CASA DELLE CULTURE: al via la nuova Stagione 2014-2015

Il 3 ottobre alle ore 11.30, la Casa delle Culture di Roma presenterà la propria stagione 2014-2015, in partenza dalla metà di ottobre: Gufetto.it è fra i media partner del Teatro, e grazie ad una convenzione speciale, permetterà a chiunque prenoterà a nome di Gufetto.it, di ottenere un biglietto ridotto su tutti gli spettacoli in cartellone.
Ecco come il Teatro presenta la nuova stagione: gli obiettivi, i temi e la forza di un Progetto Indipendente e autofinanziato di spettacolo dal vivo e formazione.

E' questo il quindicesimo anno che in assoluto autofinanziamento dedichiamo la nostra stagione teatrale alla nuova drammaturgia con compagnie, prevalentemente di nuova formazione, provenienti da diverse regioni d'Italia. Ancora una volta, poi, ci rivolgiamo alla formazione di giovani e giovanissimi e, per il primo anno, ci apriamo ad uno “spazio racconto” per bambini. Quando abbiamo iniziato la programmazione, ci sembrava una stagione difficile: intorno malumore diffuso, un’aria di sconfitta, di rinuncia. Poi arrivano da noi con i loro progetti forze nuove, piene di entusiasmo.
Un’iniezione di vitalità. Nella selezione che facciamo fra queste compagnie di diversa provenienza e formazione vogliamo credere che qualcosa di nuovo si stia affacciando sul nostro orizzonte. Benvenuti fra i tanti artisti che quest'anno animeranno il nostro palcoscenico.

Con il patrocinio del Municipio Roma I Centro, il sostegno di 8 media partner, 18 Compagnie, 4 attività di formazione più di 100 attori, autori e tecnici, animeranno la Stagione 14/15 della Casa delle Culture di Roma.
Molte le presenze di Compagnie provenienti da altre regioni. Come sempre, un grande spazio si è voluto dare alla nuova drammaturgia o a riscritture di grandi classici. L’attività di formazione, prevalentemente condotta da Ibis Teatro in esperienza di pedagogia della pratica teatrale , quest’anno è rivolta anche alla sensibilizzazione allo spettacolo dal vivo per i più piccoli.

Ottobre 2014
Il cartellone partirà a metà ottobre con la Compagnia DarlinG in L’ora del caffè un dialogo serrato fra Desdemona ed Emilia liberamente tratto da l’Otello di Shakespeare. La Compagnia porterà in scena in gennaio un altro spettacolo Non si tratta di un caso isolato un monologo egregiamente eseguito sul tema del riconoscimento femminile nella società.
Fine ottobre la Compagnia Malapianta sarà in scena con uno spettacolo sulla dipendenza dal gioco d'azzardo, Il gioco di Mario.

Novembre 2014
A novembre la compagnia sarda Il Salto del Delfino ci farà vivere un percorso sensoriale, tra vino, parole e musica dal vivo con Di Vino Commedia oltre a proporci un laboratorio per l’attore La furia di Medea. Metà novembre ritorna da noi la Compagnia Idea..zione quest’anno con una favola nera per adulti liberamente tratta da un racconto da “racconti bestiali” di Patricia Highsmith, Ballerina.
Un altro ritorno a novembre è quello della Compagnia palermitana Tre quarti di maschera con Sirinata d’amuri storia di due nobili amanti raccontata, con musica dal vivo, da una narratrice, ciarlatana e pupara.
Il mese di Novembre si chiude con la Compagnia napoletana Teatro dell’Osso in una riscrittura intensa e moderna di Antigone una guerra civile.

Dicembre 2014
In dicembre la Compagnia Silent Noise proporrà uno spettacolo su il rapporto con i social network e con le loro difformi modalità di comunicazione La foto del martedi.

Gennaio 2014
Aprirà l’anno nuovo Movimento Comico (Compagnia che la Casa delle Culture ospita da molti anni) con Prove tecniche di Felicità due clown, spinti da un immotivato e disarmante entusiasmo, intraprendono un viaggio alla ricerca della felicità. Sempre Movimento Comico in marzo sarà in scena con Anzia spettacolo muto con due donne, due clown surreali, archetipi femminili che portano in scena l’Ansia di vivere. La stessa Compagnia in maggio presenterà per la nostra sezione “formazione” il lavoro svolto nel loro laboratorio sul clown e sul personaggio comico, Ridere è una cosa seria.
Metà gennaio la Compagnia napoletana Collettivo LunAzione andrà in scena con una Storia tragicomica di eroi e di buffoni riscrittura di Troilo e Cressida. Chiude gennaio la Compagnia pisana Malacara con Il cubo in amore, prima o poi, si finisce per diventare piccoli criminali di Micol Graziano.

Febbraio 2014
In febbraio arriva la Compagnia sarda Actores Alidos con lo spettacolo vincitore del premio del pubblico Fringe festival di Roma 2014 Zitti Zitti Piccoli quadri di vita raccontati senza parole con la delicatezza di una poesia. Da metà febbraio la Compagnia Diritto e Rovescio in Il Processo di Shamgorod di Elie Wiesel in collaborazione con Jecko Theatre Company lo spettacolo vuole essere una testimonianza attraverso la quale affermare il valore assoluto della memoria a distanza di pochissimo tempo dalla ricorrenza dei 70 anni dalla liberazione di Auschwitz.

Marzo 2014
Il mese di marzo torna in scena la Compagnia Ginepro Nannelli (organizzatrice dell’attività della Casa delle Culture) in Quelle sedie del signor Eugenio giochiamo a ricordare? Spesso per credere in quello che stiamo dicendo abbiamo bisogno di chiamare in causa dei testimoni che con la loro presenza possano dare concretezza e rendere ufficiale quello che esce dalle nostre labbra.

Aprile 2014
In aprile la Compagnia Contenitori d’immagini in La vita Inattesa le voci sono come i ricordi, la loro assenza ci lascia vuoti.
Sempre in aprile la Compagnia Morlock in L’Ultima cena Black comedy sul tema dell’intolleranza. In maggio la Compagnia napoletana Officina segreta-Primo aiuto in Gang Bang Un capolavoro di disperazione, sul set del porno più porno del mondo Liberamente ispirato al libro “Gang Bang” di Chuck Palahniuk.

