ITINERARI - Gufetto Magazine

Soulmate *SHORTFILM*

Soulmate
Directed by Dominik Galizia

Cast:
Arthur Schmidt
Abigayle Rockette

Ramazzotti Peru
Tate Ashley

© HulaHoop
 

GUFETTO CAMBIA PIUME! ora siamo su Gufetto.press

Gufetto cambia aspetto!
Per venire incontro a tutti i suoi lettori e garantire una maggiore fruibilità dei contenuti, Gufetto sposta le sue pubblicazioni su un sito tutto nuovo: http://www.gufetto.press.
 

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Esemplare Svizzera

La visita a Expo durante i giorni iniziali dà un po’ il senso di un’Esposizione in progress con cantieri ancora attivi e padiglioni da terminare di allestire e organizzare a fronte di opere perfettamente completate e funzionanti a pieno regime e non solo per colpa delle singole nazioni, ma anche per quegli “incidenti giudiziari” che hanno bloccato e rallentato il percorso generale della manifestazione e che si auspica possano essere cancellati da un presente e un futuro adamantini. 
 

EXPO 2015: i primi passi

Le cronache narrano che l’Esposizione Universale 2015 (dal 1° maggio al 31 ottobre) è iniziata a Rho Fiera, nella cintura di Milano, tra un tripudio di vip e politici di ogni ordine e grado, di giornalisti (molti dei quali hanno richiesto almeno quindici giorni prima l’accredito a un ufficio stampa prodigo di comunicati con stile amicale ‘cari colleghi’ i quali non hanno mai potuto sentire una voce dall’altro capo del telefono, ma hanno ricevuto gentile risposta ai loro quesiti tramite mail) e di operatori impegnati a vario titolo in Expo i quali tutti hanno potuto godere dei disegni eseguiti dalle frecce tricolori e di un mega schermo da cui Papa Francesco, profeta e simbolo di povertà, ha ricordato ai presenti (pochi dei quali conoscono stenti e indigenza) il credo della solidarietà che non è solo quella materiale, ma anche il quotidiano rapporto in diretta e non mediato con l’altro, trasmettendo un messaggio di speranza.
 

LibriCome: un giro negli spazi espositivi della Rassegna

Ultimo appuntamento con il nostro report della VI edizione della rassegna LibriCome, svoltasi all’Auditorium Parco della Musica. Abbiamo ascoltato le riflessioni di Walter Siti sulla Poesia e i ricordi di Camilleri sulla Scuola ai tempi del Fascismo. Ora ci concediamo un giro fra gli spazi espositivi della Fiera che quest’anno è dedicata alla Scuola.
 

LibriCome: Camilleri, i ricordi e l'istruzione ai tempi del Fascismo

Proseguiamo il nostro percorso all'interno della Rassegna Libri Come, che dedica la sua sesta edizione alla Scuola. Dopo aver ascoltato la parole di Walter Siti sulla poesia e sul suo futuro nel mondo contemporaneo, ascoltiamo le parole di Andrea Camilleri: dai ricordi di scuola
 

LibriCome,VI edizione: la Scuola, Walter Siti e la Poesia

Gufetto ha seguito per i suoi lettori la sesta edizione della Festa del libro e della lettura “LIBRI COME”, la sesta edizione della festa del libro e della lettura che si è tenuta all’Auditorium Parco della Musica di Roma dal 12 al 16 marzo. Al centro dell’evento, il mondo della scuola come luogo privilegiato dell’apprendimento delle arti e delle discipline, dell’incontro tra allievi e maestri, in cui i maestri insegnano a saper essere, prima che a sapere o a saper fare.
 

Goût de France – Una cena francese mondiale

Giovedì 19 marzo 2015
Goût de France – Una cena francese mondiale
 
Continua nel quartiere di Tor Pignattara a Roma l’evento #TuttoATorpigna, realizzato dall'Associazione La Cattiva Strada e l’Associazione Bianco e Nero
 

PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI: Massimo Carlotto legge ‘La via del pepe’

Nel fitto programma di eventi che si sono svolti al Palazzo dei Congressi nei sette giorni di Più libri più liberi, la sala Diamante ha ospitato, nel tardo pomeriggio di sabato 6 dicembre, la lettura integrale dell’ultimo lavoro di Massimo Carlotto, "La via del pepe", tenuta dall’autore sulle note di Maurizio Camardi e Mauro Palmas.
 

PIù LIBRI PIù LIBERI-In giro fra gli stand della piccola e media editoria

L’edizione 2014 di PIù LIBRI PIù LIBERI (di cui abbiamo riportato i numeri), ha rappresentato il ritorno di Gufetto, nel mondo delle “storie di carta”, quelle che prima di leggere, si sfogliano, si annusano, si toccano e poi, si vivono. Torniamo ad occuparci di libri con lo stesso “feticismo”, la stessa curiosità e passione che un lettore mette in atto quando deve acquistare un libro.
 

PIU LIBRI PIU LIBERI: i numeri della tredicesima edizione

359 espositori, un giorno in più nel calendario e 56.000 presenze, 2000 in più rispetto lo scorso anno. Questi i numeri della tredicesima edizione di PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI, la fiera della piccola e media editoria italiana ospitata dal 4 all’8 dicembre presso il Palazzo dei congressi di Roma.
 

Frankfurter Buchmesse: le novità finlandesi

Continuiamo col report della Fiera di Francoforte, realizzato per noi da Paola Brigaglia: dopo un rapido giro per i padiglioni, ecco le novità finlandesi più interessanti, presentati alla Frankfurter Buchmesse!

Dopo qualche giorno di visita alla Fiera di Francoforte, ci si inizia a rendere conto delle sue grandi dimensioni: cinque hall grandissime, ognuna su più piani ospitano stand di editori suddivisi per nazionalità e argomenti.
Tra gli altri, ci sono padiglioni dedicati all’arte, quelli il cui tema è la tecnologia, alcuni sono rivolti ai bambini, c’è lo spazio dove risiedono le agenzie letterarie e, ovviamente, una enorme parte dell’esposizione è riservato alla letteratura. Oltre alle hall interne, ci sono anche degli spazi esterni, dove, oltre ai mercatini e ai chioschi che vendono würstel e patatine, hanno luogo varie attività, letture, dibattiti, incontri con autori.

Girando per gli interminabili corridoi, è stato certamente interessante notare dei vecchi libri tedeschi in mostra, risalenti alla prima metà del novecento e con tematiche per lo più storiche e politiche. Libri sulla rivoluzione russa, sul nazismo, sul Wirtschaftswunder (miracolo economico) catturavano l’occhio con le loro copertine dal design avanguardistico e colorato.
Gli stand degli editori e delle agenzie letterarie erano gremitissimi ed era quasi impossibile riuscire a ottenere udienza se non si era prenotato un appuntamento già da molti mesi prima. Il padiglione della Finlandia, paese ospite d’onore del 2014, si trovava nel Forum, edificio che si trovava vicino al corridoio che collegava la hall 3 con la hall 5.

Ogni giorno una programmazione serratissima, con eventi e incontri che si susseguivano l’uno dopo l’altro incessantemente. Vari sono stati gli scrittori di punta invitati alla Fiera e citati durante le discussioni.
Arto Paasilinna, prolifico autore conosciuto soprattutto per il caso letterario che lo ha reso famoso in Italia nel 1994, “L’anno della lepre” (uscito in Finlandia quasi vent’anni prima, nel 1975) e autore di parecchi altri noti romanzi pubblicati da Iperborea, è stato oggetto di un dibattito con il giovane autore Tuomas Kyrö, che a lui per molti versi si è ispirato. Il filo conduttore della scrittura di entrambi è un’ironia un po’ surreale, che si lega a situazioni tipiche della vita quotidiana finlandese, che nei due scrittori assume connotazioni simili, ma diverse a causa dei trent’anni che li separano. Due generazioni a confronto in una Finlandia ormai cambiata e alle prese con problemi nuovi, ad esempio quello dell’immigrazione: Kyrö riesce a dar voce in modo spassoso anche all’indecifrabile punto di vista degli stranieri sul proprio paese, problema che il Paasilinna della stessa età, non si trovò ad affrontare come preminente nella società di allora.

Un’altra scrittrice che ha presenziato alla Fiera di Francoforte, addirittura pronunciando il discorso di apertura, è Sofi Oksanen, eccentrica autrice trentasettenne, pubblicata in Italia da Guanda e Feltrinelli. Le sue origini sono per metà finlandesi e per metà estoni. Nei suoi romanzi le vicissitudini, spesso dolorose, dei protagonisti, con le loro storie di violenza, crimine e crudeltà, si snodano appunto sullo sfondo dell’Estonia degli anni sovietici. Tra i vari riconoscimenti che ha ottenuto, nel 2009 ha ricevuto anche un premio da parte degli organizzatori dell’Helsinki Pride per il suo attivismo nell’ambito LGBT.

