Kenia racconto di un'emozione - Gufetto Magazine

Kenia racconto di un'emozione

E' difficile non prolungarsi quando si parla di Africa e di bellezze paesaggistiche. Cercherà di esser sintetico, ma non tralascerà la capacità di emozionare che possiede il Kenya, paese dalle mille sfaccettature.Non posso non cominciare dal cosiddetto "Mal d'Africa che attanaglia tutti coloro che sono stati in vacanza o per lavoro nel continente nero, la culla della civiltà . Questo malessere viene solo quando si visita questo posto, totalmente immerso nella natura e in quelle caratteristiche naturali che possiamo solo immaginare presenti nella notte dei tempi. Arrivati a Mombasa già non potete non unire le immagini che scorrono fuori dal finestrino col film "Congo", una vegetazione illimitata: querce, mangrovie, laghi, coste marine mai viste, mamme con cesti di frutta multicolore in testa. Arrivati al villaggio a Watamu, si pensa che questi centri di turismo di massa siano fuori dalla concezione africana, ed invece siriane visibilmente stupiti. Tutto è verde, tutto ben inserito nel contesto equatoriale e tropicale. Casette con makuti e scimmie che saltano da un albero all'altro come in piena sintonia con l'uomo.
La cosa migliore: il mare. Chi viene in Kenya non crede che possa mai assistere ad uno spettacolo chiamato marea, pensa che il paese africano sia solo safari e animali esotici. Nulla più vero, ma  è solo metà della medaglia. Infatti, il Kenya è un anticamera delle Maldive. Un mare straordinariamente bello. Non a caso l'Unesco, nel 2000, dichiarò la spiaggia di Watamu come la più bella al mondo: patrimonio mondiale. Il mare è cristallino, la vegetazione intatta. A riva passano addirittura gli squaletti pinna nera che vivono al di quà della barriera corallina per riuscire a crescere. Ti passano tra le gambe, ma niente paura: sono innocui. Lo stesso dicasi per le tartarughe che vivono tranquillamente sulle spiagge e nel mare. Poi non parliamo di tutti gli altri animali come murene, pesci palla e tanti altri. Le spiagge sono bianche, distese, lunghe e mai riscaldate dal sole. Le migliori spiagge le conoscono tutti i tassisti di Watamu: Ocean Breeze, Sardegna 1 e 2, la spiaggia dell'amore.
Il tempo migliore per andare in Kenya è certamente il nostro inverno per bellezza del mare, in estate a settimana alterne rovinato da qualche alga di troppo portata dalla corrente, e per tempo. Infatti, durante l'inverno la temperatura è più alta e le piogge quasi inesistenti. Anche se l'umidità e la percentuale di zanzare.
Il problema malaria non esiste o quasi. Solo nelle zone paludose e piene di inquinamento (leggi Nairobi) le zanzare sono più numerose e pericolose. Infatti, le zanzare malariche sono quelle femmina e incinta. Sconsigliata ogni tipo di profilassi che rovina la vacanza, considerato che ha alcuni effetti collaterali frequenti e insopportabili. Se malauguratamente si contrae il virus il vaccino lo potete facilmente trovare in loco e in un giorno siete in piedi (non attendete di ritornare in Italia perchè sarete costretti a ricoverarvi in ospedale a malattie tropicali).
Consigliate senza dubbio le passeggiate lungo la via che porta a watamu, circa 7 chilometri, dove si possono vedere ogni tipo di persona locale in attività tipica: bambini sorridere e giocare, mamme intente nel lavare i panni, anziani a fumare paglia. Non mancare neanche alla celebrazione della messa cristiana battista ogni domenica mattina: una crogiolo di passione, credenza, fede e folklore che stupisce. Le vie e il mercato della cittadina di Watamu, dove potete incappare nel matrimonio mussulmano che dura tre giorni, sono una visita unica. Ultimi due aspetti necessari da vedere sono il Watamu Turtle Life, un centro di salvaguardia della fauna marina, specificatamente tartarughe, i cui responsabili possono anche coinvolgervi nella schiusa di tartarughe, se siete fortunati. Ultimo è la visita all'orfanotrofio di Gede, a pochi chilometri da watamu, dove potrete portare conforto ad aiuto ai meno fortunati.
Kenya, primo racconto di un emozione.

Viaggio di Paolo Lonati

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