8


In tre righe? Graffiante come Kill the poor, Dead Kennedys


Parole di Erica Gasaro

 

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 21 Luglio 2010 09:53 )  

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