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Il signor Mozart si è svegliatod di Eva Baronsky

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Il signor Mozart si è svegliato

 

Autore:Eva Baronsky

Elliot - 2010 - 17,50 € - 310 pp.

 

 

“Confutatis maledictis,

Flammis acribus addictis,

Voce me cum benedictis.”

 

 

Il Requiem di Mozart è quanto di più bello si sia ascoltato in Occidente negli ultimi secoli. Poche cose sono riuscite a velarsi di quell’alone di mistero, di quella incompiutezza, di quella leggiadria funerea che possiede la messa funebre di Wolfgang Amadeus Mozart.

Il signor Mozart si è svegliato, è una storia geniale divisa secondo le varie parti del Requiem, Confutatis per Confutatis. Lacrimosa per Lacrimosa.

 

In breve: Mozart, invece di morire nella sua casa di Vienna, il 5 dicembre del 1791 si risveglia nella Vienna del 2006 come un barbone. E scopre il Jazz.

 

L’anima musicale che alberga in lui lo aiuterà a sopravvivere in un ambiente all’inizio ostile a cui non si abituerà mai del tutto, farà fatica a farsi accettare dalla società contemporanea ma allo stesso tempo sarà orgoglioso del fatto che la sua musica sia rimasta nel tempo, che non sia scomparsa. Fa i conti con la classicità dei giorni nostri, in un certo senso.

Inizia a suonare il piano in vari locali da piano bar dove fa molte scoperte, l’amore per una ragazza mezza indiana e un suono e un ritmo nuovo, che non aveva mai sperimentato prima: il ritmo del Jazz. Il mondo riconosce il suo genio musicale ma non la sua vera identità, il destino beffardo lo condurrà (come in uno straziante parallelismo con la sua vera vita) in rovina, stavolta in un manicomio dei giorni nostri, su un letto dove il suo genio sarà smorzato dalle cieche cure psichiatriche.

 

Ma alla fine la musica ti salva sempre, ti tira fuori anche dall’inferno, se ti chiami Mozart e hai scritto il Requiem.

 

L’esordio narrativo di Eva Baronsky è sicuramente positivo. Il signor Mozart si è svegliato è scritto in maniera fluida, è una lettura molto facile (a volte forse perfino troppo facile) adatta veramente a chiunque. Si sente che l’autrice se ne intende di musica ma bisogna ammettere (ed è un punto a favore molto importante) che la narrazione non scade mai nella pedanteria o nella presunzione della saccenza. É una lettura veloce, fatta di personaggi a cui veramente non puoi non affezionarti. La figura del protagonista, a mio avviso potrebbe aver risentito troppo dell’interpretazione di Tom Hulce nell’Amadeus di Milos Forman, vedi certi atteggiamenti troppo forzati.

Non siamo sicuramente davanti a un romanzo da alte ambizioni critiche ma nel complesso è una lettura piacevole consigliabile veramente a chiunque. All’autrice il merito di cercare di riportare la musica di Mozart nella sterile attualità dei giorni nostri.

 

“Casa. Non era a casa nemmeno se era circondato da amici, se questi amici appartenevano a un mondo estraneo e bizzarro. Cosa poteva essere solo una porziuncola nel profondo del cuore. Wolfgang emise un sospirone. Non aveva bisogno di auscultarsi. Nel suo cuore, dentro di lui, c'era musica, nient'altro che musica, e sarebbe sempre stato così”.

 

In tre righe: provate a leggerlo ascoltando qualche passo del Requiem, o la Sinfonia n. 25 in Sol minore o meglio ancora l’interpretazione di Diana Damrau nell’aria “la regina della notte” nel Flauto Magico. L’effetto del libro è amplificato del duecento per cento. Garantito.

 

Voto: 7-

 

Parole di Matteo Trevisani

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