Erano presenti anche tanti altri giovani nomi del panorama letterario finlandese contemporaneo, tra cui Salla Simukka, Sari Luhtanen e Miikko Oikkonen, autori di libri fantasy tradotti anche in italiano (Trilogia di Biancaneve e Nymphs). Oltre agli incontri e ai dibattiti, c’è stato anche tempo di assaggiare qualche specialità finnica offerta dagli organizzatori.
È così che si sono potuti alternare nella stessa giornata diversi sapori stranieri: dai Brezel e l’Apfelwein di Francoforte, alle tartine di riso e il liquore alla liquirizia salata di Helsinki. In entrambi i casi ottimi accompagnatori di queste giornate culturali.
 

Fiera del Libro di Francoforte: un giro nel padiglione della Finlandia

Francoforte: 8 ottobre 2014, ore 11 circa, comincia la Fiera del libro di Francoforte (Frankfurter Buchmesse).

La giornata viene inaugurata con la conferenza del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, on. Dario Franceschini. Gli argomenti trattati sono tutti di grande interesse. Si parla dell'iniziativa "Libriamoci" (organizzata dal MiBACT stesso e dal MIUR), che prevede tre giorni di lettura ad alta voce nelle scuole, con la collaborazione anche di attori e scrittori, al fine di avvicinare i ragazzi al mondo dei libri.

Si toccano i delicati temi degli aiuti alle librerie in difficoltà, della battaglia per il copyright e delle riforme da attuare prima che l'era digitale prenda il totale sopravvento. Il discorso insiste sull'importanza di comunicare ai più giovani, nati e cresciuti nell'epoca del multitasking e della trasmissione di informazioni rapida, sintetica e superficiale, il valore della lettura, che richiede, al contrario, concentrazione, costanza e una buona dose di "lentezza".
Vale la pena di riportare anche la riflessione finale della conferenza: alla domanda su come mai in Italia il numero di lettori sia tanto esiguo, il Ministro risponde che, essendo estremamente diffuso l'analfabetismo nel nostro Paese fino a qualche decennio fa, questo si è andato a incrociare con l'affermarsi di una certa televisione, che, in quanto strumento potentissimo di divulgazione di modelli di vita, si è troppo spesso mossa in direzione opposta a quella del far conoscere e amare i libri al grande pubblico.

Dopo questa immersione negli aspetti regolamentativi inerenti alla lettura, affrontiamo il mondo dei libri vero e proprio e facciamo un giro tra gli stand che, come ogni anno, affollano la Frankfurter Buchmesse.
La Fiera del libro di Francoforte non è aperta al pubblico. Pur essendo la più grande e importante del mondo in questo settore, è riservata agli "addetti ai lavori": editori, agenti letterari, traduttori, distributori, ecc. Ci sono stand di paesi da quasi ogni angolo del globo.
Girando qua e là si trova materiale sulla Georgia, sull'Azerbaigian, sulle isole Fær Øer.. ma soprattutto coglie la nostra attenzione il padiglione della Finlandia, il paese ospite d'onore di quest'anno.
Alcune grandi pareti circolari bianche e illuminate, con un disegno di nuvole lieve ed elegante creavano in uno spazio molto ampio, vari ambienti separati l'uno dall'altro, all'interno dei quali si svolgevano diverse curiose attività. Uno di questi ambienti era dedicato ai bambini ed era arredato in modo da creare degli angoli di casa fantastici e fiabeschi, con buffi compagni di gioco e mobili interattivi. In un altro c'era un tavolo con incisi i versi di giovani poeti finlandesi, e sul tavolo si trovavano matite e fogli, per imprimerle sulla carta e portarsi via la propria pagina. In un altro ancora c'era un macchinario che, tramite l'utilizzo di una cuffia, "leggeva" le onde magnetiche prodotte dal cervello e generava, a seconda di queste, una poesia ad esse consona.

Tutto intorno, negli spazi più grandi, si svolgevano incontri su o con scrittori finlandesi - fra i quali Tove Jansson e i suoi Mumin, fantastici personaggi da lei inventati, che assomigliano a piccoli ippopotami bianchi e che popolano libri e fumetti per bambini e adulti - e si potevano sfogliare libri che illustravano la Finlandia (e i suoi 187.000 laghi). Fuori l'edificio tutto era grigio e piovoso. A Francoforte è proprio autunno. La Fiera è il giusto rifugio.

Il TRAILER DELLA CERIMONIA D'APERTURA
 

Cous Cous, il piatto dell’amicizia

San Vito lo Capo, una delle località più belle della Sicilia nord-occidentale, è famosa per due motivi: una natura sfavillante per l’azzurro cristallino del mare (anche quest’anno ‘5 vele’ di Legambiente e Touring Club) e la bellezza delle spiagge - che uniti a un clima ideale, caldo ma non torrido, sono un irresistibile invito a prolungare la stagione balneare ben oltre le date ‘canoniche’ - e l’aver inventato e l’ospitare per oltre 16 anni il Cous Cous Fest, culturalmente la più internazionale delle manifestazioni enogastronomiche. La 17ª edizione si svolgerà dal 23 al 28 settembre 2014 e conferma la finalità di essere incontro e confronto tra Paesi, non solo dell’area euro-mediterranea, ponendo in primo piano le affinità non solo gastronomiche.
 

Gualtiero Marchesi premiato a Rimini

Dal 5 al 7 settembre 2014 si svolgerà a Rimini, nel Parco Terme della Galvanina, la 14ª edizione del Festival della cucina italiana, iniziativa riservata alle eccellenze in tema di cibo e vino prodotte in Italia. Nato itinerante (Isola d’Elba, San Benedetto del Tronto, San Patrignano e Londra alcune sedi delle precedenti edizioni), il Festival da un paio d’anni ha trovato una sede confacente alle proprie esigenze a Rimini.
 

Tutti a Sandrigo per il ‘Bacalà'

 Sandrigo, grazioso comune a pochi chilometri da Vicenza ritenuto luogo simbolo del ‘bacalà’ (con una sola ‘c’ nella versione vicentina del termine legata alla nota ricetta protagonista della festa), dal 16 al 29 settembre ospiterà nella bella piazza cuore della cittadina la 27ª edizione della Festa del Bacalà.
 

Peperoncino Festival

È ormai divenuto un classico, un appuntamento cui tutti gli appassionati della buona cucina (indifferente se davanti o dietro i fornelli) non possono mancare: è il Peperoncino Festival che quest’anno raggiunge trionfalmente la 22ª edizione (10-14 settembre 2014). Non sono poche in un’epoca che brucia rapidamente idee e proposte: significa non solo aver avuto l’intuizione giusta, ma non avere mai deluso i visitatori e saper adeguarsi ai cambiamenti sempre in atto.      La sede non poteva non essere che in Calabria, regione nota per il suo amore per la cucina saporita se non piccante, nella bella cittadina di Diamante in provincia di Catanzaro.
 

A Bolgheri il Sassicaia incontra il teatro

Uno degli angoli più suggestivi e particolari della Toscana - immortalato da Carducci negli splendidi versi di Davanti a San Guido di cui tutti ricordano almeno quelli relativi ai cipressi - è indubbiamente Bolgheri la cui fama varcherà i patri confini circa un secolo dopo per divenire grazie al Sassicaia simbolo in tutto il mondo del gusto italiano e della capacità del nostro Paese di creare prodotti d’eccellenza e soprattutto non imitabili, ancor più degli endecasillabi del poeta.   In questa piccola frazione del comune di Castagneto Carducci si produceva un vino rosato senza pregi particolari, surclassato per fama dal Chianti che della Toscana era il vino simbolo.
 

Giovani alla ribalta con DIETA MED-ITALIANA

In questo nostro Paese con una certa vocazione a piangersi addosso e una predilezione per la cronaca nera e le cattive notizie che riempiono pagine di giornale, finalmente è apparsa una nota che apre il cuore alla speranza perché i protagonisti sono giovani e poi perché vivono e operano nel Salento, area compresa tra le regioni meridionali, anche se la Puglia in realtà da diversi anni è caratterizzata da iniziative commerciali e culturali che la pongono all’avanguardia e ne fanno un modello a livello nazionale.
 

Suggestioni in terra di Francia

Estate tempo di vacanze: ci sono molti modi per viverle, alternativi al rosolarsi su una spiaggia assolata e affollata sperando di fare concorrenza a una bistecca… ma la ‘fiorentina’ è tutt’altra cosa. Uno dei più intelligenti, se non il più intelligente, è viaggiare con lo spirito di chi va alla scoperta di un territorio, della sua cultura e delle sue particolarità.
 

A Nizza ‘L’Italie à Table’

Nizza - città multiforme le cui radici affondano nella preistoria, reca segni della grecità e della romanità e, dopo essere stata per circa cinque secoli sotto i Savoia, nel 1860 è ceduta alla Francia per la causa italiana - è caratterizzata da un elegante lungomare di una decina di chilometri (costituito dalla celeberrima Promenade des Anglais il cui prolungamento verso est si chiama Quai des Etats-Unis), molto vitale e goduto dai cittadini che offrono ai turisti che lo affollano l’immagine di una consapevolezza delle ricchezze del territorio e della capacità di saperle utilizzare e che è anche sede di numerose manifestazioni.
 