Casa delle Culture di Roma
Progetto indipendente autofinanziato di spettacolo dal vivo e formazione [XV anno]
via San Crisogono 45
www.casadelleculture.net
Tel: 06.58157182 06.58333253
Orari degli spettacoli:: dal martedi al sabato ore 21.30 domenica ore 18

Biglietti: €15 intero €12 ridotto €8 studenti (salvo eventi eccezionali)
Via San Crisogono 45 (piazza Sonnino) 06.58333253 

XV ANNO DI PROGRAMMAZIONE A CURA DI COMPAGNIA GINEPRO NANNELLI
Organizzazione:: Marco Carlaccini e Patrizia D’Orsi
Comunicazione:: Olga Carlaccini
06.58157182
 

MOLTO RUMORE PER NULLA@Globe Theatre: inno alla giovinezza in un assolato Salento

In scena al Globe Theatre fino al 5 ottobre, le ultime repliche di “MOLTO RUMORE PER NULLA”, capolavoro shakespeariano magistralmente diretto da Loredana Scaramella.
Commedia degli equivoci, sullo sfondo di un assolato Salento in cui si intrecciano passioni, intrighi, errori e farse in un perfetto spaccato dell’animo umano. La grandezza di Shakespeare si esprime soprattutto nella brillantezza dei dialoghi, negli scambi feroci e arguti, nella vivacità delle battute taglienti che fanno di MOLTO RUMORE PER NULLA una delle commedie più riuscite del grande drammaturgo Inglese.

Un Inno alla giovinezza e all’amore: sono infatti i giovani i protagonisti di questa commedia, con la loro spensieratezza, la loro vita intensa, i loro giochi e scherzi, le risate, la musica. Claudio e Benedetto, due cortigiani e uomini d’arme, rientrati dalla guerra al seguito del Principe Pedro d’Aragona, irrompono nella vita di due fanciulle, Ero e Beatrice, in una casa molto ospitale piena di balli, musica e feste. Claudio s’innamora della giovane Ero e all’amore e armonia della coppia si contrappongono i continuo litigi e battibecchi di Benedetto e Beatrice.
Sul palco una serie di corde tese sulle quali sono stesi ad asciugare al sole delle enormi lenzuola bianche, che simboleggiano lo spazio delle donne e che viene ben presto invaso dal rientro dei giovani militari. Le stesse lenzuola fungeranno poi da divisori nelle scene seguenti e le corde tese diventeranno l’amaca sulla quale si dondola Benedetto quando scopre di amare Beatrice e l’altalena di Ero che, con la cameriera Margherita, si diverte a prendere in giro Beatrice, nascosta dietro ad un lenzuolo.

Il grande merito della regista è quello di non stravolgere la commedia shakespeariana ma di mantenere pressoché inalterati i bellissimi e vivaci dialoghi, che sono la forza di questo testo, arricchendoli di musica, grazie alla bravura del trio William Kemp, che esegue dal vivo la travolgente pizzica pugliese, trasformando anche i 20 minuti d’intervallo in uno spettacolo da non perdere, di danze continue e di un’azione dinamica che si sposta continuamente su tre diversi piani: dal palco, alla balconata fino alla platea.
Bravissimi tutti gli attori: da Mauro Santopietro che interpreta un travolgente Benedetto a Barbara Moselli la bisbetica Beatrice fino a Carlo Ragone che rende i due personaggi Corniolo e Badassarre due irresistibili macchiette, senza però mai scendere nel caricaturale.
L’aria che si respira durante le tre ore di spettacolo, intervallo compreso, travolge e coinvolge irresistibilmente tutto il pubblico del Globe Theatre che proprio sul finale viene invitato dagli attori a condividere e partecipare alla festa a ritmo di pizzica salentina.

 

IL PRIGIONIERO DELLA SECONDA STRADA@Teatro Golden dal 30 settembre al 26 ottobre

dal 30 settembre al 26 ottobre
IL PRIGIONIERO DELLA SECONDA STRADA
Di Neil Simon
regia di Giovanni Anfuso
produzione La Contrada-Teatro Stabile di Trieste

Maurizio Casagrande e Tosca d’Aquino sono i protagonisti della commedia del drammaturgo americano Neil Simon “Il Prigioniero della seconda strada” per la regia di Giovanni Anfuso, che apre la stagione del Teatro Golden martedì 30 settembre.

Trama
Mel ed Edna, marito e moglie vivono New York una tormentata torrida estate. Lei moglie affettuosa e premurosa cerca di capire perché il lavoro non appaghi più il marito come un tempo, non sapendo che Mel è stato licenziato in tronco dopo oltre 22 anni di carriera come dirigente di un’azienda. Lui cerca di nascondere il licenziamento alla moglie, ma è costretto a vuotare il sacco quando al colmo della sfortuna il loro appartamento viene svaligiato dai ladri. Ma Edna non si perde d'animo e decide di andare lei a lavorare per salvare la situazione. Solo che anche l’azienda in cui è stata assunta la lascia a casa senza darle il tempo di iniziare.
Tra crisi, furti e licenziamenti i due scoprono che la loro unica certezza è il loro indiscutibile amore.

Note di regia
Due artisti eccezionali che si dividono tra cinema, televisione e teatro, due attori amati dal pubblico per le loro numerose interpretazioni Maurizio Casagrande e Tosca d’Aquino interpretano una coppia newyorkese, sposata da molti anni, alle prese con la crisi economica, la mancanza di lavoro e Il prigioniero della seconda strada, scritto nel 1970, racconta in modo ironico e divertente l’amore di questa coppia costretta ad affrontare innumerevoli peripezie e difficoltà lavorative.

Info:
dal 30 settembre al 26 ottobre
IL PRIGIONIERO DELLA SECONDA STRADA
Di Neil Simon
regia di
Giovanni Anfuso
produzione
La Contrada-Teatro Stabile di Trieste
Dal martedì al sabato ore 21 - Domenica ore 17
Sabato 22 e sabato 29 marzo ore 17. Lunedì e Mercoledì risposo
Intero € 25 + € 2 diritto di prevendita
Ridotto € 20 + € 2 diritto di prevendita

TEATRO GOLDEN
Via Taranto 36 - Tel 06.70493826
Grazie a Daria Delfino Ufficio Stampa Teatro Golden
Tel. 347.6687903 –06.70493826
 

#INTEATRO-Spettacoli in scena a Roma

GUFETTO riassume gli appuntamenti teatrali in vista nella prossima settimana in ordine di Prima. 
 

