Bali, la perla dell'Indonesia - Gufetto Magazine

Bali, la perla dell'Indonesia

Bali per molti aspetti è il gioiello più prezioso dell’arcipelago indonesiano. Formata da una catena vulcanica che la percorre da Est a Ovest, l’isola è dominata da due alti picchi, e alcuni laghi di cui il più grande è il lago Batur. Il suo suolo vulcanico è fertilissimo.I monsoni le assicurano abbondanti piogge da dicembre ad aprile, con interi mesi di splendido sole che completano la visione paradisiaca, coprendola di un verde manto rigoglioso. Gli abitanti dell’isola hanno fatto di tutto per trarre vantaggio da questa benedizione naturale, per cui anche le rive più scoscese sono state trasformate in risaie e terrazzate trasformando i pendii vulcanici in immensi giardini. I credo religiosi, i riti e le feste, guidano la gente dalla nascita alla morte e nel mondo ultraterreno. E’ la religione a stabilire la pianta di una città , il disegno di un tempio, la struttura di una casa, la distribuzione delle varie responsabilità all’interno della comunità . Così come le vacanze, i divertimenti, tutto ciò che riguarda la vita sociale, viene fissato dal calendario religioso, fornendo ai balinesi una vita di infiniti festeggiamenti e uno sfogo al loro grande talento artistico;Ogni fase della vita di un balinese, dalla nascita alla morte, è contrassegnata da rituali e cerimonie, note con il nome di Manusa Yadnya. La prima cerimonia avviene ancora prima della nascita. E’ usanza, infatti, che le donne al terzo mese di gravidanza partecipino a rituali, in casa o presso corsi d’acqua, di buon auspicio per la salute del nascituro. Subito dopo la nascita del bimbo, alla placenta è riservata la cerimonia del seppellimento, alla madre e al padre, considerati impuri rispettivamente per Quando il bambino compie 105 giorni, allora, per la prima volta, può appoggiare i piedi per terra. Anche la scelta del nome del nascituro segue regole antiche: i balinesi hanno solo 4 nomi, il primo figlio si deve chiamare Wayan, il secondo Made, il terzo Nyoman e il quarto Ketut, se il numero dei figli è maggiore di 4 i nomi si ripetono con il medesimo ordine. Nella fanciullezza ai bambini è riservato il rituale della limatura dei denti per fare in modo che abbiano una dentatura regolare e diritta.Il matrimonio generalmente avviene in età precoce, non è combinato, ma a causa dell'esistenza delle caste devono essere seguite regole molto severe. Due sono le forme di matrimonio “mapadik”, in cui le famiglie dei due fidanzati si conoscono e l’uomo chiede, al cospetto dei parenti, la mano della sua donna e il “ngorod”, il cosiddetto matrimonio con fuga, in cui la coppia si nasconde e poi ricompare quando ormai è troppo tardi per fermarli.Nella vita quotidiana uomini e donne hanno compiti differenti. Le donne si occupano della casa, di fare offerte agli dei (ogni casa possiede un sacrario), di recarsi al mercato e di concludere scambi commerciali. Gli uomini piantano il riso, si dedicano all’arte e accudiscono gli animali.La cerimonia conclusiva della vita di ogni balinese, la cremazione, è anche la più importante. Generalmente si svolge diversi anni dopo la morte fisica, in quanto la preparazione richiede molto tempo, nel frattempo il corpo viene seppellito. Al momento giusto il corpo è trasportato su un’asse ricoperta di stoffa, fiori, carta, nastri...Durante il trasporto, per far si che gli spiriti cattivi non rapiscano l’anima del defunto, l’asse è mossa in continuazione, in modo che la sua posizione non possa essere identificata dalle forze del male. La processione è accompagnata dalla banda gamelan e da musica assordante.La salma è quindi posta in una bara a forma di animale e immediatamente le viene dato fuoco.I turisti che assistono a questo rituale rimangono incantati dall’atmosfera particolare e pittoresca;Bali rappresenta una sorta di "enclave" induista all'interno dell'Indonesia, il paese islamico più grosso del mondo. In sostanza l'induismo era un tempo la prima religione presente nell'arcipelago indonesiano, ma il crescente sviluppo dell'Islam indusse l'ultima grande dinastia hindu di Java a trasferirsi a Bali, la quale portò con sè tutta la sua grande cultura e la propria arte, fondendola con i riti del posto, che erano sostanzialmente