La Finlandia a Milano con ‘Caffè Helsinki’

La Finlandia (Suomi in finlandese), all’ottavo posto in Europa per estensione, caratterizzata dalla più bassa densità di popolazione (la maggior parte della quale concentrata nelle regioni meridionali) e poco conosciuta, ha lottato nei secoli per difendere e conservare fisionomia, tradizioni e lingua e in pochi decenni è riuscita a superare il gap economico-industriale che la separava dagli altri Stati diventando una repubblica all’avanguardia con un’altissima qualità della vita e uno dei Paesi più organizzati e civili al mondo.
 

Un salto nella storia con ‘Il cibo immaginario’

 
Nelle belle sale del Palazzo del Governatore nel cuore di Parma, la capitale della Food Valley italiana, è ospitata fino al 15 giugno 2014l’intrigante mostra Il cibo immaginario. 1950-1970 Pubblicità e immagini dell’Italia a tavola.
 

APPUNTAMENTO CON LA CROAZIA SETTENTRIONALE

 
Con l’approssimarsi della stagione estiva il pensiero comincia a volare verso le vacanze e la tentazione di conoscere luoghi e popoli diversi è sempre viva anche nei più abitudinari: fare turismo in definitiva significa affrontare esperienze sempre nuove e diverse per arricchire le proprie conoscenze.
 

I giovani di Puglia contro lo spreco alimentare

Nella dicotomica società contemporanea emergono due problematiche apparentemente opposte, peraltro espressione di una stessa realtà: la fame nel mondo e lo spreco alimentare.
 

Viaggio tra le tipicità Pugliesi

Furono molti i popoli che nell’epoca dei grandi nomadismi sfruttando l’assenza di rilevanti ostacoli orografici arrivarono nelle fertili piane dell’odierna Puglia attratti da situazioni ambientali e climatiche ottimali: tra questi gli Àpuli (da cui prenderà nome la regione) che intorno al 1200 a.C. occuparono l’intero territorio (salvo il Salento rimasto saldamente in mano ai Messapi) con i loro diversi rami (Dauni e Peucezi i principali).
 

Un vino unico, anzi Santo!

Il Vin Santo fa parte della migliore tradizione dell’enologia italiana e occupa una nicchia particolare nella vasta area dei vini dolci e da dessert, tipologia che attraversa il nostro Paese dall’Alto Adige alla Sicilia.
 

Viaggio tra le tipicità Pugliesi

Furono molti i popoli che nell’epoca dei grandi nomadismi sfruttando l’assenza di rilevanti ostacoli orografici arrivarono nelle fertili piane dell’odierna Puglia attratti da situazioni ambientali e climatiche ottimali: tra questi gli Àpuli (da cui prenderà nome la regione) che intorno al 1200 a.C. occuparono l’intero territorio (salvo il Salento rimasto saldamente in mano ai Messapi) con i loro diversi rami (Dauni e Peucezi i principali).
 

CHE SORPRESA “ORTICOLARIO”!

Un trionfo di sorprese la quinta edizione di “Orticolario”, manifestazione che dal 4 al 6 ottobre 2013 offre la possibilità di godere nel superbo giardino di Villa Erba a Cernobbio (Como) di un singolare abbinamento tra il fantastico mondo del giardinaggio e il gusto, senso conduttore - o meglio ‘tentatore’ - verso una molteplicità di “Peccati di gola in giardino”.
 