#ARTE-Calendario Mostre e Rassegne


FINO AL 29 SETTEMBRE 2014
ARTE E PERSUASIONE. La strategia delle immagini dopo il Concilio di Trento
Trento: Museo Diocesano Tridentino, Piazza Duomo 18
Catalogo: Museo Diocesano Tridentino
Leggi la nostra recensione

Nell’affascinante Palazzo Pretorio una mostra, frutto di accurati studi e importanti restauri, con sette sezioni racconta due secoli (tra fine ‘500 e metà ‘600 quando dal tardo Manierismo si passa al Barocco) di arte in Trentino analizzando il rapporto tra le decisioni del Concilio di Trento (1545-1563) - importante non solo per Trento, in una delicata posizione di confine con il mondo protestante, ma per tutta la Cattolicità grazie all’azione volta a riportare la Chiesa nell’ambito di una forte ortodossia per contrastare la Riforma protestante - sulle arti figurative a soggetto sacro e la comunicazione visiva.
 

FESTIVAL INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA@MACRO- Ritratto e analisi della società

Uno degli appuntamenti più attesi dell’autunno culturale romano è sicuramente il Festival internazionale di Fotografia. Arrivato quest’anno alla sua tredicesima edizione, si presenta, nonostante le difficoltà economiche, ricco di appuntamenti e affianca a grandi nomi della fotografia come Roger Ballen e Larry Fink, i giovani artisti emergenti. Marco Delogu, il direttore artistico, ci ricorda che quest’anno sono state bandite due aste per cercare i fondi e portare avanti un festival che è anche una grandissima comunità che coinvolge fotografi da tutto il mondo.

Gli spazi sono quelli del M.A.C.RO., da sempre contenitore delle nuove tendenze artistiche internazionali. Il tema scelto quest’anno è quello del ritratto, uno dei generi forse più rappresentativi della storia della fotografia, qui però inteso come strumento di analisi della società.
L’esposizione all’interno del Macro si apre con una collettiva di autori -“Portrait”- accuratamente selezionati da curatori, fotografi e critici e prosegue con una serie di mostre personali ad altissimo livello, tra i quali ricordiamo “The Beats” di Larry Fink, celebre fotografo americano che con i suoi meravigliosi ritratti in bianco e nero di scrittori, musicisti e artisti ci porta direttamente negli anni ’50 della beat generation americana, “Asylum of the Birds” di Roger Ballen: una serie di ritratti che sembrano opere surrealiste, realizzati in una casa di periferia di Johannesburg abitata da persone, animali di vario tipo e uccelli.

Marco Delogu, oltre che nella veste di direttore, quest’anno presenta un suo lavoro tutto dedicato a Roma, “Luce attesa” curato da Bartolomeo Pietromarchi. Attraverso la particolare luce di Roma, Delogu ne racconta la dimensione fuori dal tempo e dallo spazio. Ogni cosa è inghiottita dal bianco, dall’eccesso di luce, dove escono fuori, come delle vere e proprie apparizioni, insegne di negozi e frammenti urbani, attraverso i quali l’autore ci racconta la sua Roma. Davvero suggestive la serie d’immagini che raffigurano luoghi mitici della città: il Palatino, la via Appia, villa Medici, illuminati solo dalla luna piena. Foto realizzate con tempi di posa lunghissimi, che diventano immersioni totali nella città.

Una parte della mostra vuole indagare lo stretto rapporto che c’è tra arte e fotografia con una serie di ritratti eseguiti dall’artista Giosetta Fioroni. Tra tutti emergono quelli di Giacinto Cerone, legato alla Fioroni da un rapporto molto stretto. La serie dei suoi ritratti sembrano dialogare con l’opera cartacea di Ceroni esposta nella parete di fronte.
Questo importante festival parte dal Macro e si trasforma in un evento che abbraccia tutta la città, coinvolgendo accademie straniere, spazi espositivi privati e pubblici, come Palazzo delle esposizioni, l’Accademia Tedesca a villa Massimo e il Piccolo Cinema America.

“Fotografia” inaugura al pubblico il 27 settembre e per l’occasione verranno organizzate una serie di letture a cura di fotografi e critici, inoltre Martin Bogren, Marco Delogu, Doug Dubois ed altri terranno dei talk di fronte alle loro opere.
Avete tempo fino all’11 gennaio per immergervi in questa enorme quadreria di ritratti che parte dal Macro e si diffonde in molti luoghi della città, generando ogni volta nuove interazioni ed immagini vive.(Marco Delogu).
 

RIFLESSIONI DA “LETTERA A UN GIOVANE DETENUTO”@Teatro delle Muse: oltre il pregiudizio

La vita nelle carceri e quello che lascerà nell’animo dei detenuti è il tema di “RIFLESSIONI DA “LETTERA A UN GIOVANE DETENUTO” ”, brillante spettacolo che ha lo scopo di affrontare, senza pregiudizi, le violenze psicologiche e fisiche che quotidianamente ogni detenuto subisce nell’indifferenza dell’opinione pubblica e di una società che non ha voglia di sapere o scoprire quello che prova e vive un detenuto all’interno di una stanza di cemento.

Il Detenuto è spesso privato della dignità, con addosso quel “marchio” che anche dopo aver scontato la pena rimane indelebile sulla sua pelle: ciò in quanto non esiste un vero piano di recupero e non esiste nella coscienza di ognuno di noi una visione razionale priva di quel pregiudizio che tende a dividere in categorie l’essere umano e, in base alla loro assegnazione, decidere se sono utili o meno alla società, che spesso si mostra arida di cultura e vogliosa di dare giudizi approssimativi e frettolosi che tendono a spostare l’attenzione sul nulla, rimandando un’analisi attenta e quelle decisioni che arricchirebbero, invece, il nostro vivere quotidiano.

