Un territorio nella flutè - Gufetto Magazine

Un territorio nella flutè

Champagne, parola evocatrice di suggestioni antiche e raffinate legate al nettare divino prodotto nell’omonima regione sicuramente da secoli anche se la tradizione lo fa risalire a Dom Pierre Pérignon, benedettino che nella seconda metà del XVII secolo avrebbe risistemato una vigna abbandonata ottenendo l’antenato di questa delizia nota in ogni dove e che come tutti i figli della terra assume caratteristiche diverse a seconda del terreno in cui nasce e naturalmente della mano e dell’intelletto che accudiscono ai vigneti e alla vinificazione.

Nella regione Champagne si distingue per la singolarità del terreno argilloso-calcareo, per la particolarità del clima e per l’andamento dolce delle sue colline il dipartimento dell’Aube, quello più a sud, che ha come caratteristica il non avere grandi Maison, ma piccoli e operosi produttori i quali lungo la Côte des Bar e i suoi 63 comuni curano il processo produttivo con vero amore dando risultati pregevolissimi che a volte superano quelli dei celeberrimi cugini. Attraverso la Strada dello Champagne è possibile compiere visite accurate presso questi creatori di meraviglie che accolgono con entusiasmo chi si interessa a loro e apprezza le loro predilette AOC (le DOC francesi).

Non solo vino pregiato, ma anche storia di cui Troyes è un vero concentrato, natura con il Parco naturale della Foresta d’Orient e naturalmente un mare di vigneti, veli discreti e operosi di una terra generosa che nutre sulle sue amabili colline il Pinot Noir, il Pinot Meunier e lo Chardonnay, i tre vitigni classici che lavorati con il metodo Champenois si trasformano in deliziosi champagne.

Una nutrita rappresentanza di questi eroi ha entusiasmato recentemente i palati milanesi e non solo proponendo etichette di grande pregio.

François Brossolette che coniuga tradizione e innovazione, Demilly de Baere antica maison, De Barfontarc maison-cooperativa il cui nome deriva da tre contigui ‘villaggi del vino’, Marcel Vézien azienda familiare ormai alla quarta generazione, Jacques Defrance nella cui affascinanti cantine del XVI secolo produce dal 1867, Dumont et Fils viticoltori fin da prima del Rivoluzione francese, René Jolly che segue ancora oggi la tradizione del dégorgement à la volée oltre a una rappresentanza dei vignerondella Maison de Champagne Chassenay d’Arce sono stati da me onorati con estrema attenzione riportandone sensazioni straordinarie.

E improvvisamente nella flûte cominciano a comparire le vetrate della grandiosa ed eclettica cattedrale di San Pietro e Paolo di Troyes e la grande rosa della facciata oltre ai blu e rosso di quelle del coro: mi rendo conto che sto gradevolmente sognando a occhi aperti, ma, quando appaiono le affascinanti e misteriose case tradizionali di rue Champeaux e ancora le torrette coniche dell’Hôtel de Vauluisant, splendida dimora rinascimentale, oggi sede di un museo, mi rendo conto della magia di qualche assaggio in più o forse di troppo.

Svanito lo spettacolare sogno, resta il desiderio di andare sul territorio per ammirarne le meraviglie e per sognare nuove avventure assaggiando i magnifici elisir locali.

seguici su Facebook
seguici su Linkedin
seguici su Google +
seguici su Pinterest
seguici su Twitter