Turchia tra oriente ed occidente

Un viaggio in Turchia è un’esperienza che non si dimentica: inevitabilmente chi si avvicina a questo paese e alla sua affascinante cultura ne rimane colpito nel profondo e conserverà per sempre nel proprio cuore il ricordo di questa terra ricca di storia, arte e cultura ed il desiderio di ritornarci il prima possibile. Questo è il racconto di come quest’estate ho scoperto ed iniziato ad amare questo magico crocevia tra il tecnologico e moderno mondo occidentale ed il conturbante ed avvolgente universo orientale. Dopo aver contemplato svariati possibili itinerari di viaggio, la scelta è ricaduta su quello che probabilmente è il compromesso ideale: dieci giorni a disposizione, di cui quattro da trascorrere completamente nell’indimenticabile Istanbul ed i restanti sei dedicati invece ad un viaggio itinerante alla scoperta delle meraviglie disseminate nella parte centrale della penisola anatolica. L’antica capitale degli imperi bizantino ed ottomano esercita una suggestione immediata sul viaggiatore in virtù della sua straordinaria posizione geografica: unica al mondo a distendersi tra due continenti, Europa ed Asia, ha sempre rappresentato un ponte simbolico ed ideale tra Oriente ed Occidente; il Bosforo, una lunga e sinuosa striscia d’acqua che congiunge il Mar Nero al Mare di Marmara, separa le sponde dei due continenti ed è oggi attraversato da due avveniristici ponti sospesi. Una visita ad Istanbul non può assolutamente mancare le tappe fondamentali, quelle testimonianze del passato glorioso che hanno impreziosito per sempre la capitale turca: il Palazzo Topkapi (residenza imperiale dal regno del sultano Maometto II (1451-81) sino a quello di Mamhut II (1808-39)) con in particolare il suo rinomato ed elegantissimo Harem merita una visita accurata non fosse altro per i ricchissimi tesori qui custoditi, i giardini rigogliosi e coloratissimi, le fontane elaboratissime zampillanti acqua fresca e le maioliche policrome che adornano tutto il complesso monumentale; una visita è d’obbligo poi alla celeberrima Moschea Blu e alla basilica di Santa Sofia, trionfante simbolo dell’architettura bizantina con mosaici strepitosi ed un’atmosfera indimenticabile derivante dalla coesistenza al suo interno delle testimonianze del culto cristiano e di quello arabo in un’armonia difficilmente immaginabile al giorno d’oggi. Da non perdere anche altri monumenti meno universalmente conosciuti ma sicuramente altrettanto degni di attenzione: tra di essi ricordiamo la sontuosa Moschea di Solimano il Magnifico con splendide vetrate dalle originali composizioni floreali e geometriche, il Palazzo di Dolmabahce residenza degli ultimi sultani ottomani con saloni ricchissimi colmi di arazzi, preziosi lampadari in cristallo e raffinati dipinti, la medievale Torre di Galata da cui si gode uno strepitoso panorama sul Bosforo e la moschea Kariye Camii (originaria chiesa di S.Salvatore in Chora) celebre per i mosaici a fondo oro e gli affreschi parietali, che sono indubbiamente tra i più eleganti e ben conservati dell’intera civiltà bizantina. Ma Istanbul non è solo arte, storia e monumenti. Una visita alla città non può non prevedere una divertente passeggiata nel Gran Bazar dove si potranno acquistare prodotti tipici, gioielli, coloratissime lampade istoriate e raffinati monili in ceramica, il tutto in un’atmosfera gioiosa e allegra ed effettuando gli acquisti rigorosamente solo dopo aver contrattato con i simpatici e astuti venditori, come prevede l’usanza del posto. Da non perdere anche il Bazar Egiziano (o Mercato delle Spezie), dove si possono trovare le spezie più insolite e colorate esistenti al mondo, oltre che dolciumi e leccornie di tutti i tipi, tra cui il rinomato “locuum”, dolcetto di consistenza gelatinosa a base di amido, nocciole, pistacchi e acqua di rose. Sul fronte gastronomico come dimenticare poi il piatto nazionale per eccellenza, ossia il kebab, preparato con numerose tipologie di carne, insaporito dalla cottura con verdure e indubbiamente più gustoso di quello che si può trovare qui in Italia. Per quanto riguarda invece le bevande caratteristico è il raki (liquore aromatizzato all’anice) e soprattutto il thè profumato e bollente (tipico turco è il gustosissimo thè alla mela) che viene sorseggiato veramente in ogni momento della giornata e servito nei classici bicchierini a forma di tulipano. Lasciata Istanbul il viaggio è proseguito in pullman alla volta di Ankara, città prettamente moderna che nel 1923 fu scelta da Ataturk quale sede delle istituzioni politiche ed amministrative della neonata repubblica turca. Della capitale è molto interessante il Museo delle Civiltà Anatomiche, il quale ospita pregevolissimi reperti delle principali civiltà succedutesi nel corso dei millenni nell’Asia Minore: in particolare sono da segnalare le numerose statuette della Dea-Madre del periodo neolitico e gli imponenti bassorilievi in pietra tipici dell’arte ittita. La tappa successiva del nostro itinerario alla scoperta dell’Anatolia centrale ci ha poi condotto nei suggestivi luoghi che conservano le più interessanti testimonianze della civiltà degli Ittiti (1700 a.C.-1190 a.C circa). Il sito diHattusa costituisce una delle più importanti aree archeologiche della Turchia: in un grandioso scenario di pietra sopravvivono i resti di una vasta città con possenti fortificazioni, grandi templi, un palazzo delle udienze e svariate fortezze arroccate sulle rocce circostanti. A Yazilikaya abbiamo invece visitato il principale luogo di culto ittita, che riveste un particolare interesse per i numerosi rilievi rupestri raffiguranti processioni convergenti di divinità e personaggi illustri, i quali celebrano quel connubio mistico che doveva assicurare agli uomini la prosperità; si tratta di un santuario in cui si respira veramente l’atmosfera di questi antichi e misteriosi culti e, sebbene sia piuttosto difficilmente raggiungibile e poco segnalato nelle guide turistiche, merita assolutamente una visita. Due giorni sono poi stati dedicati alla regione della Cappadocia, universalmente annoverata fra le meraviglie del mondo per i paesaggi naturali scolpiti dagli agenti atmosferici e i tesori di arte bizantina che custodisce. Il tufo vulcanico particolarmente tenero che costituisce l’antico tavolato su cui si estende questa regione, a causa dell’intenso processo erosivo ad opera degli agenti atmosferici, si è modellato dando origine nei fondovalle a colonne, coni, torri, piramidi e guglie, in alcuni casi sormontati da un blocco di roccia dura che ha opposto maggiore resistenza all’erosione, formando i cosiddetti “camini delle fate”. Queste sculture naturali creano un paesaggio indimenticabile che all’alba è anche possibile ammirare dall’alto a bordo di coloratissime mongolfiere; solcando il cielo sorretti dalla brezza mattutina si può ammirare così una vista che si porterà per sempre nel profondo del cuore. Inoltre a partire dal IV secolo la Cappadocia visse un’intensa stagione religiosa caratterizzata dalla diffusione del monachesimo e le popolazioni scavarono nel tufo intricatissime caverne artificiali, autentiche città sotterranee, dove rinchiudersi per difendersi da eventuali sanguinose invasioni degli arabi. Attualmente rimangono interessantissime testimonianze di quel periodo storico: quasi al centro della Cappadocia rupestre, il vallone di Goreme, caratterizzato da coni e pareti rocciose crivellate di aperture tra di loro comunicanti, conserva in una sorta di vasto museo all’aperto uno dei complessi monastici più suggestivi dell’intera regione con chiese rupestri adornate da affreschi inaspettatamente vividi, preziosi ed iconograficamente interessantissimi; il villaggio di Kaymakli nel sottosuolo nasconde una gigantesca città sotterranea articolata in otto diversi livelli sino a 45 metri di profondità con cappelle, talvolta dotate di loculi per sepolture, celle, silos, stanze di abitazione e angusti passaggi segreti. Conclusa la nostra visita della magnifica regione della Cappadocia, iniziamo il nostro viaggio di ritorno verso le coste del Mediterraneo e lungo la strada ci soffermiamo ad ammirare altri due splendidi tesori. Innanzitutto merita una sosta il Caravanserraglio di Sultanhani, struttura commerciale ed alberghiera che veniva utilizzata per ospitare i viandanti che percorrevano l’antica via della seta e proteggere le loro merci da possibili assalti notturni dei predoni. Specialmente degno di attenzione è però il Mausoleo di Mevlana a Konya: si tratta di uno dei luoghi maggiormente importanti del misticismo islamico in quanto vi fu sepolto Mevlana, il fondatore del celeberrimo ordine monastico dei Dervisci Danzanti e comprende la sua tomba, che colpisce per la raffinatezza delle ricche decorazioni e per il fervore religioso che sembra avvolgerla, una lunga sala adibita alla lettura del Corano, una sala delle danze in cui è conservata una pregevole collezione di strumenti musicali ed una piccola moschea. Proseguendo a ritroso lungo la strada anticamente percorsa dai mercanti della seta raggiungiamo quindi Pamukkalè, altra gemma storica e naturalistica realmente indimenticabile. Il “castello di cotone” (questo significa Pamukkalè) deve il suo nome alle formazioni calcaree che hanno trasformato il luogo in un eccezionale fenomeno naturale. Cascatelle di acqua cristallina creano candidi laghetti lungo il dolce pendio che conduce nella vallata e per visitare questo paradiso naturale si scende a piedi nudi lungo i ruscelli d’acqua fresca; è facile immaginare quanto il panorama possa essere suggestivo e la passeggiata piacevole e divertente specialmente in una calda giornata estiva, quando l’acqua fresca e limpida ti rigenera e i raggi solari rendono le cascate ancor più luminose e splendenti. Oltre che tesoro paesaggistico,questa località è però anche un sito archeologico di prima importanza, in quanto vi si possono ammirare le rovine dell’antica città ellenistico-romana di Hierapolis, tra cui in particolare le terme, un vasto teatro, alcuni edifici cristiani e soprattutto la suggestiva necropoli, con svariate tipologie di tombe risalenti ad epoche diverse. A breve distanza da Pamukkalè è inoltre possibile visitare i resti di Aphrodisias, città anticamente dedicata al culto della dea della bellezza e che conserva interessanti complessi termali, numerosi templi e soprattutto uno degli stadi più grandi e meglio conservati dell’antichità, il tutto immerso nel paesaggio avvolgente e spettacolare di una vallata piena di rigogliosa e verdissima vegetazione. Ultima tappa del mio soggiorno turco è stata l’antica città di Efeso, la quale costituì il più importante centro romano di tutta la penisola anatolica: nata in un sito di eccezionale bellezza in fondo ad una baia naturalmente protetta alla foce del fiume Kaystros, fiorì particolarmente nel periodo ellenistico e poi in quello romano, divenendo un’importante capitale artistica, filosofica ed intellettuale, nonché successivamente anche uno dei più rilevanti centri del nascente cristianesimo. La visita dell’area archeologica richiede diverse ore e consente davvero di rendersi conto di come fosse organizzata la vita quotidiana in una città dell’epoca: si possono ammirare le terme bizantine, il ginnasio, delle porte monumentali, i templi di Serapide, Adriano e Domiziano, l’agorà, il teatro e soprattutto la celeberrima Biblioteca di Celso che nell’antichità era annoverata tra le sette meraviglie del mondo. Questo il resoconto di dieci giorni speciali che rimarranno sempre impressi nel mio cuore e nella memoria. Un’ultima e particolare menzione va però riservata a colei che ha condotto me ed il mio gruppo alla scoperta di queste meraviglie: quale modo migliore per scoprire non solo le bellezze artistiche della Turchia ma anche la sua cultura, situazione politica, usanze di vita e costumi religiosi di una giovane ragazza turca con una perfetta padronanza dell’italiano e realmente esperta di storia dell’arte, nonché bella, simpatica, gentilissima e sempre disponibile nei confronti del gruppo che accompagna? In questo caso l’essermi affidato nell’organizzazione del viaggio alla Turban Italia, tour operator specializzato nei viaggi in Turchia, è quindi stata un’ottima scelta; difatti la nostra guida Emel Siklaroglu si è rivelata davvero impagabile e competente. Se fate un salto in Turchia vi auguro di trascorrere una vacanza altrettanto piacevole, interessante e divertente come la mia!   Danilo Montaldo
 

In volo sui sassi di Matera

Posta nella zona orientale della Basilicata al confine con le province di Bari (validi i collegamenti con tale città) e di Taranto, Matera, le cui origini risalgono al paleolitico, si caratterizza per la presenza di grotte (destinate ad abitazioni e a luoghi di culto) scavate nella calcarenite(tufo) a ridosso di un profondo burrone (la Gravina) e soprattutto per la continuità di vita in tali luoghi.
 

CIOK in Roma, un viaggio nel cioccolato

“Nettare degli Dei” è da sempre definito il cioccolato: un’iperbole? Per nulla. Il cioccolato è veramente divino e anche chi per qualsiasi motivo non lo ama deve ammetterne la bontà.
 
Brunico (Bruneck), deliziosa cittadina sita in Alto Adige nell’amena e verdeggiante Val Pusteria (Pustertal) di cui rappresenta il centro amministrativo, storico, culturale ed economico, è fondata, pur presentando segni di insediamenti dalla protostoria, dal principe-vescovo Bruno di Bullenstätten e Kirchberg da cui deriva il nome (Bruneke per l’aggiunta del suffisso ecke che significa ‘angolo’: il toponimo viene menzionato per la prima volta in un documento del 1256) e che vi fa costruire anche il castello che la domina.
 

Un territorio nella flutè

Champagne, parola evocatrice di suggestioni antiche e raffinate legate al nettare divino prodotto nell’omonima regione sicuramente da secoli anche se la tradizione lo fa risalire a Dom Pierre Pérignon, benedettino che nella seconda metà del XVII secolo avrebbe risistemato una vigna abbandonata ottenendo l’antenato di questa delizia nota in ogni dove e che come tutti i figli della terra assume caratteristiche diverse a seconda del terreno in cui nasce e naturalmente della mano e dell’intelletto che accudiscono ai vigneti e alla vinificazione.
 