Questo spettacolo ci riesce appieno facendo vivere al pubblico presente in sala, in prima persona, tutte le difficoltà, i soprusi, le violenze e le umiliazioni dei detenuti vittime di un contesto che persevera nei loro confronti che ha nella guardia carceraria il mandante di uno Stato assente.
Struggente il monologo iniziale di una mamma che, nonostante tutto, non farà mai mancare amore e sostegno al proprio figlio; dai pensieri proiettati sullo sfondo del palco di alcuni detenuti emerge sia la rassegnazione per essere ormai definiti “la feccia della società”, ma anche la voglia di riscatto e di rinascita, una volta abbandonata quella cella scura.

Il tutto si svolge in due atti fra monologhi, musiche, linguaggi del corpo che appassiona e commuove il pubblico, bellissimo il coinvolgimento finale dei componenti della rock band “Gemini” che interpretano loro stessi all'interno del carcere: usufruendo della legge del 1975 sul recupero dei detenuti li coinvolgono in attività musicali, culturali con l’intento di dare una prospettiva al loro futuro.
Riuscitissima la volontà del regista di sensibilizzare il tema della condizione carceraria su cui si è dibattuto a lungo ma sulla quale ancora gli organi preposti tardano a dare delle risposte definitive e a dare la giusta dignità e il giusto perdono a chi deve scontare o ha già scontato la sua pena.

 

KEYS TO ROME-Una passeggiata nella Città di Augusto

Le chiavi di Roma la città di Augusto
Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali Via Quattro Novembre, 94  (vedi Mappa)
24 settembre 2014 – 10 maggio 2015

Finalmente, dopo mesi di attesa, e soprattutto anni di preparazione, il 23 settembre è stata presentata in anteprima la mostra ai mercati di Traiano “Le chiavi di Roma, la città di Augusto”. L’esposizione si inserisce nel più ampio progetto internazionale “Keys To Rome”, in contemporanea in quattro città, a rappresentare simbolicamente i confini dell’impero romano, Amsterdam, Alessandria d’Egitto, Sarajevo e Roma e la data non è stata scelta a caso dato che per convenzione unanime, sarebbe la data della nascita di Augusto il grande imperatore. Questa mostra chiude un cerchio di commemorazioni e di eventi straordinari atti a celebrare il bimellenario della sua morte e lo fa con un progetto innovativo.
L’evento è organizzato dalla più grande rete di eccellenza europea sui Musei Virtuali, V-MUST, coordinata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche. E proprio grazie a queste tecnologie, a detta degli stessi curatori, che il progetto è quello di avvicinare alla grande figura ed ai segreti della città di Roma più visitatori possibili, una fascia di utenti giovani abituati a muoversi con le nuove tecnologie ed anche gli stessi romani che spesso ignorano nella struttura odierna come erano collocati gli spazi dell’epoca augustea.

Camminare” nella Roma di duemila anni fa
Nella Grande Aula del Museo, una mappa della città ripresa dalle immagini satellitari di Google è stata “ritagliata” con i confini di quello che era presente nella città augustea dando al visitatore la sensazione di “camminare” nella Roma di duemila anni fa. Il Foro di Augusto, il suo Mausoleo, l’Ara Pacis e gli altri monumenti, “emergeranno” dalla mappa e racconteranno la propria storia.
Videopannelli presenti lungo il percorso espositivo illustreranno le novità scientifiche sugli ultimi scavi, testimoniando la continua ricerca e la presenza sul territorio degli archeologi della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.
Un film ci introduce all’obbiettivo della mostra. La storia di Gianus, mercante che istruisce il nipote Marcus su come svelare i segreti della loro famiglia, ed insieme ad essa quello dell’impero romano, usando le chiavi di Roma durante l’unico giorno in cui il dio Giano consentirà loro di aprire le porte del tempo e dello spazio.
Due busti di Augusto e Agrippa – il suo “braccio destro” – si animeranno e parleranno delle strategie e degli avvenimenti storici che hanno permesso l’irresistibile ascesa del Princeps e la trasformazione della città.

Le applicazioni interattive
Tra le applicazioni interattive, la Torcia rivelatrice che consente, puntando il dito verso un oggetto, di proiettare quello che doveva essere l’aspetto originale: in questo caso sono i frammenti marmorei del tendaggio che faceva da sfondo alla statua colossale di Augusto.
L’applicazione AR-TIFACT consente di osservare la statua di Marte e Venere in maniera nuova. Attraverso il tablet è possibile osservare la statua come doveva apparire in origine, ovvero completamente ricostruita utilizzando come dato di partenza un frammento del gruppo scultoreo conservato a Palazzo Massimo.
Un totem MATRIX TOTEM, consente di accedere ai quattro diversi musei del progetto Keys to Rome, esplorandoli in 3D ed ascoltando le storie in essi custoditi.
Inoltre, un gioco interattivo in 3D - una simulazione realistica - basato sull’interazione naturale. I visitatori possono “fisicamente” esplorare gli ambienti, connessi ad un diverso luogo ed epoca storica e trovare gli oggetti esposti nei diversi musei della rete Keys to Roma in una sorta di “caccia al tesoro”. Una volta ritrovati gli oggetti è possibile spostarli in un dispositivo Holobox, un monitor grafico che consente di letteralmente manipolare gli oggetti ritrovati. Composto da un sensore ad infrarossi ed un display olografico consente di visionare l’immagine olografica in 3D. Quando sono stati raccolti tutti gli oggetti e completato il livello è possibile ottenere informazioni aggiuntive tramite il QRcode o il codice che appare sullo schermo da qualsiasi apparecchio multimediale in possesso del visitatore.

Un nuovo modo di vedere il museo
Infine, una curiosità, il simbolo grafico scelto per il progetto Keys to Rome, è stato tratto da una antica chiave romana trovata in uno degli scavi di Sarajevo. Le chiavi di Roma. La città di Augusto” si presenta come un esperimento espositivo unico nel suo genere proprio grazie all’integrazione di diverse applicazioni tecnologiche, un esperimento da visionare con interesse e da perfezionare nella messa in opera, ma che potrebbe inaugurare un nuovo modo di “vedere” un museo.
 

