La Goutte d'or di Parigi - Gufetto Magazine

La Goutte d'or di Parigi

La Goutte d'Or ( la goccia d'oro ) è uno dei luoghi meno conosciuti e più vitali della capitale francese. Il quartiere, il cui nome deriva da un vino bianco prodotto dalle vigne sulle colline del sobborgo è situato nella parte meridionale del 18° arrondissement in un'area compresa tra le stazioni metro la "Chapelle" degli antillesi, la "Chateau Rouge" degli africani e "Barbes-Rouchechouart" dei maghrebini.

Quartiere tra i più poveri dell'Est di Parigi, non a caso scelto da Emile Zola come sfondo del suo celebre romanzo "L'assomoir", oggi propone i mercati, gli odori, i visi, i rumori e le lingue di un villaggio africano. Il passato degrado edilizio, le tensioni sociali ed etniche, l'illegalità diffusa e la marginalità hanno spinto a un radicale intervento nell'area da parte della Municipalità di Parigi, a partire dal 1983; una grande operazione mista di rinnovamento e riabilitazione urbana, resa necessaria per scongiurare il
pericolo di una irragionevole permanenza del "ghetto".
Una composizione sociale ed etnica, tra arabi e francesi, tra immigrati e parigini che ha favorito il confronto e l'integrazione, dando vita a quello che i francesi chiamano "metissage", letteralmente meticciamento, ibridazione, partendo dall'idea che questo "mosaico urbano" non fosse un limite ma una
straordinaria risorsa.

L'occasione propizia per immergersi in questo speciale quartiere è un giro al mercato di Barbes (mercoledì o sabato mattina ) che si svolge sotto il viadotto della linea del metro, e che ha la fama di essere il meno caro di Parigi.
Risalendo Boulevard Barbes ci si proietta, invece, nel mondo della bigiotteria kitsch e a buon mercato. Percorrendo rue Poissonniers ci si tuffa nel meglio della sartoria africana: i meravigliosi grandi "boubou", lunghe vesti in cotone dai colori sgargianti, nelle versioni sia maschile, sia femminile; immensi
copriletto, cuscini e coperte, e ancora gli splendidi wax africani, tessuti ricamati tunisini, e, infine, i tradizionali batik, da appendere come arazzi, dipinti a mano o realizzati con tecnica a cera su cotone leggero.

Qui si riuniscono i più giovani e stravaganti stilisti francesi che si sono insediati nella zona per lanciare il nuovo mood parigino; non a caso, infatti, le nuove tendenze si possono intravedere tra gli adolescenti che reinterpretano e reinventano la moda e la cultura della fusione.

Ed è ancora qui, da queste strade, che, nel gennaio scorso, si è alzata forte la voce contro il controverso progetto di legge che vieta, in Francia, l'esposizione di segni religiosi, e in particolare il velo islamico. L'orgoglio per la propria identità e le proprie tradizioni hanno fatto si che , in pochi
giorni, andassero letteralmente a ruba sulle bancarelle veli di ogni tipo.

Una integrazione nello scenario urbano, che seppur non scevra di episodi di lavoro nero, miseria, clandestinità , furti e aggressioni, sa offrire anche manifestazioni di energie profonde e positive, a partire dai simboli della fede...le due moschee invase il venerdì da musulmani che pregano sui tappetini
posati sull'asfalto, la sinagoga nei paraggi e ancora la chiesa neogotica di Saint-Bernard, teatro, nell'agosto del 1996, di una storica occupazione da parte di un gruppo di sans papier.

Se c'è ancora tempo, un salto dal parrucchiere, per una originale coiffure africana si rivelerà senz'altro un'esperienza divertente: clienti sorridenti, stormi di bambini vocianti, niente pettegolezzi, bella musica e una stravagante idea in testa per la serata.

Se volete fare una buona spesa lungo rue de Jessaint troverete grossisti alimentari che allineano lungo i marciapiedi o al di la delle vetrine montagne di spezie, semola, mandorle e fasci di menta; così come esotico e pittoresco è il mercato Dejan, nell'omonima strada che propone banane, pesce, manioca e
zucche.

A questo punto, dopo una passeggiata in questo animato caos veramentecoinvolgente, vi sarà sicuramente venuta fame. Due consigli. Rue de Clignancourt con la sua varietà di ristoranti africani: ghanesi, senegalesi, marocchini...E i baracchini lungo le strade, alternativa interessante per chi cerca un pasto appetitoso e a buon prezzo, che servono kebab ( spiedini di carne alternata a pomodorini, peperoni e spicchi di cipolla ), falafel (polpettine di pasta di ceci e spezie ), pane arabo accompagnato a babaghanou ( crema di melanzane e cumino ) o pasticcini di mandorle intrisi d'acqua d'arancio.



Danilo Montaldo

 

 

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