Il Kusthaus val bene un viaggio a Zurigo

Zurigo: non solo razionale città fondata sull’economia, ma anche fucina di geni per la sua prestigiosa Università e soprattutto per l’Istituto Politecnico federale ETHZ dove hanno studiato Albert Einstein e altri Premi Nobel oltre al noto architetto Santiago Calatrava.
 

Salone mondiale siti UNESCO

Sarà Assisi la sede dal 16 al 18 settembre della seconda edizione del Salone Mondiale delle città e dei Siti Unesco, manifestazione dedicata all’offerta di luoghi unici che per la loro cultura e realtà ambientale sono stati giudicati ‘patrimonio dell’umanità’.
 

In cammino verso Madrid

Una presentazione vivace e allegra a Milano con il cardinale Dionigi Tettamanzi simpatico, comunicativo come sempre e pronto a unirsi alle migliaia di giovani della Diocesi di Milano (che guida con saggezza ed equilibrio) in marcia verso Madrid dove dal 16 al 21 agosto 2011 si svolgerà la XXVI GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ, conosciuta come GMG, durante la quale i giovani cristiani di tutto il mondo incontreranno il Papa.
 

Israele dinamico

Arte, cultura, tradizione e religioni, ma non solo in un Israele sempre più dinamico e aperto all’accoglienza tanto che i lettori di Trip Advisor (sito web di viaggi nel quale sono gli utenti a esprimere i giudizi sulla base delle proprie esperienze) hanno indicato Gerusalemme al 13° posto tra le 25 destinazioni top del 2011. Luogo pregno di storia, la città rivela la sua caleidoscopica e sfaccettata anima non solo attraverso la visita delle località tradizionalmente vocate, ma anche percorrendo le numerose strade e stradine e immergendosi nella brulicante vita quotidiana.
 

Angolo gustoso nella vecchia Roma

La città eterna è ricca di angoli suggestivi in cui passato e presente si coniugano in modo incantevole come Piazza delle Coppelle nei pressi di Piazza Navona e del Pantheon.
 

Uruguay meta di sogni

Viaggiare è da sempre affascinante e lo era un po’ anche per gli emigranti che spesso con il cuore spezzato partivano dalla nostra penisola per andare a cercare ‘fortuna’, varcando mari e oceani su imbarcazioni ben diverse rispetto alle attuali e comunque migliori dei ‘barconi’ di oggi.
 

Slittada da Paur

La Slittada da paur (Slittata dei contadini) non è una manifestazione antica, ma esprime una cultura rimasta viva in una società come quella altoatesina caratterizzata dall’istituto del maso chiuso che - effetto derivato, ma oggi non secondario - ha preservato e protetto il paesaggio. L’appuntamento è il 6 marzo in Alta Val Badia situata nel cuore delle Dolomiti, patrimonio dell’Umanità, e precisamente a Pedraces da dove diretto a La Villa partirà il lungo corteo di slitte: veri capolavori di fattura artigianale (gelosamente tramandate di padre in figlio) intagliate e dipinte a mano testimoniano l’importanza della fattoria posseduta. Altrettando splendidi i costumi della festa, coloratissimi, e le bardature dei cavalli. Nel pomeriggio nel campo sportivo di La Villa (ottima la cucina tradizionale ladina che si può gustare ovunque) uno spettacolo coinvolgente con la gara sociale di cavalli con slitta e skikjöring (spettacolare traino di uno sciatore allacciato al cavallo tramite una corda). I cavalli - di razza haflinger o norica - sono tuttora molto utilizzati e allevati in Alta Badia anche per splendidi trekking sulla neve. Sono anche i protagonisti di un simpatico mezzo ecologico: uno slittone, cui si aggrappano gli sciatori tramite una corda, trainato da una coppia di haflinger. Carburante: biada e fieno. Una divertente esperienza che si può effettuare all’Armentarola e a S. Croce a Badia dove lo slittone collega la pista al ristorante Oies/Tana dell’Orso in cui fumanti piatti della tradizione ladina attendono sciatori e no. (info: 0471 836176, 0471 847037, www.altabadia.org)
 

Il carnevale di Foiano

Foiano della Chiana, piccolo borgo nel cuore della Valdichiana, può vantare una storia antica e vivace: se infatti risalgono al 843 d.C. i primi documenti ufficiali, ritrovamenti archeologici testimoniano la presenza di insediamenti già nel  VI-V secolo a.C. Presenta alcune particolarità che lo rendono unico nella provincia di Arezzo come una doppia cerchia di mura (la prima ovale, la seconda quasi a forma di cuore) che racchiude un centro storico caratterizzato dal vivace cromatismo del cotto toscano. Come molti altri piccoli centri di questa nostra Italia sconosciuta ai più, anche Foiano è ricca di tesori artistici di notevole pregio e frutto dell’opera di grandi maestri come Luca e Andrea della Robbia e Luca Signorelli. Un’occasione speciale per scoprire Foiano è il Carnevale, il più antico del nostro Paese: infatti con quello di quest’anno - dal 20 febbraio al 13 marzo (domeniche 20 e 27 febbraio, 6 e 13 marzo con rinvio al 20 se piove il 13) - sono 472 le sue edizioni come indicato da una disposizione del 1539 dello Statuto della Comunità che assegnava tre giorni ai festeggiamenti per il Carnevale. Naturalmente la formula attuale è molto più recente risalendo agli anni ’30 del secolo scorso. In origine il Carnevale si festeggiava nelle grandi cucine - veri centri di aggregazione - delle case coloniche facendo girare tra gli invitati i Cenci di pastafrolla - dolce tipico tuttora presente nella tradizione gastronomica del periodo - insieme al Vinsanto. I carri allegorici in competizione sono quattro: Azzurri, Rustici, Bombolo e Nottambuli, appartenenti ciascuno a un cantiere diverso, e sfilano - uno per domenica - di fronte a una giuria di esperti d’arte nelle quattro giornate del Carnevale. Le dimensioni dei carri, veri capolavori di cartapesta e meccanica, sono mastodontiche giungendo fino a 17m di lunghezza, 10 di larghezza e 13 di altezza. Figura centrale del Carnevale è Re Giocondo che apre ogni sfilata seguito dai carri maggiori, dalle mascherate e dalle bande e nell’ultima domenica, dopo la lettura del suo testamento (in cui vengono raccontati in rima i fatti più o meno positivi dell’anno conclusosi e messe alla berlina le eventuali malefatte della gente del paese) vien dato alle fiamme con la spettacolare cerimonia della Rificolonata. Nella parte finale il ‘testamento’ contiene il verdetto della giuria. Numerosi concorsi, feste, eventi e mostre (tra queste molto simpatica per grandi e piccoli: Il mio Tex, la leggenda del West nei disegni di Fabio Civitelli, omaggio a questo famoso fumetto tutto italiano) completano il programma. Il Carnevale è infine occasione per degustare i tanti eccellenti prodotti del territorio dalla Chianina (splendida carne di animali allevati in loco) ai famosi vini di Cortona e Montepulciano: un vero percorso enogastronomico.
 

Innsbruck, tra aquile castelli e lanterne

Innsbruck, città carica di storia e di splendide strade dal fascino mitteleuropeo, presenta un’infinità di motivazioni per essere meta di un soggiorno. La vicinanza con molte città del nord Italia e la facilità delle comunicazioni consentono inoltre week end o vacanze di pochi giorni.
 

L'altra Ibiza

Nota al vasto pubblico per la sua ricca e variegata offerta nel campo del divertimento notturno, Ibiza che per molti è sinonimo di trasgressione vuole sfatare questa visione limitativa presentando i meravigliosi tesori che la rendono affascinante e misteriosa come tra gli altri i 210 chilometri di spiagge agibili per tutto l’anno grazie al clima mite.
 

Svizzera, l'anno dell'escursionismo

Intrigante, appassionante e soprattutto salutare la proposta di Svizzera Turismo per il 2010 battezzato “l’anno dell’escursionismo”.
 