PRENDO IN PRESTITO TUA MOGLIE@Teatro de’ Servi: tra Outing e accettazione di sè

In 140 caratteri
Al TeatrodeServi “Prendo in prestito tua moglie”, una commedia sull’OUTING che incita ad essere ciò che si è, e ad amare senza paura
di @GufettoTeatro
 

A teatro per aiutare l’infanzia@Teatro Libero Milano

Encomiabile iniziativa quella del Teatro Libero, preziosa chicca del mondo teatrale milanese, che alle ore 21 di martedì 23 settembre 2014 ospita il CIRCO PARADA, Il circo dei bambini di strada per una serata di raccolta fondi a favore dell’innocenza calpestata in particolare nella città di Bucarest - affascinante e contraddittoria capitale rumena - dove esiste una drammatica percentuale di bambini di strada, parte dei quali vive nei canali sotterranei dove le condutture di acqua calda offrono un minimo sollievo alle loro condizioni di grave degrado.
 

SULLO STRESS DEL PICCIONE@Teatro Argot: un ritratto di nevrosi

Brillante e convincente l’esordio alla regia di Giovanni Anzaldo con: "Sullo stress del piccione" in scena al Teatro Argot fino al 21 settembre.
Un’opera prima che fa luce su quattro giovani di oggi piuttosto “tipici”, le cui vite tormentate, e volutamente complicate, vengono messe a nudo senza troppo cadere nei cliché generalisti di molta produzione televisiva e cinematografica odierna.

I quattro giovani si incontrano in un bar: c’è la giovane artista sessualmente confusa in cerca di una direzione, il ragazzotto allegro che cerca inutilmente di rimorchiare e sfondare in campo artistico, l’esteta amante delle donne e del sesso libero e la romantica e fatalista barista lesbica in cerca dell’amore facile.
Quattro anime che incarnano almeno uno degli amici che abbiamo intorno, quattro anime che esprimono pensieri barcollanti fra il “divertentismo” e la voglia di realizzazione,nella cui personalità confluiscono parte delle nostre pulsioni, delle nostre incertezze sulla vita, dei nostri disagi sessual-sentimentali. L’incontro-scontro fra queste anime da vita a sviluppi inaspettati, a volte languidi, a volte amari, farciti da una certa vena filosofica “L’uomo è l’unico essere umano consapevole della propria estinzione” che denota un approccio piuttosto pessimista sull'esistenza, stemperato però da una certa ironia di fondo sulla nostra realtà fatta di uomini e donne fatti “per farsi del male” e quasi deliranti nelle loro nevrosi.

La regia di Anzaldo è presente e non scontata: i dialoghi sono sottolineati da suoni e rumori che enfatizzano le battute e la portata comica di certe affermazioni. Le luci sono ben distribuite sul palco, gradevoli gli innesti dei pensieri dei protagonisti che ogni tanto prendono corpo ed esprimono ciò che non si ha il coraggio di dire o di fare (essenziali in uno spettacolo come questo, denso di tensione fra dire e fare, dire e non dire).
Il giovane esteta perennemente insoddisfatto, interpretato da Ansaldo non assume su di sé tutta l’attenzione del pubblico, ma lascia spazio agli altri interpreti, regalandoci così una narrazione” corale”, in cui nessuno dei quattro ragazzi sembra essere il vero protagonista, che è invece rappresentato dal senso di insoddisfazione di una intera generazione moderna perennemente alla ricerca del suo posto nel mondo, perennemente incapace di dirsi “felice” .
Tutti i personaggi, si diceva, vengono valorizzati, hanno il loro monologo esplicativo, la loro dignità caratteriale. Una nota di merito anche nei dialoghi: estremamente curati, intelligenti, ben strutturati, non banali ma spiritosi e a tratti un po’ cinici, disincantati e amari, mai declinati nell'ottica più banalizzante offertaci dalla tv generalista o dei social. Azzeccati i momenti comici, ma interessanti anche i dialoghi con Dio cui si lasciano andare alcuni dei protagonisti, in cui emerge un realismo scanzonato che fa da sottofondo a tutta l'opera. 

Siamo quindi di fronte ad un’opera intelligente e spiritosa, che affronta il tema del disagio giovanile senza scadere nella banalità ma assumendo un abito realista e spiazzante che un po’ ci prende in giro, un po’ accoglie col sorriso quelle tenere nevrosi che fanno parte di ognuno di noi.

Dal 16 al 21 settembre 2014
Sullo stress del piccione
Testo e regia di Giovanni Anzaldo
Con Giovanni Anzaldo, Luca Avagliano, Francesca Mària, Giulia Rupi Sycamore T Company
Musiche originali di Tommaso Andreini
Scenografie di Giovanni Rupi
Luci di Martin Emanuel Palma

Teatro Argot Studio
Via Natale del Grande 27 – Roma
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21,00 – domenica ore 17.30
Per prenotazioni: 065898111 | mob 3929281031
 

AGORÀ - TEATRO E MUSICA ALLE RADICI si gemella con FUORIPOSTO

La rassegna di teatro e musica ad ingresso gratuito AGORÀ - TEATRO E MUSICA ALLE RADICI, a cura dell’associazione culturale romana “Il Naufragarmedolce” intende portare lo spettacolo dal vivo fuori dai consueti spazi di spettacolo, a partire dai cortili delle case popolari, recuperando l’originario rapporto attore-spettatore.

Giunta alla terza edizione, la Rassegna si gemella con la rassegna FUORIPOSTO (II edizione) a cura dell’Associazione FuoriContesto con due nuovi appuntamenti previsti per l'11 e il 14 Settembre: “Rosadilicata”, spettacolo di teatro-canzone di e con Chiara Casarico dedicato alla cantante siciliana Rosa Balistreri a 24 anni dalla sua scomparsa e “Il fronte delle donne”, concerto-spettacolo di Lucilla Galeazzi appositamente creato per il centenario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, che si terrà come nelle precedenti edizioni al Centro di Cultura Ecologica del Parco di Aguzzano, insieme al sestetto vocale Le Vocidoro.
La chiusura della manifestazione il 30 settembre al Centro Culturale Aldo Fabrizi con lo spettacolo Bianca come il gelsomino di Iben Nagel Rasmussen dell’Odin Teatrer di Eugenio Barba.
 

