Due chiacchiere con il regista Fabrizio Ansaldo - Gufetto Magazine

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Due chiacchiere con il regista Fabrizio Ansaldo

Abbiamo intervistato Fabrizio Ansaldo, regista e autore della piece teatrale “Il lottatore” in scena al teatro dell’Orologio di Roma fino al 29 Marzo 2009

Come nasce questo testo?
Questo testo nasce non più di un anno e mezzo fa, ho cominciato a scrivere queste scene partendo da due personaggi, che non erano ancora animati, non sapevo che fossero ancora le proiezioni di un vecchio dei suoi conflitti, erano un uomo e una donna poi con il tempo, scavando scavando, ho capito che era la scrittura di una mia verità. Quello che vediamo oggi messo in scena, parte da una verità per poi entrare nell’onirico.
 
Il protagonista contro chi deve lottare?
Contro i suoi conflitti che partono da conflitti genitoriali che partono dal maschile e dal femminile, che poi sono gli altri due protagonisti, il tessuto di cui è fato il vecchio.
 
In un passaggio del testo si dice che i bambini moriranno e sono destinati a dimenticare, per Fabrizio Ansaldo è peggio ricordare o dimenticare?
Dimenticare è la cosa più terribile, ricordare è altrettanto doloroso, è il nostro destino, facciamo i conti ogni giorno e ogni giorno facciamo finta di dimenticarlo; la verità è questo destino che abbiamo, tutto il resto ce lo inventiamo, forse neanche esiste,non è reale.
 
Intervista di: Danilo Montaldo
Grazie a: Rocchina Ceglia, ufficio stampa spettacolo
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