Avventure londinesi

Da questa settimana, Valentina Carrier, la nuova corrispondente dalla bellissima Londra, ci racconterà tendenze, curiosità, news musicali e non. In questo servizio ci parla di un posto insolito e curioso... Nel quartiere di St John’s Wood, a Londra, c’e’ un posto speciale, il suo nome e’ St John’s Wood Adventure Playground. E’ qui dal 1957 ed ha da poco festeggiato i suoi 50 anni. Non saprei dire con certezza se in Italia ci sia qualcosa che gli assomigli, ma so per certo che non c’era ai tempi in cui io ero bambina a Napoli. Ogni giorno, dopo la scuola, l’Adventure apre i suoi cancelli puntuale alle 3,10 per restare aperto fino alle 7. Ma durante le vacanze scolastiche, l’appuntamento e’ alle 9,30 del mattino fino alle 5 del pomeriggio, con scelta di restare anche a pranzo. I bambini a partire dai 5 anni di eta’ possono diventarne soci, per la modica cifra di £10 (sterline) al mese, piu’ £1 per la visita giornaliera. Tanti dei bambini che vengono qui, hanno genitori che , da bambini, venivano qui. Cosa si fa all’Adventure? Tutto quello che vi faccia pensare alla liberta’ e alla creativita’ e’ racchiuso in questo spazio cittadino nascosto da uno steccato. Lo spazio esterno e’ il paradiso dei bambini, con le American swings, altalene gemelle sospese a una lunga corda, dove due bambini a turno girano intorno a un cerchio di legno divertendosi un mondo. Poi la casa di legno con altre altalene sospese a corde, quasi direi liane per volare in alto e sentirsi proprio come Tarzan. Poi altalene piu’ piccole, un angolo organizzato per la pallacanestro, uno scivolo con scale, casetta di legno, pertica e rete per arrampicarsi. Dall’altro lato, vicino allo steccato di recinzione, una zona dove i bambini possono scavare nel terreno, versare acqua e giocare senza preoccuparsi di sporcarsi. In fondo, oltre il cancello posteriore, c’e’ la gabbia, “the cage”, un grande spazio di cemento recintato dove giocare a pallone. All’interno, una grande stanza organizzata con tavolo da ping pong, biliardo, e tavolini dove ogni giorno si svolgono attivita’ creative, come modellare la creta, dipingere, fare collage con lenticchie e semi, costruire copricapi, maschere, casette di cartone...tutte le cose piu’ fantasiose che vi vengono in mente. I bambini giocano a carte, a domino, ad altri giochi da tavola, preparano toast, macedonie di frutta, bevande. In estate, si organizzano gite nella foresta, al parco per far volare gli aquiloni, al pattinaggio su ghiaccio, al teatro, al Covent Garden per fabbricare gioielli. Ma anche passeggiate per esplorare meglio la zona, dove i bambini fanno fotografie delle insegne, degli uccelli, scoiattoli, alberi, persone e poi le portano a stampare e le attaccano sul muro. Non saprei dire qualcosa che l’Adventure non offra. Ma la cosa piu’ speciale di questo luogo sono i bambini, di tutti i paesi e tutte le lingue, di tutte le eta’, che giocano tra loro insieme e sono felici, sereni, sono bambini. L’Adventure e’ uno spazio aperto, i bambini arrivano e vanno via a qualsiasi ora, e possono uscire e rientrare a loro scelta (tutto sempre compreso nel £1 al giorno). Forse vi sarete chiesti a chi sono affidati. A un gruppo di ragazzi che definire fantastici e’ riduttivo. A partire da Kunle, che gestisce il posto, un entusiasta che le pensa tutte per rendere la sosta sempre interessante e stimolante. E gli altri ragazzi e ragazze, tutti giovanissimi, spesso universitari che lavorano qui nel tempo libero, sempre sorridenti, sempre pronti ad aiutare , e allo stesso tempo capaci di essere responsabili come adulti nei confronti dei bambini. Sembra quasi impossibile immaginare che esista un posto cosi’. I miei primi tre bambini lo frequentano dall’eta’ di 5 anni, la mia piccolina di tre anni e mezzo adora trattenersi a disegnare e giocare. I genitori sono sempre i benvenuti, per aiutare nelle attivita’ artistiche, per farsi una tazza di caffe’ e scambiare chiacchiere con i gestori o con altri genitori, per suggerire idee, o per sedersi li’ , all’aperto, e leggere un libro al suono dei bambini che giocano. Quindi, se programmate un viaggio a Londra con i bambini, non lasciatevi sfuggire questa scatola delle meraviglie. Anche se non abitate qui, potete registrarvi temporaneamente, i vostri bambini saranno i benvenuti. Buon divertimento! St Johns Wood Adventure Playground St John’s Wood Terrace London NW8 6LP Resp. Kunle Kolade 020 7586 1884 \n Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 

La Goutte d'or di Parigi

La Goutte d'Or ( la goccia d'oro ) è uno dei luoghi meno conosciuti e più vitali della capitale francese. Il quartiere, il cui nome deriva da un vino bianco prodotto dalle vigne sulle colline del sobborgo è situato nella parte meridionale del 18° arrondissement in un'area compresa tra le stazioni metro la "Chapelle" degli antillesi, la "Chateau Rouge" degli africani e "Barbes-Rouchechouart" dei maghrebini.
 

Viaggio e volontariato

Bene, bene, in realtà non so bene da dove cominciare a raccontare questa grande avventura africana, il fatto è che ora mi ci trovo totalmente in mezzo ed è un mix di emozioni che difficilmente riuscirò a dimenticare………
 

Tavolara

Tempo di vacanze. Ci sono posti che mi sentirei di sconsigliarvi tout-court. Se non fosse per il rispetto verso chi in quei posti vive... e aspetta per un anno intero quella marea di turisti che in appena tre settimane riesce a devastarti il paese ma anche l'equilibrio psico-fisico.Tre settimane di deficienti che ti cantano sotto la finestra - se ti va bene BATTISTI - se ti va male la TATANGELO - parcheggiano selvaggiamente, lasciano immondizie e resti di falò sulla spiaggia, parlano ad alta voce al cellulare... con quell'aria da (accento milanese) LAVORO-PAGO-PRETENDO che non lascia dubbi sulla scarsa propensione al dialogo di molti esercenti delle località di mare... 
Per evitare tutto questo non ti rimane che uscire dal circuito delle località a 5Km dal porto o dell'aeroporto dove sei arrivato e cercare degli atolli sperduti lungo il litorale: spiagge incontaminate dove i pesci saltellano fuori dall'acqua già vicino alla riva, dove osservare sassolini bianchi facendo snorkeling, dove leggerti fiero il tuo giornale di 2gg fa un po' perché tanto le notizie son sempre le stesse, ma soprattutto perché quello di oggi non è nemmeno arrivato... prenoti un posto sulla veranda in legno di un ristorantino a conduzione familiare sentendoti per un giorno principe ereditario (l'eredità è l'estratto conto della carta di credito che arriverà il mese prossimo) e ti godi il fresco ordinando vongole, cozze, fritti di paranza e vino bianco della casa... Quando ormai ti sei convinto che nulla possa rovinare il quadretto appena descritto vieni distratto dal rombare di un motoscafo che sta attraccando sul molo. Ne scende un gruppo di gitanti ad occhio e croce dal reddito superiore ai 50.000 annui. Entrano parlando ad alta voce, spostano autonomamente i tavolini per accomodarsi dove hanno già deciso - senza aspettare i camerieri - iniziano ad informarsi con i clienti sulla bontà del vino, sulla presenza di sabbietta nelle vongole, chiedono ad alta voce di "Re Tonino" - il gestore - perché vogliono avere a che fare soltanto con loro pari.
Al momento di ordinare iniziano a stravolgere il menu, chiedendo mille variazioni sui piatti - lo voglio con poco aglio, per me senza origano, io con pochi pinoli, solo olio biologico - ma questa è una malattia metropolitana: basta entrare in un bar e vedere quanti cappuccini diversi siamo capaci di ordinare in Italia... 
Come se non bastasse fanno continue battute ai camerieri, danno pacche sulle spalle al povero Tonino che per amore del proprio lavoro rimane accomodante e sorridente, parlano ad alta voce di barche e cocaina, auspicherebbero il terrazzamento dell'isolotto per la costruzione di un resort per soli ricchi, ripetono fino all'ossessione il loro motto su come vanno vissuti i luoghi di villeggiatura: RISPETTARE LE REGOLE, CONDIVIDERE I VALORI... dal fondo della sala iniziano ad arrivare i primi timidi Vaffa...
Qualcuno sussurra che è una vergogna, altri si scambiano rapide occhiate facendo smorfie. Molti se non sapessero di dare ulteriore disturbo ai camerieri si farebbero cambiar di posto... finché accade che la goccia fa traboccare il vaso. 
Una delle mezze veline al tavolo incriminato si accende una sigaretta ed è allora che una giovane donna si alza in piedi ed inizia ad apostrofare i rumorosi gitanti: <strong>"E MO' BASTA! PURE LA SIGARETTA! IO TENGO L'ASMA E PER FAVORE ANDATE A FUMARE FUORI! ...E UN PO' DI RISPETTO CI VUOLE PURE!!
E' gelo.
I ricchi gitanti cercano di giustificarsi... - MA QUI SIAMO ALL'APERTO - e la giovane donna - NO, SIAMO AL CHIUSO! ANDATE FUORI VI HO DETTO!! - mentre dal fondo della sala dopo il primo - BRAVA! - detto un po' a testa bassa, quasi sussurrato, si leva un fragoroso applauso da fine esibizione, con tanto di fischi e qualche insulto rivolto ai rompiscatole in motoscafo..
Finalmente si può riprendere a mangiare gustandosi l'infrangersi delle onde del mare e lo sbatacchiare dei calici pieni di fresco vino bianco della casa...
Di questa storiella a noi rimane il motto, utile se non fosse ironico, ragionevole se non fosse pronunciato dai primi a non tenerne conto: IN CASA ALTRUI: RISPETTARE LE REGOLE, CONDIVIDERE I VALORI!
 