LE CITTA' INVISIBILI@FontanonEstate: verso le Città ideali

Tutto esaurito, ieri sera (9 settembre) al FontanonEstate per Massimo Popolizio che ha riletto alcuni passi de “Le città invisibili” di Italo Calvino, accompagnato dal jazzista argentino Javier Girotto.
Una lettura ferma ma anche spiritosa quella offertaci da Popolizio, attore teatrale e cinematografico (Il Divo e La Grande Bellezza), doppiatore (sua la voce di Lord Voldemort in Harry Potter fra i tanti lavori di doppiaggio)di indubbia esperienza.

La musica di Girotto a volte accompagna, a volte intervalla un testo, quello delle “Città Invisibili”, letto con attenzione e senza fretta, compreso anche nella sua portata “realistica” e ironica sul mondo reale in cui viviamo. Giusta la modulazione della voce, le pause e soprattutto le intonazioni che rivelano anche il grande umorismo calviniano. Un umorismo simbolista in cui i dettagli delle Città raccontate da Marco Polo rivivono non solo agli orecchi dell’imperatore Kublai Kan, ma anche della Platea tutta che lo segue con attenzione, sorride e, qualche volta, ride persino alle ricostruzioni fantasiose che il Marco Polo/Calvino suggerisce alla fantasia collettiva.

Molte sono le Città immaginarie declamate: Isidora, Ipazia, Anastasia, Zobeide,Ottavia,Sofronia, Melania, Zirme, tutte Città “non fissate sulla carta” che appartengono già al passato di ogni viaggiatore diretto verso un futuro possibile. In ognuna sono rinvenibili tracce o elementi delle società urbane contemporanee o antiche. In ognuna ci sono stili di vita diversi ma non tanto dissimili ai caratteri, anche quelli ambigui e scomposti, delle odierne civiltà contemporanee. Così, pur essendo un viaggio immaginario, questa lettura diventa un’occasione per sorridere delle assurdità del nostro vivere quotidiano che finiscono spesso per somigliare alle Città Invisibili di Calvino più di quanto non si immagini.

La voce alta e stentorea viene utilizzata da Popolizio per l’Imperatore, mentre diventa più affabulatoria quando a parlare è lo stesso esploratore Polo. È sicuramente centrale e ben studiato il “dialogo musicale” intrapreso con Javier Girotto i cui pezzi, alcuni romantici, altri struggenti, altri più evocativi, vengono eseguiti con diversi strumenti: tromba (soprattutto), trombone e flauto traverso. Il Jazz si sposa perfettamente con le opere di Calvino, in quanto riproduce, quasi scherzosamente, sia sonorità “orientali” che suggestioni malinconiche proprie di una narrazione che immagineremmo “a lume di candela”, nelle stanze del potere. Una ricostruzione forse volutamente romantica quella della regista Teresa Pedroni che, nella parte iniziale sceglie di raccontare le Città più verosimili, mentre sul finale da spazio ai brani più divertenti, alle Città più improbabili nate dalla mente di Calvino.

Intelligente il richiamo, in apertura e chiusura dello spettacolo, ai passi più "esistenzialisti" in cui Calvino chiarisce come il racconto di Polo, utopico e visionario, quasi consapevolmente visionario anche per Kublai Kan, nasconda in realtà una realtà sull’orlo del disfacimento. Si tratta dunque della descrizione di città immaginarie, proprie di un impero “reale” che si definisce uno “sfacelo senza fine”.
Inevitabile dunque pensare che una lettura di tal genere non abbia un concreto riferimento al mondo moderno, "Un Inferno in cui si vive stando insieme” per il quale Calvino suggerisce due rimedi per non soffrirne: o “diventarne parte fino al punto di non vederlo più” oppure, ma questo è più difficile, “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.

Martedì 9 settembre
PALCO GRANDE
LE CITTÀ INVISIBILI
di Italo Calvino
con Massimo Popolizio e Javier Girotto
regia di Teresa Pedroni

Su Gufetto abbiamo pubblicato il calendario di questa settimana di programmazione!
 

FontanonEstate: ultima settimana di programmazione

GUFETTO segnala che gli appuntamenti del FontanonEstate sono stati rinnovati ancora per una settimana: fino al 13 settembre saranno in scena sul Palco Grande di Piazza della Rimembranza, (Gianicolo) alle ore 21 nuovi appuntamenti di teatro e musica di qualità.
 

PENE D'AMOR PERDUTE - Globe Theatre

Gufetto segnala PENE D’AMOR PERDUTE che andrà in scena dall’11 al 18 settembre al Silvano Toti Globe Theatre di Villa Borghese con la regia, la traduzione e l’adattamento di Alvaro Piccardi.

Trama
Il re Navarra e tre amici giurano solennemente di dedicarsi solo a studio e contemplazione per 3 lunghi anni. Un proposito che viene meno con l’entrata in scena della principessa di Francia accompagnata da tre amiche. La commedia vive dentro lo spazio di questa sfida e del suo fallimento e si manifesta attraverso un linguaggio fatto di schermaglie, giochi di parole, rebus inestricabili, virtuosismi verbali. Nello spettacolo esploderanno tutti gli elementi di questa comicità, insieme ai toni più sofisticati della commedia d’amore, per sottolineare le amarezze del conflitto amoroso, frutto della difficoltà dell’incontro fra i due sessi.

Note di regia
Dentro questo spazio, lo spazio di una sfida e del suo fallimento, vive la commedia, che si manifesta attraverso il linguaggio. Un linguaggio fatto di schermaglie, di occhi di parole, di rebus inestricabili, di virtuosismi verbali. E dietro a ciò una satira violenta che Shakespeare fa nei confronti di quegli intellettuali che fondano accademie o cenacoli letterari lontani dal respiro della vita e dal suo pulsare conflittuale e contraddittorio. Questo linguaggio si specchia in un altro, quello che usano un gruppo di personaggi popolari, costretti a misurarsi con gli editti del sovrano. Il loro linguaggio, ricco di una comicità plebea irresistibile, suonerà come caricatura del linguaggio cortigiano.
Lo spettacolo vuole far esplodere tutti gli elementi di questa comicità. Insieme ai toni più sofisticati della commedia d’amore, ma anche sottolineare le amarezze del conflitto amoroso, frutto della difficoltà dell’incontro fra i due sessi.

