Le Interviste di Gufetto - Gufetto Magazine

I GIGANTI DELLA MONTAGNA@Teatro Orologio: intervistiamo Kira Ialongo e la scuola Teatro Azione

Si è chiuso “I GIGANTI DELLA MONTAGNA” andato in scena al Teatro dell'Orologio. Intervistiamo la regista Kira Ialongo e gli attori della scuola Teatro Azione.
 

USCITA DI EMERGENZA@Teatro Cometa, intervistiamo Gino Auriuso

Intervistiamo Gino Aurriurso uno degli interpreti di“ Uscita di Emergenza" in scena al Teatro della Cometa di Roma, dal 7 al 25 gennaio, spettacolo nato dalla penna del drammaturgo partenopeo Manlio Santanelli e diretto da Enrico Maria Lamanna, sul tema dell'instabilità dell'animo umano.
 

IL CASO BRAIBANTI@TEATRO CONCIATORI: intervistiamo Giuseppe Marini

Intervistiamo Giuseppe Marini, regista de “IL CASO BRAIBANTI”, in scena fino al 25 gennaio al teatro dei Conciatori, uno spettacolo assolutamente da non perdere, sul quale è attivo uno sconto riduzione sul biglietto (10 euro più 2 euro di tessera).
 

FÄK FEK FIK: al Teatro Sala Uno sulle orme di Schwab

Da un lavoro di studio e rivisitazione dell'opera del drammaturgo austriaco Werner Schwab ad opera di Dante Antonelli, prende vita lo spettacolo FÄK FEK FIK, “Le tre giovani” in scena al teatro Sala Uno dal 9 al'11 gennaio.
 

L'INCREDIBILE CASO DI BENIAMINO TODISCO@Teatro Conciatori: ci vuole una vita a diventare giovani!

In scena al Teatro dei Conciatori dal 13 al 23 novembre, c’è “L’incredibile caso di Beniamino Todisco”, una piece scritta e diretta da Pino Ammendola, noto attore e autore napoletano. Il testo prende solo uno spunto da una novella di Francis Scott Fitzgerald del 1922 “The Curious Case of Benjamin Button”, pubblicata dalla rivista “Collier’s” e inclusa poi nei “Racconti dell’età del Jazz”, da cui è stato tratto il film omonimo nel 2008, con Brad Pitt e con la regia di David Fincher.

Ci siamo fermati a conversare amabilmente con l’autore, con il protagonista Marco Todisco, e con Giorgio Gobbi, attore “caratterista” romano di film e fiction di lunga data, che ha un ruolo cameo nella storia.
Pino Ammendola ci ha rivelato che l’idea di scrivere per poi mettere in scena a teatro, questo tema, l’ha avuta vedendo recitare il giovane Todisco, che nonostante i suoi verdi anni si muove sul palcoscenico con autentica maturità. Prendendo l’idea originale di nascere vecchi, e via via ringiovanire, l’autore sviluppa poi una storia che è tutta sua, il protagonista ci racconta in un elegante principe di Galles, il novecento con i fatti straordinari che lo contraddistinguono, e che lui ha attraversato vivendoli in prima persona.
Dall'infanzia nel ghetto, alla deportazione, al boom economico, allo sbarco sulla luna, agli anni dell’impegno politico, fino ad arrivare ai giorni nostri, ci vengono offerte perle di ricordi mai sbiaditi, e che attraverso la passione ci arrivano più vive che mai.
Una serie di colpi di scena finali, sorprendono lasciando qualche dubbio, ed è per questo che invito ad andarlo a vedere, proprio per rendersi conto di persona che per diventare giovani ci vuole tutta una vita!
 

LITTLE WOMEN: Selene Gandini, la mia Alcott, una femminista dell'epoca

Torna in scena oggi, 18 novembre, al Teatro dell'Orologio, "Little Women" con la regista/attrice Selene Gandini che veste i panni di Louisa May Alcott. Con lei sulla scena Stefania Casellato, Laura Garofoli, Carlotta Piraino e Claudia Salvatore per la rassegne Her.s. Ne parliamo con la stessa regista Selene Gandini che si è prestata a rispondere alle nostre domande. 


Antonio Mazzuca (A.M.)
Selene Gandini, innanzitutto, complimenti per “Little Women”, ispirato a Piccole Donne e Piccole donne crescono di Louisa May Alcott in scena al Teatro dell’Orologio ancora dal 18 al 21 novembre per la Rassegna Her.s.
Che effetto fa trovarsi per la prima volta nel ruolo di “regista” (seppure fisicamente ancora presente sulla scena) e quali sono state le difficoltà maggiori che hai incontrato in questo allestimento?