animisti. Ecco quindi che nacque questa particolare forma di induismo animista presente sull'isola, dove, viene sì adorata la celebre trinità induista composta da Brahama, Shiva e Vishnu, ma compare anche un dio supremo chiamato Sanghyang e soprattutto viene data una grande importanza agli spiriti, che sono presenti ovunque secondo i balinesi, i quali sono costantemente prodighi di offerte verso gli stessi;Bali è un'isola stupenda. E' vero che l'unica cosa che non offre e' un bel mare, ma a Bali non ci si va come alternativa alle Maldive, a Bali ci si reca per la sua interessante cultura, per il suo straordinario interno, per i maestosi templi presenti in tutta l'isola, per le magnifiche risaie a terrazza che in sostanza la caratterizzano. Vi consiglio di alloggiare in uno dei tanti alberghi di Sanur, località più "spartana" della snob Nusa Dua ma meno "hippy" della caotica Kuta. Da lì facilmente si parte per qualsiasi escursione. Non prenotate niente tramite gli alberghi internazionali, uscite fuori, sulla strada. Troverete centinaia di bravi autisti e brave guide che vi guideranno ovunque ad un prezzo assolutamente economico (rigorosamente da contrattare prima e da pagare dopo il servizio... i furbi sono sempre in agguato. Meta da non perdere è la cittadina di Ubud, il ritrovo degli artisti. Lì non potete assolutamente perdervi una sosta al salone per massaggi Nur ... vi garantisco che è un'esperienza che non dimenticherete facilmente. Altra meta fuori dai classici itinerari sono le piscine di Tirtaganga, piscine costruite centinaia di anni fa dove ancora i locali vanno a lavarsi immersi in un'atmosfera di altri tempi tra distese di risaie verdissime e bellissime.A livello climatico, il periodo migliore per visitare Bali va grosso modo dalla fine di Marzo ad Ottobre, mese nel quale ricominciano le incessanti piogge. Ovviamente ci troviamo sempre ai tropici, per cui, anche nei mesi corrispondenti al periodo secco, un acquazzone più o meno intenso è da mettere in preventivo.e' sicuramente la città più turistica di Bali, l’atmosfera è lontana anni luce dai paesini dell’interno dell’isola ma c’è il vantaggio che si ha la possibilità di incontrare tanta gente, c’è una grande scelta di alberghi, ristoranti, locali e negozi. Nel tardo pomeriggio tutte le persone si radunano sulla spiaggia per assistere al tramonto del sole e magari sorseggiare un aperitivo. Prima di cena si possono fare quattro passi per Jalan Legian e Jalan Pantai (le due vie principali) per dare un’occhiata ai vari negozietti dove si possono fare veramente ottimi affari. A Kuta si trovano tutti i prodotti tipici come oggetti intagliati in legno, gioielli in argento, dipinti o batik che sono prodotti nei paesi dell’interno. Si trovano anche tantissimi negozi per surfisti, dove oltre alle tavole si possono comprare capi d’abbigliamento sportivi di ottima qualità e a prezzi convenienti.Ogni dieci metri si trova un ufficio di cambio, bisogna fare molta attenzione però perché è facilissimo prendere delle fregature: un tipico raggiro dei “cambisti” consiste nel dare in cambio banconote di piccolo taglio poco alla volta, contandole e ricontandole mentre chiacchierano con voi, alla fine quando si lascia il banchetto ci si accorge che manca metà della somma dovuta. Il consiglio è di rivolgersi ai cambiamonete ufficiali come i P.T. Central Kuta, magari hanno un tasso leggermente più sfavorevole rispetto agli altri ma non hanno commissioni, danno la ricevuta e soprattutto sono onesti.La cucina indonesiana è ottima e a buon mercato, tipici piatti sono il nasi goreng, il bami goreng (riso o pasta saltati in padella con verdure e carne) e i satay (spiedini di carne) che si mangiano con una salsina piccante alle arachidi ma ottimo e molto conveniente è il pesce, soprattutto i crostacei che potrete scegliere ancora vivi direttamente dalle vasche.Se volete provare qualcosa di veramente unico dovete cenare a Jimbaran, una baia a sud dell’aeroporto, famosa perché tutta la spiaggia è piena di ristorantini che cucinano pesce e crostacei alla griglia. I tavoli e le sedie sono appoggiati direttamente sulla sabbia per un’atmosfera davvero spettacolare.

Viaggio di Roberta Baldassarre

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