Info
Dalle ore 19.00 il pubblico del Silvano Toti Globe Theatre può partecipare all’aperitivo in giardino e, a partire dalle 20.30, assistere alla proiezione dei cortometraggi che hanno partecipato al bando Ancora Shakespeare: perché?
La stagione 2014 del Globe Theatre si concluderà il 19, il 20 e il 21 settembre con lo Shakespeare Fest (autori e project manager Carlotta Proietti e Daniele Dezi) una grande festa di chiusura della stagione, durante la quale alle proiezioni verranno affiancate performance teatrali e musicali. Salirà sul palco Gigi Proietti che, con improvvisazioni ed imperdibili pillole teatrali, presenterà gli eventi in programma.

La stagione 2014 è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Dipartimento Cultura con la produzione di Politeama srl, organizzazione e comunicazione di Zètema Progetto Cultura e il supporto di G.V. srl. La sua realizzazione è possibile grazie al contributo della Banche Tesoriere di Roma Capitale (BNL Gruppo BNP Paribas, UniCredit, Banca Monte dei Paschi di Siena). Anche quest’anno nelle sere di spettacolo è attivo il Globar, punto ristoro affidato a Spazio Novecento.

SILVANO TOTI GLOBE THEATRE
Direzione artistica Gigi Proietti
 

CONDANNATO A MORTE @FontanonEstate: cronache di una tragedia moderna

Una gabbia quadrata e gli spettatori disposti ai suoi 4 angoli. Sullo sfondo, la Fontana dell’Acqua Paola al Gianicolo, un microfono ed un libretto rosso: sono questi alcuni degli elementi di cui si compone lo spettacolo “Condannato a morte - the punk version” liberamente ispirato a “L'ultimo giorno di un condannato a morte” di Victor Hugo (1829) in scena a FontanonEstate il 3 settembre.

Un’opera delicata e profonda sul tema della Pena di Morte (presente anche Amnesty International), per ricordare quanti nel mondo muoiono “in nome dello Sato” (così si sottolinea nello spettacolo”), sempre più spesso dietro atroci sofferenze. Un’opera che Gufetto ha scelto di recensire non solo per l'importanza della tematica della lotta alla Pena di Morte, da portare sempre all’attenzione della cronaca, ma anche per la sua sempreverde triste attualità.

Davanti ad uno dei panorami più belli della Città va dunque in scena l’atrocità umana: la condanna alla pena capitale di un uomo senza nome, quasi fosse un emblema di tutti i condannati a morte del mondo. Orazio Cerino da voce ai suoi pensieri, alle sue riflessioni e frustrazioni seguendo il dettato di Hugo, con il tradizionale ritmo incalzante della propria recitazione, sempre coinvolgente, spiritosa ma anche grave e frastornante, a tratti inquietante. Si resta un po’ colpiti come da mille pietre appuntite dalle parole di quest’opera che, ancora a distanza di secoli, resta attuale, profondamente sconvolgente. Ma ciò che convince sul palco sono le buone doti di un bravo attore come Orazio Cerino, lasciato solo con un testo molto delicato che è riuscito ad interpretare entrando e uscendo continuamente dalla figura del Condannato e dei suoi carcerieri, aguzzini, rappresenti legali ed esponenti delle istituzioni, riuscendo a modulare bene voce e recitazione, gesti ed espressività in una moltitudine di ruoli, e di introspezioni psicologiche molto diverse fra loro. Così come sono molteplici i pensieri di un uomo che sa di morire.

La regia, minima, impone scelte giuste per coinvolgere il pubblico, chiamato più volte ad interagire con l’attore sentenziando alcune frasi indicate sul libretto rosso o trattenendo per i polsi lo stesso Cerino, o indossando un cappuccio da boia. Perché tutti siamo coinvolti, come società, di fronte alla piaga della Pena di Morte, tutti siamo colpevoli della sua proliferazione, a causa della nostra Indifferenza. Ci saremmo forse aspettati un maggiore uso del suono e delle luci, il riferimento al Punk, a nostro avviso è superfluo, e a tratti ci sarebbe stato bisogno di una maggiore “pazienza recitativa”, eppure anche così, la recitazione “nuda” di Cerino basta a mettere in ombra alcuni aspetti da affinare in un’opera di grande impatto emotivo.
Lo spettacolo, infatti, procede a ritmo sostenuto e quasi forsennato. Cerino incalza il pubblico, a volte la velocità delle battute è fin troppo esasperata e si placa solo quando a parlare è la bocca del Condannato. L’attore sfrutta il microfono per esporre i dettagli narrativi del testo, e per far “parlare” i diversi personaggi coinvolti. Quando la voce resta nuda e sola, a parlare è il Condannato: lo si riconosce, le sue battute sono ben scandite, vibranti, colme di pathos. Si passa dalla sorpresa all’angoscia fino alla disperazione e alla presa di coscienza “Un condannato a morte capisce solo la Morte”, si afferma laconicamente e poi si sancisce “Ma la Morte con cambia gli Uomini”. Lo stesso cavo del microfono, ad un certo punto, lega i polsi dell’attore imprigionandone gli istinti libertari. L’indice battuto sul microfono scandisce il battito del cuore del protagonista.

L’opera merita quindi certamente un plauso, non solo per il buon livello di recitazione di Cerino, già apprezzato come finalista del Fringe Festival 2014 con “Irpinia, Il fulmine nella Terra” e impegnato in testi dal forte sapore “contemporaneo”, ma anche per l’attenzione ad un tema controverso e difficile. Un tema al centro del dibattito culturale contemporaneo, così come lo era in quello ottocentesco. Perché nulla cambia davvero nella Storia, a quanto pare. E le atrocità si ripercuotono e ritornano con la stessa selvaggia intensità non solo in Occidente, ma anche nei paesi arabi, sebbene non per forza per mano di uno Stato ma addirittura da parte di chi di un presunto Stato si sente parte.
 

