Intervista a Bruce Sterling - Gufetto Magazine

Intervista a Bruce Sterling

Celebre per Mirrorshades, un'antologia di racconti di fantascienza del 1986 che ha contribuito a definire il filone cyberpunk, Sterling ha pubblicato diversi romanzi di fantascienza, testi di tipo giornalistico e alcuni saggi. Sono riuscito a incrociare lo sguardo con questo personaggio incredibile, illuminante e divertito.

 

Cos’è lo specchio del reale?

Internet è lo specchio del reale oggi. Sfortunatamente però è il luna park della realtà.

 

Si può parlare di realtà 2.0 ?

Decisamente c’è un nuovo tipo di medialità, multimedialità. Un media più grande.

Il 2.0. ha distrutto il primo web, questo ha distrutto la carta stampata e credo che ci sia una bella differenza tra l’Italiano duepuntozero e l’americano 2.0. per una questione di appartenenza geografica. Ad esempio il modello americano è soprattutto californiano ed è molto interessante vedere le differenze regionali in un media che di per sé è globale.

Gli anni 010, saranno molto interessanti e molto più “prepotenti” dei novanta e dei suoi predecessori, saranno all’insegna di una nuovo livello. Basti pensare che ogni apparato governativo o militare ha un suo internet point…

 

Reale e virtuale. C’è ancora differenza?

La congiunzione è diversa, si stanno intromettendo tra di loro come un’immagine sfocata. Nelle grandi città si può vedere meglio questo cambiamento: basti pensare alle strade. Trovare una strada era un impegno. Ora non lo è più e vedremo tra qualche tempo come questi “aggeggi” (indica il cellulare) cambieranno il nostro modo di intendere la City.

 

A quale software si sta interessando?

Il software che mi interessa moltissimo ora  è il processuale. Il primo software che è stato inventato da artisti sofware ed è fatto per studi umanistici. Ci hanno messo 7 anni per crearlo e sarà importantissimo per l’espressività umana.

 

Cosa blocca l’immaginazione umana?

Probabilmente il commercio, il mercato, più che altro. La crisi del mercato generale sta bloccando le menti umane. Il crollo finanziario è in mezzo a noi e assorbe completamente il nostro pensare.

 

Come vede l’Italia e il movimento culturale cyber che tanto è stato presente anche negli anni novanta? Si è sviluppato?

L’Italia è stata sempre molto amica del movimento cyber punk, ma non esclusivamente nell’aspetto letterario, credo che qui sia stato molto più significativo nel mondo della controcultura e dell’arte. E soprattutto nelle città del Nord Italia come Milano, oppure intorno a Venezia,  dove c’erano persone che si interessavano all’arte elettronica oppure dove  gli attivisti lo vivevano per squattare.

 

Cosa stupisce oggi Bruce Sterling e cosa lo stupiva negli anni 90?

Con l’età mi sorprendo molto meno. Le cose più eccitanti della mia vita sono sempre state quelle che non ho previsto, che sono arrivate.

 

Qual è la protesi che avrebbe voluto avere e quale quella che non vorrebbe mai?

Mi piacerebbe vivere di più e non c’è molto rischio in questo se sei stanco della vita puoi sempre morire, è un atto di volontà. Ci sono molti interventi dove si parla di espandere la vita umana e i biochimici dicono che ci sono 7 modi diversi in cui il corpo umano invecchia, quindi ci sono 7 possibili upgrade genetici e i primi che li faranno moriranno in maniera terribile probabilmente (ride). Per tutto quello che riguarda chip in testa e organi artificiali, come critico di design industriale ti dico che non sono ben disegnate…  sono troppo immaginarie e non scientifiche. Una cosa dove applicare in maniera incredibile sono i denti! Puoi fare cose incredibili ai denti. Se solo fai il paragone tra le dentature di oggi e quelli di cinquant’anni fa, non c’è paragone. Oggi si va in giro con denti artificiali! Straordinario?

 

Serve uno switch per mettere su off il cervello umano in caso di bisogno?

Esiste già, si chiama sonno.

 

Dai cyber ai vampiri. Cosa sta accadendo?

Quello che vende di più è una storia paranormale, magari scritta da una donna. Una storia d’amore tra morti viventi e ragazze. Perché ci piace? Perché gli uomini che le donne hanno accanto sono davvero morti che camminano: mortificati dal crollo delle banche, dal lavoro, dalla routine. Per questo ci si identifica con i non morti. Una storia triste, che permette con l’invisibile di rendere il visibile.

 

Sono cambiati gli eroi del futuro o devono ancora nascere?

Il futuro è un tempo lontano. Tutti moriremo ovviamente e non lo vedremo. Ogni cultura genera i propri avatar. È compito della letteratura creare delle novità che rimarrano tali e saranno capaci di  sorprendere i tuoi nipoti.

 

Dove tiene i suoi mirrorshades?

Qui (si indica il naso). Devo portarli perché sono dentro la struttura dell’esistenza. Della vita.

 

***Un ringraziamento per la disponibilità e la cortesia a Jasmina Tešanović e a tutta l’organizzazione del Deepcon (http://www.ds1.it)

 

 

Quattro chiacchiere di Alex Pietrogiacomi

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