Per le vie di Genova

Se vi capita di organizzare una gita a Genova, non potete di certo perdervi il Galata Museo del Mare che è il più grande museo marittimo del Mediterraneo. L'edificio Galata è la costruzione più antica sopravvissuta dell'arsenale della Repubblica. Nel '600 vi si costruivano le Galee genovesi. Oggi in continuità col passato è il luogo in cui conoscere il secolare rapporto tra l'uomo e il mare. In un allestimento innovativo e coinvolgente, la fedele ricostruzione di una Galea genovese dell'800, la suggestiva sala tempesta, la mostra "Transatlantici Italiani" e oltre 6000 oggetti originali raccontano l'affascinante avventura dell'uomo sul mare. Da Cristoforo Colombo fino al Rex. Se invece preferite passeggiare per il centro storico della capitale ligure potete visitare Piazza De Ferrari con il bel Palazzo Ducale, sede di importanti mostre e il teatro Lirico Carlo Felice. L'Acquario, è noto per essere il più grande parco marino d'Europa, dove vi potrete immergere in uno spettacolare mondo sottomarino tra squali, foche, delfini, testuggini ma non voglio rivelarvi troppo perchè è un luogo tutto da esplorare. L'area del Porto Antico, è stata ristrutturata e trasformata in un grande contenitore per eventi culturali, congressi, musei, mostre spettacoli e divertimento. A pochi passi dalla città antica potete visitare i Portici di Sottoripa, il Duomo di San Lorenzo, la Chiesa di Santa Maria di Castello e mille altre sorprese si scoprono visitando questa meravigliosa e sorprendente città. Genova è anche caratteristica per i "carrugi" cioè le vie strette del centro storico dove amerete passeggiare assaporando la famosa focaccia genovese e fermandovi a qualche mercatino che vende oggetti artigianali. Se poi volete vedere un posticino davvero incantevole potete trascorrere indimenticabili momenti a Boccadasse, antico borgo di pescatori, posto nell'immediato Levante di Genova. Deve il suo nome alla forma dell'insenatura in fondo alla quale sorge che vista dall'alto sembra una "bocca d'ase", una bocca d'asino in genovese. Boccadasse èun luogo di grande suggestione, un perdersi in vicoli acciottolati e di abitazioni tipiche che vi incanteranno in una passeggiata fuori dal tempo in scenari da romanzo, dove anziani pescatori rammendano reti dove pittori trovano ispirazione per le loro tele, dove nei romanzi dello scrittore Andrea Camilleri vive Livia l'eterna fidanzata del commissario Montalbano, dove è facileimmaginare la trama di un romanzo ambientato nel passato, dove si sente il profumo del mare e si respira il perdersi del tempo. Se poi non volete perdere l'ispirazione e l'atmosfera di quei luoghi dovete ritrovarvi a Nervi, piacevole località del Levante Genovese nota per le bellezze del paesaggio e per il clima mite. Il porticciolo è il cuore storico di Nervi dove potete ammirare la spiaggetta, i pergolati, le piccole barche "posteggiate" sulla banchina e i vicoli che s'intersecano inerpicandosi in pendenza dove sorgono le abitazioni. Non dimenticherete facilmente quei luoghi pieni di magia e lontano dai rumori e dalla confusione. Passeggiando lungo la strada a picco sul mare tra le scogliere, si gode di un'imperdibile vista del promontorio di Portofino e Camogli da un lato e il profilo della riviera delle Palme fino a capo Mortola dall'altro. La vista del mare è davvero suggestiva e nelle giornate ventose le onde si scagliano con energia sugli scogli creando immagini suggestive. Alle spalle della scogliera ci si addentra all'interno dei parchi tra la fitta vegetazione di pini marittimi, palme e fiori variopinti dove si può ammirare la fioritura del roseto che si prolunga da Aprile fino a Novembre. Non passare da Genova sarebbe come perdere un pezzo importante di storia sia della Liguria che del passato visto che è legata indissolubilmente a Cristoforo Colombo navigatore ed esploratore italiano la cui mostra si tiene al Galata Museo del Mare. La figura di Cristoforo Colombo è rimasta nella storia per la scoperta delle Americhe. Aveva iniziato a navigare all'età di 14 anni. Pochi sanno che Colombo fu lo scopritore del mais. Sul giornale di bordo il 5 novembre 1492 scrisse "C'erano grandi campi coltivati con radici, una specie di fava e una specie di grano chiamato mahiz". Dedico questo articolo ai signori Scarsi e Goggi che mi hanno fatto da guida in giro per la città e al signor Bruno del Carretto che conosce molto bene la capitale ligure. 
 

Kenia racconto di un'emozione

E' difficile non prolungarsi quando si parla di Africa e di bellezze paesaggistiche. Cercherà di esser sintetico, ma non tralascerà la capacità di emozionare che possiede il Kenya, paese dalle mille sfaccettature.Non posso non cominciare dal cosiddetto "Mal d'Africa che attanaglia tutti coloro che sono stati in vacanza o per lavoro nel continente nero, la culla della civiltà . Questo malessere viene solo quando si visita questo posto, totalmente immerso nella natura e in quelle caratteristiche naturali che possiamo solo immaginare presenti nella notte dei tempi. Arrivati a Mombasa già non potete non unire le immagini che scorrono fuori dal finestrino col film "Congo", una vegetazione illimitata: querce, mangrovie, laghi, coste marine mai viste, mamme con cesti di frutta multicolore in testa. Arrivati al villaggio a Watamu, si pensa che questi centri di turismo di massa siano fuori dalla concezione africana, ed invece siriane visibilmente stupiti. Tutto è verde, tutto ben inserito nel contesto equatoriale e tropicale. Casette con makuti e scimmie che saltano da un albero all'altro come in piena sintonia con l'uomo.
La cosa migliore: il mare. Chi viene in Kenya non crede che possa mai assistere ad uno spettacolo chiamato marea, pensa che il paese africano sia solo safari e animali esotici. Nulla più vero, ma  è solo metà della medaglia. Infatti, il Kenya è un anticamera delle Maldive. Un mare straordinariamente bello. Non a caso l'Unesco, nel 2000, dichiarò la spiaggia di Watamu come la più bella al mondo: patrimonio mondiale. Il mare è cristallino, la vegetazione intatta. A riva passano addirittura gli squaletti pinna nera che vivono al di quà della barriera corallina per riuscire a crescere. Ti passano tra le gambe, ma niente paura: sono innocui. Lo stesso dicasi per le tartarughe che vivono tranquillamente sulle spiagge e nel mare. Poi non parliamo di tutti gli altri animali come murene, pesci palla e tanti altri. Le spiagge sono bianche, distese, lunghe e mai riscaldate dal sole. Le migliori spiagge le conoscono tutti i tassisti di Watamu: Ocean Breeze, Sardegna 1 e 2, la spiaggia dell'amore.
Il tempo migliore per andare in Kenya è certamente il nostro inverno per bellezza del mare, in estate a settimana alterne rovinato da qualche alga di troppo portata dalla corrente, e per tempo. Infatti, durante l'inverno la temperatura è più alta e le piogge quasi inesistenti. Anche se l'umidità e la percentuale di zanzare.
Il problema malaria non esiste o quasi. Solo nelle zone paludose e piene di inquinamento (leggi Nairobi) le zanzare sono più numerose e pericolose. Infatti, le zanzare malariche sono quelle femmina e incinta. Sconsigliata ogni tipo di profilassi che rovina la vacanza, considerato che ha alcuni effetti collaterali frequenti e insopportabili. Se malauguratamente si contrae il virus il vaccino lo potete facilmente trovare in loco e in un giorno siete in piedi (non attendete di ritornare in Italia perchè sarete costretti a ricoverarvi in ospedale a malattie tropicali).
Consigliate senza dubbio le passeggiate lungo la via che porta a watamu, circa 7 chilometri, dove si possono vedere ogni tipo di persona locale in attività tipica: bambini sorridere e giocare, mamme intente nel lavare i panni, anziani a fumare paglia. Non mancare neanche alla celebrazione della messa cristiana battista ogni domenica mattina: una crogiolo di passione, credenza, fede e folklore che stupisce. Le vie e il mercato della cittadina di Watamu, dove potete incappare nel matrimonio mussulmano che dura tre giorni, sono una visita unica. Ultimi due aspetti necessari da vedere sono il Watamu Turtle Life, un centro di salvaguardia della fauna marina, specificatamente tartarughe, i cui responsabili possono anche coinvolgervi nella schiusa di tartarughe, se siete fortunati. Ultimo è la visita all'orfanotrofio di Gede, a pochi chilometri da watamu, dove potrete portare conforto ad aiuto ai meno fortunati.
Kenya, primo racconto di un emozione.
 