Ad IMPROVVISI URBANI - XX Ed., anche Eugenio Barba

Si svolgerà al Giardino degli Aranci all’Aventino e a Villa Flora (Portuense) dal 3 Settembre al 1° Ottobre 2014 la ventesima edizione di “Improvvisi Urbani”, il Festival Internazionale del Teatro Urbano, organizzato da Abraxa Teatro con il sostegno di Roma Capitale in collaborazione con Acea e Siae. L’evento fa parte del cartellone ESTATE ROMANA 2014.
L’iniziativa privilegia il teatro ma vive di comunicazione espressa tramite linguaggi artistici interdisciplinari manifestati anche con la rappresentazione di performance di danza e di concerti musicali oltre alla realizzazione di proiezioni cinematografiche e video, di mostre, conferenze ed incontri.

Si tratta in realtà di un evento romano e internazionale che porterà sulla scena all’aperto, l’Odin Teatret ed Eugenio Barba dalla Danimarca, Open Program del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards e alcune compagnie che negli anni hanno animato con spettacoli e laboratori il festival.
In programma Residui Teatro, Teatro Potlach, Alma Rosè, la rete di gruppi “I Barbari”, il Gamelan Balinese Gong Cenik, gruppo musicale di The Pirate Ship, e la compagnia dei Milon Mela di Calcutta guidata da Abani Biswas,
E ancora, incontri con personalità del teatro, appuntamenti con giovani drammaturghi, workshop, performance, laboratori gratuiti di musica per bambini con strumenti originali dell’isola di Bali.
In particolare, dal 29 settembre al 1 ottobre, a Villa Flora ci sarà una serata dedicata a all’Odin Teatret con la presentazione degli spettacoli con prenotazione obbligatoria nonché l’incontro con Eugenio Barba (29 settembre).

Il calendario completo degli appuntamenti di “Improvvisi urbani”

Per saperne di più su:
Abraxa Teatro
Compagnia internazionale di sperimentazione teatrale, impegnata dal 1981 per la valorizzazione del teatro contemporaneo ed in particolare per un’integrazione del teatro di ricerca nel tessuto sociale attuale, mettendo in evidenza specificamente il rapporto di comunicazione tra lo spettatore e l’attore. La compagnia è stata presente negli USA, nel Sud America (Brasile e Colombia), in Europa (Cipro, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Romania, Svezia, Svizzera, Turchia) e in Asia (Emirati Arabi) con spettacoli e stage, conferenze e dimostrazioni, con progetti speciali e didattici.
Abraxa Teatro è finanziata dal Ministero per i Beni Culturali in qualità di compagnia di ricerca e di innovazione teatrale ed ha un rapporto costante con il suo territorio, con gli enti di riferimento come la Regione, la Provincia e Roma Capitale. 

Improvvisi Urbani
20° Festival Internazionale del Teatro Urbano
Dal 3 Settembre al 1° Ottobre 2014
Ingresso libero
Info 0665744441 340 4954566
 

ESTATE ROMANA: l'ultimo week end di programmazione

La redazione di Gufetto vi segnala l’ultimo week end di programmazione de “L’Estate Romana 2014”: ultimi giorni per visitare rassegne d’altre ed altre manifestazioni culturali della Capitale.
Il calendario completo al seguente link

Arte
Frida: Il 31 agosto è l’ultimo giorno utile per visitare la mostra su Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale: aperture straordinarie fino a mezzanotte sabato 30 e fino alle 23 domenica 31 agosto
Bimillenario della morte di Augusto: sabato 30 l’Ara Pacis sarà nuovamente illuminata a colori per permettere a curiosi e appassionati di ammirare l’altare augusteo nell’aspetto prossimo a quello originale.
Mercati di Traiano: il 30 e 31 agosto, i grandi poeti latini tornano a omaggiare il primo imperatore di Roma. Ovidio, Orazio, Catullo e Virgilio rivivranno nel recital Tyrtarion “ad Augustum” organizzato dalla Accademia Vivarium novum. Si tratta di due spettacoli d’eccezione - e gratuiti - di poesia, accompagnati dalla musica rinascimentale dei Tyrtarion, il gruppo musicale dell’accademia stessa composto da sedici elementi.

Libri
Bookshow Live: il 1 settembre festival organizzato da Minimum fax al Monk Club in zona Portonaccio con le puntate del format ideato per Sky Arte in cui attori del cinema e del teatro italiano parlano delle loro città partendo dalle più belle pagine della letteratura. A seguire reading e musica dal vivo.
Poet Italy a Corviale il 1 settembre e, una serie di eventi tra la Biblioteca Renato Nicolini e la cavea/anfiteatro di Corviale fino al 7 settembre

Cinema
Rassegna “Cinema e stelle” presso il Centro Culturale Gabriella Ferri nel quartiere di Pietralata
Centro Culturale Elsa Morante “Aquila sotto le stelle” al Nuovo Cinema Aquila: sabato 30 agosto spazio a uno dei grandi successi della scorsa stagione, “La mafia uccide solo d’estate” di Pif.
Isola del Cinema: il regista brasiliano-americano Jonathan Nossiter presenterà il suo ultimo documentario “Resistenza naturale”, un nuovo viaggio tra i vigneti dopo Mondovino presentato al Festival di Cannes nel 2004 presso l’Isola Tiberina.
Festival testaccino: il Eutropia chiude il ciclo dedicato al cinema lunedì primo settembre, con una serata omaggio - a ingresso libero - dedicata all’amatissimo Robin Williams proiettando One hour photo, La leggenda del re pescatore ed Eliminate Smoochy.
Festival del Pigneto Convergenze urbane: chiusura il sabato 30 con Piazzato bianco, un testo di Francesca Staasch.

Teatro:
Al Fontanonestate Roberto Herlitzka porta sul palco del Gianicolo il De rerum natura di Lucrezio
 

A Sarzana Emanuela Grimalda al ‘Festival della Mente’

Sarzana, città ligure di antica tradizione sita al crocevia tra Liguria, Toscana ed Emilia Romagna, ospita dal 29 al 31 agosto 2014 l’undicesima edizione del Festival della Mente (www.festivaldellamente.it), diretta quest’anno da Gustavo Pietropolli Charmet e organizzata dal Comune di Sarzana e dalla Fondazione Carispezia.
 

Into the Storm

'Into the Storm' è un film che rientra nel genere catastrofico: di tradizione statunitense, ha comunque avuto grande successo in Europa e in Italia nonostante che la nostra cultura privilegi opere di contenuto più profondo o più rasserenante e divertente.
 
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