Tavolara - Gufetto Magazine

Tavolara

Tempo di vacanze. Ci sono posti che mi sentirei di sconsigliarvi tout-court. Se non fosse per il rispetto verso chi in quei posti vive... e aspetta per un anno intero quella marea di turisti che in appena tre settimane riesce a devastarti il paese ma anche l'equilibrio psico-fisico.Tre settimane di deficienti che ti cantano sotto la finestra - se ti va bene BATTISTI - se ti va male la TATANGELO - parcheggiano selvaggiamente, lasciano immondizie e resti di falò sulla spiaggia, parlano ad alta voce al cellulare... con quell'aria da (accento milanese) LAVORO-PAGO-PRETENDO che non lascia dubbi sulla scarsa propensione al dialogo di molti esercenti delle località di mare... 
Per evitare tutto questo non ti rimane che uscire dal circuito delle località a 5Km dal porto o dell'aeroporto dove sei arrivato e cercare degli atolli sperduti lungo il litorale: spiagge incontaminate dove i pesci saltellano fuori dall'acqua già vicino alla riva, dove osservare sassolini bianchi facendo snorkeling, dove leggerti fiero il tuo giornale di 2gg fa un po' perché tanto le notizie son sempre le stesse, ma soprattutto perché quello di oggi non è nemmeno arrivato... prenoti un posto sulla veranda in legno di un ristorantino a conduzione familiare sentendoti per un giorno principe ereditario (l'eredità è l'estratto conto della carta di credito che arriverà il mese prossimo) e ti godi il fresco ordinando vongole, cozze, fritti di paranza e vino bianco della casa... Quando ormai ti sei convinto che nulla possa rovinare il quadretto appena descritto vieni distratto dal rombare di un motoscafo che sta attraccando sul molo. Ne scende un gruppo di gitanti ad occhio e croce dal reddito superiore ai 50.000 annui. Entrano parlando ad alta voce, spostano autonomamente i tavolini per accomodarsi dove hanno già deciso - senza aspettare i camerieri - iniziano ad informarsi con i clienti sulla bontà del vino, sulla presenza di sabbietta nelle vongole, chiedono ad alta voce di "Re Tonino" - il gestore - perché vogliono avere a che fare soltanto con loro pari.
Al momento di ordinare iniziano a stravolgere il menu, chiedendo mille variazioni sui piatti - lo voglio con poco aglio, per me senza origano, io con pochi pinoli, solo olio biologico - ma questa è una malattia metropolitana: basta entrare in un bar e vedere quanti cappuccini diversi siamo capaci di ordinare in Italia... 
Come se non bastasse fanno continue battute ai camerieri, danno pacche sulle spalle al povero Tonino che per amore del proprio lavoro rimane accomodante e sorridente, parlano ad alta voce di barche e cocaina, auspicherebbero il terrazzamento dell'isolotto per la costruzione di un resort per soli ricchi, ripetono fino all'ossessione il loro motto su come vanno vissuti i luoghi di villeggiatura: RISPETTARE LE REGOLE, CONDIVIDERE I VALORI... dal fondo della sala iniziano ad arrivare i primi timidi Vaffa...
Qualcuno sussurra che è una vergogna, altri si scambiano rapide occhiate facendo smorfie. Molti se non sapessero di dare ulteriore disturbo ai camerieri si farebbero cambiar di posto... finché accade che la goccia fa traboccare il vaso. 
Una delle mezze veline al tavolo incriminato si accende una sigaretta ed è allora che una giovane donna si alza in piedi ed inizia ad apostrofare i rumorosi gitanti: <strong>"E MO' BASTA! PURE LA SIGARETTA! IO TENGO L'ASMA E PER FAVORE ANDATE A FUMARE FUORI! ...E UN PO' DI RISPETTO CI VUOLE PURE!!
E' gelo.
I ricchi gitanti cercano di giustificarsi... - MA QUI SIAMO ALL'APERTO - e la giovane donna - NO, SIAMO AL CHIUSO! ANDATE FUORI VI HO DETTO!! - mentre dal fondo della sala dopo il primo - BRAVA! - detto un po' a testa bassa, quasi sussurrato, si leva un fragoroso applauso da fine esibizione, con tanto di fischi e qualche insulto rivolto ai rompiscatole in motoscafo..
Finalmente si può riprendere a mangiare gustandosi l'infrangersi delle onde del mare e lo sbatacchiare dei calici pieni di fresco vino bianco della casa...
Di questa storiella a noi rimane il motto, utile se non fosse ironico, ragionevole se non fosse pronunciato dai primi a non tenerne conto: IN CASA ALTRUI: RISPETTARE LE REGOLE, CONDIVIDERE I VALORI!

Viaggio di: Davide Colella

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