Bali, la perla dell'Indonesia

Bali per molti aspetti è il gioiello più prezioso dell’arcipelago indonesiano. Formata da una catena vulcanica che la percorre da Est a Ovest, l’isola è dominata da due alti picchi, e alcuni laghi di cui il più grande è il lago Batur. Il suo suolo vulcanico è fertilissimo.I monsoni le assicurano abbondanti piogge da dicembre ad aprile, con interi mesi di splendido sole che completano la visione paradisiaca, coprendola di un verde manto rigoglioso. Gli abitanti dell’isola hanno fatto di tutto per trarre vantaggio da questa benedizione naturale, per cui anche le rive più scoscese sono state trasformate in risaie e terrazzate trasformando i pendii vulcanici in immensi giardini. I credo religiosi, i riti e le feste, guidano la gente dalla nascita alla morte e nel mondo ultraterreno. E’ la religione a stabilire la pianta di una città , il disegno di un tempio, la struttura di una casa, la distribuzione delle varie responsabilità all’interno della comunità . Così come le vacanze, i divertimenti, tutto ciò che riguarda la vita sociale, viene fissato dal calendario religioso, fornendo ai balinesi una vita di infiniti festeggiamenti e uno sfogo al loro grande talento artistico;Ogni fase della vita di un balinese, dalla nascita alla morte, è contrassegnata da rituali e cerimonie, note con il nome di Manusa Yadnya. La prima cerimonia avviene ancora prima della nascita. E’ usanza, infatti, che le donne al terzo mese di gravidanza partecipino a rituali, in casa o presso corsi d’acqua, di buon auspicio per la salute del nascituro. Subito dopo la nascita del bimbo, alla placenta è riservata la cerimonia del seppellimento, alla madre e al padre, considerati impuri rispettivamente per Quando il bambino compie 105 giorni, allora, per la prima volta, può appoggiare i piedi per terra. Anche la scelta del nome del nascituro segue regole antiche: i balinesi hanno solo 4 nomi, il primo figlio si deve chiamare Wayan, il secondo Made, il terzo Nyoman e il quarto Ketut, se il numero dei figli è maggiore di 4 i nomi si ripetono con il medesimo ordine. Nella fanciullezza ai bambini è riservato il rituale della limatura dei denti per fare in modo che abbiano una dentatura regolare e diritta.Il matrimonio generalmente avviene in età precoce, non è combinato, ma a causa dell'esistenza delle caste devono essere seguite regole molto severe. Due sono le forme di matrimonio “mapadik”, in cui le famiglie dei due fidanzati si conoscono e l’uomo chiede, al cospetto dei parenti, la mano della sua donna e il “ngorod”, il cosiddetto matrimonio con fuga, in cui la coppia si nasconde e poi ricompare quando ormai è troppo tardi per fermarli.Nella vita quotidiana uomini e donne hanno compiti differenti. Le donne si occupano della casa, di fare offerte agli dei (ogni casa possiede un sacrario), di recarsi al mercato e di concludere scambi commerciali. Gli uomini piantano il riso, si dedicano all’arte e accudiscono gli animali.La cerimonia conclusiva della vita di ogni balinese, la cremazione, è anche la più importante. Generalmente si svolge diversi anni dopo la morte fisica, in quanto la preparazione richiede molto tempo, nel frattempo il corpo viene seppellito. Al momento giusto il corpo è trasportato su un’asse ricoperta di stoffa, fiori, carta, nastri...Durante il trasporto, per far si che gli spiriti cattivi non rapiscano l’anima del defunto, l’asse è mossa in continuazione, in modo che la sua posizione non possa essere identificata dalle forze del male. La processione è accompagnata dalla banda gamelan e da musica assordante.La salma è quindi posta in una bara a forma di animale e immediatamente le viene dato fuoco.I turisti che assistono a questo rituale rimangono incantati dall’atmosfera particolare e pittoresca;Bali rappresenta una sorta di "enclave" induista all'interno dell'Indonesia, il paese islamico più grosso del mondo. In sostanza l'induismo era un tempo la prima religione presente nell'arcipelago indonesiano, ma il crescente sviluppo dell'Islam indusse l'ultima grande dinastia hindu di Java a trasferirsi a Bali, la quale portò con sè tutta la sua grande cultura e la propria arte, fondendola con i riti del posto, che erano sostanzialmente animisti. Ecco quindi che nacque questa particolare forma di induismo animista presente sull'isola, dove, viene sì adorata la celebre trinità induista composta da Brahama, Shiva e Vishnu, ma compare anche un dio supremo chiamato Sanghyang e soprattutto viene data una grande importanza agli spiriti, che sono presenti ovunque secondo i balinesi, i quali sono costantemente prodighi di offerte verso gli stessi;Bali è un'isola stupenda. E' vero che l'unica cosa che non offre e' un bel mare, ma a Bali non ci si va come alternativa alle Maldive, a Bali ci si reca per la sua interessante cultura, per il suo straordinario interno, per i maestosi templi presenti in tutta l'isola, per le magnifiche risaie a terrazza che in sostanza la caratterizzano. Vi consiglio di alloggiare in uno dei tanti alberghi di Sanur, località più "spartana" della snob Nusa Dua ma meno "hippy" della caotica Kuta. Da lì facilmente si parte per qualsiasi escursione. Non prenotate niente tramite gli alberghi internazionali, uscite fuori, sulla strada. Troverete centinaia di bravi autisti e brave guide che vi guideranno ovunque ad un prezzo assolutamente economico (rigorosamente da contrattare prima e da pagare dopo il servizio... i furbi sono sempre in agguato. Meta da non perdere è la cittadina di Ubud, il ritrovo degli artisti. Lì non potete assolutamente perdervi una sosta al salone per massaggi Nur ... vi garantisco che è un'esperienza che non dimenticherete facilmente. Altra meta fuori dai classici itinerari sono le piscine di Tirtaganga, piscine costruite centinaia di anni fa dove ancora i locali vanno a lavarsi immersi in un'atmosfera di altri tempi tra distese di risaie verdissime e bellissime.A livello climatico, il periodo migliore per visitare Bali va grosso modo dalla fine di Marzo ad Ottobre, mese nel quale ricominciano le incessanti piogge. Ovviamente ci troviamo sempre ai tropici, per cui, anche nei mesi corrispondenti al periodo secco, un acquazzone più o meno intenso è da mettere in preventivo.e' sicuramente la città più turistica di Bali, l’atmosfera è lontana anni luce dai paesini dell’interno dell’isola ma c’è il vantaggio che si ha la possibilità di incontrare tanta gente, c’è una grande scelta di alberghi, ristoranti, locali e negozi. Nel tardo pomeriggio tutte le persone si radunano sulla spiaggia per assistere al tramonto del sole e magari sorseggiare un aperitivo. Prima di cena si possono fare quattro passi per Jalan Legian e Jalan Pantai (le due vie principali) per dare un’occhiata ai vari negozietti dove si possono fare veramente ottimi affari. A Kuta si trovano tutti i prodotti tipici come oggetti intagliati in legno, gioielli in argento, dipinti o batik che sono prodotti nei paesi dell’interno. Si trovano anche tantissimi negozi per surfisti, dove oltre alle tavole si possono comprare capi d’abbigliamento sportivi di ottima qualità e a prezzi convenienti.Ogni dieci metri si trova un ufficio di cambio, bisogna fare molta attenzione però perché è facilissimo prendere delle fregature: un tipico raggiro dei “cambisti” consiste nel dare in cambio banconote di piccolo taglio poco alla volta, contandole e ricontandole mentre chiacchierano con voi, alla fine quando si lascia il banchetto ci si accorge che manca metà della somma dovuta. Il consiglio è di rivolgersi ai cambiamonete ufficiali come i P.T. Central Kuta, magari hanno un tasso leggermente più sfavorevole rispetto agli altri ma non hanno commissioni, danno la ricevuta e soprattutto sono onesti.La cucina indonesiana è ottima e a buon mercato, tipici piatti sono il nasi goreng, il bami goreng (riso o pasta saltati in padella con verdure e carne) e i satay (spiedini di carne) che si mangiano con una salsina piccante alle arachidi ma ottimo e molto conveniente è il pesce, soprattutto i crostacei che potrete scegliere ancora vivi direttamente dalle vasche.Se volete provare qualcosa di veramente unico dovete cenare a Jimbaran, una baia a sud dell’aeroporto, famosa perché tutta la spiaggia è piena di ristorantini che cucinano pesce e crostacei alla griglia. I tavoli e le sedie sono appoggiati direttamente sulla sabbia per un’atmosfera davvero spettacolare.
 

La magia dell'Avvento a Merano

I mercatini di Natale sono sempre più spesso protagonisti del dicembre dei nostri paesi e città, ma essendo in genere avulsi dalla cultura e dalle tradizioni locali sono solo un insieme di bancarelle di ambulanti.
 

Il vino italiano incontra Londra

 
Il mercato enogastronomico inglese e in particolare quello londinese, è sicuramente vasto, molto complesso e competitivo, soprattutto per le nuove aziende che vogliono farne parte; è però altrettanto ricco di possibilità e potenzialità.
 
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