Davide Crudetti vincitore del Gufetto d'argento - Gufetto Magazine

Davide Crudetti vincitore del Gufetto d'argento

Abbiamo intervistato Davide Crudetti, vincitore dell'edizione 2008 di Racconti nella rete. La nostra redazione ha voluto premiare Davide con il "gufetto d'argento" per la sua bravura e perchè è il più giovane vincitore della rassegna (17 anni); mai come in questo momento, il nostro paese ha bisogno del talento di migliaia di giovani ma soprattutto ha bisogno che migliaia di giovani riescano ad esprimerlo nelle diverse forme, la musica, il teatro, la letteratura...

Come ho scritto sopra, Davide ha 17 anni, ma le idee ben chiare. Si potrebbe definire un giovane sognatore oppure un giovane che cerca la libertà lontano da quelle che lui stesso chiama "barriere" della nostra società; ancora, porebbe essere un giovane che pieno di coraggio, cerca di trovare una strada e un ideale di vita o una vita ideale?

Come è nata la passione per la scrittura?

Diciamo che la mia passione per la scrittura non ha un inizio. Sai quando ti accorgi che una cosa ti riesce abbastanza bene ci prendi gusto e inizi a farla. Ho cominciato a scrivere forse in quinta elementare, scrivevo filastrocche che ancora tengo gelosamente nel cassetto. Poi sono andato avanti così senza mai rendermi conto fino in fondo di qualcosa che oltre a donarmi i complimenti del professore di turno per un tema ben riuscito, o semplicemente di mia madre o di un mio amico, mi dava anche grandi soddisfazioni a livello intimo e personale. "Un Paradosso Libero" nasce per pura casualità, un giorno qualunque, febbricitante, non vado a scuola e inizio a scrivere. La storia inizia a prendermi e io mentre scrivo divento il primo spettatore della vicenda, il primo lettore dellla mia storia, tanto che quando decido di mettere la parola fine non so se io sia più dominato dalla voglia di scoprire ancora di più sul mio personaggio e sulla sua vita, o dalla soddisfazione per aver finito la mia "opera".
Ultimamente ho scritto un'altro racconto, poco più lungo, si intitola "Tunisi, nei giorni più tristi", è una storia più realistica e ruota attorno ad un altro tema fondamentale che coinvolge la nostra società, l'immigrazione.

Nel tuo racconto, il protagonista insegue la libertà, trovandola poi nella pazzia. Per te invece cos'è la libertà?

Dire cos'è la libertà è difficile, forse impossibile. A mio parere si può essere liberi per un istante, per un'ora, per un giorno ma poi finisce. E poi essere liberi, ma liberi da cosa? La libertà per un ragazzo della mia età potrebbe essere il non dover obbligatoriamente andare a scuola per un giorno, o non so, dormire una notte fuori casa, o concedersi una vacanza lontano dalla famiglia. Ma effettivamente questa non è altro che una libertà fittizia, o perlomeno parziale e marginale. Per me la libertà è follia. Perchè follia, e libertà, è l'essere fuori dagli schemi, andare contro le convinzioni comuni, oltrepassare quelle barriere invisibili ma altissime presenti nella nostra società. Ecco per me libertà e follia coincidono, perchè per decidere di liberarsi di tutto bisogna prima diventare pazzi.Perchè effettivamente solo un pazzo riuscirebbe a staccarsi da tutti i legami che lo tengono ben saldo nella società.

Si sente dire spesso e si legge su giornali e in tv che i giovani non hanno ideali, non hanno valori, sentimenti, secondo te è vero e se no, dove li nascondono?

Il '68 è finito da un pezzo, gli ideali nei giovani sono cambiati, i sentimenti anche. Io vivo la realtà giovanile tutti i giorni e occupandomi anche di politica scolastica noto in tutti noi giovani una certa superficialità che è evidente ormai a tutti. Credo che in questo momento però i ragazzi stiano un attimo riacquistando quel qualcosa che è mancato per tutti questi anni e credo che lo stiano dimostrando, e lo stiamo dimostrando, nella lotta contro la riforma Gelmini, argomento che ci stà molto a cuore.
A prescindere dalla lotta studentesca credo che in effetti il problema della scomparsa, se così vogliamo definirla, di sentimenti e ideali dei giovani non sia del tutto un'invenzione. Ma d'altra parte credo fermamente che i giovani, noi giovani, non siamo altro che il riflesso e la conseguenza di una società per molti aspetti superficiale e lontana dai veri problemi della vita, società che spessa ci nega e ci proibisce di esprimerci.

Questo tuo racconto diventerà un romanzo?

Se questo racconto diventerà un romanzo non lo so, ma ci sto lavorando. Sicuramente ogni racconto è un potenziale romanzo, ma credo ci voglia tempo e con la vita invernale frenetica che faccio non so quanto attualmente possa dedicarmici. Però farò del mio meglio, o almeno ci proverò.

Cosa c'è nel futuro di Davide Crudetti?

Il mio futuro direi incerto. Non riesco a riconoscermi in nessun tipo di lavoro o di vita specifico. Forse mi piacerebbe fare un mestiere stravagante, viaggiare molto, conoscere realtà ampiamente diverse dalla mia. Ma con i tempi che corrono una scelta del genere è difficile da portare avanti e credo ci voglia grande coraggio e anche grande capacità di sapersela cavare. A questo punto spero solo di riuscire a trovare dentro di me queste due cose, e se proprio non riuscirò ad arrivare al mio sogno ideale di vita, tenterò almeno di avvicinarmici il più possibile.

Te lo augura anche tutta la redazione di Gufetto e naturalmente aspettiamo di poter recensire il tuo primo romanzo!

Intervista di: Danilo Montaldo

Grazie a: Davide Crudetti

Leggi il racconto di Davide vincitore del "Gufetto d'argento" al premio racconti nella rete 2008.

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