Selene Gandini (S.G.)
Anch'io esordisco con un “innanzitutto” perché devo ringraziarla delle bellissime parole che ha scritto sul nostro spettacolo . Saremo di nuovo in scena dal 18 al 20 Novembre sempre al Teatro Orologio e prossimamente a Genova e Venezia. Questa non è la prima volta come regista . Ho scritto e diretto “la verità è un limone” , spettacolo di clownerie che ho portato anche in Canada e poi altri progetti e lavori per il Teatro Ghione, ma questa è la prima volta effettivamente che mi ritrovo a dirigere una compagnia rivestendo i panni della regista ma anche della produttrice (insieme alla nostra associazione culturale Kinesisart) .... Le difficoltà le ho trovate nel dover seguire ogni singolo passaggio organizzativo oltre che creativo. A volte mi ritrovavo a seguire una scena e nel frattempo a dipingere una delle camicie delle attrici , ma è stato proprio questo turbinio di lavoro ( spesso faticoso e stancante) a rendere l'avventura ancora più bella. Insieme a me gli amici di sempre e i nuovi incontri , che hanno seguito e realizzato questo progetto. Senza di loro non ce l'avrei fatta . Credo fermamente che il lavoro di squadra sia stata la cosa più bella di quest'avventura .

A.M. Si tratta del tuo primo lavoro di regia, che ho definito molto accurato e “Delizioso” con alcune soluzioni e scelte molto ben studiate: come mai hai scelto proprio questo testo così “datato” per il tuo esordio?
S.G. Mi era stato chiesto anni fa di mettere in scena questo testo per le scuole e nonostante io avessi letto e amato “Little Women”, avevo paura che fosse difficile raggiungere un pubblico di giovani. Rileggendo poi i romanzi, ho capito quanto invece potesse essere interessante la sua messa in scena per un pubblico senza età. Possono cambiare gli usi e i costumi, ma quello che non muta è il sentimento umano. Il microcosmo femminile delle sorelle March è una lente d'ingrandimento su quello che attraversiamo nel crescere e nel relazionarci con le persone che amiamo. Inoltre la Alcott, pur apparendo una scrittrice per libri d'infanzia, per aver vissuto nella seconda metà dell'800 si discosta molto dal modo di pensare delle sue coetanee. E' una femminista dell'epoca che dichiara apertamente la sua lotta per i diritti della donna e nel romanzo troviamo molti momenti in cui il personaggio di Jo (suo alter ego) si fa portavoce del suo pensiero.


A.M. Ho notato che nel testo ci sono molti riferimenti al teatro e a Shakespeare. Un po’ in antitesi con quanto avveniva nel teatro elisabettiano dove gli uomini vestivano i panni dei personaggi femminili, hai scelto di vestire tu i panni dei personaggi maschili dei romanzi della Alcott.
Come mai non hai scelto almeno un uomo per interpretare i ruoli maschili? Chi avresti visto scelto per interpretare il ruolo di Laurance?
S.G. Ho deciso di interpretare i ruoli maschili non solo per richiamare quel gioco teatrale shakesperiano al contrario. Non ho voluto inserire uomini anche per sottolineare il fatto che sia tutto un gioco e che la Alcott nel suo studio potesse creare i suoi personaggi come quando da bambina giocava con le bambole insieme alle sorelle. L'dea del travestimento al maschile come divertimento e come aiuto a comporre il romanzo, allontanandoci da una messa in scena realistica e lasciandoci andare ad un mondo immaginario. Teatro nel teatro.


A.M. Nello spettacolo vesti i panni della scrittrice Louisa May Alcott: cosa ti ha lasciato questo personaggio?
S.G. Divertimento, infantilismo e maturità nello stesso tempo. Sicuramente forza e responsabilità rispetto a quello che si crea.


A.M. Dopo questa tua prima esperienza, quale sarebbe il “piccolo consiglio” che daresti ad un attore o ad un giovane esordiente che si cimenti con la regia di uno spettacolo teatrale?
S.G. Nonostante non sia la mia primissima esperienza , il “piccolo consiglio” che darei sarei di formare una squadra di persone affiatate, piccola o grande che sia non importa, ma il gruppo di lavoro è fondamentale …..una famiglia.


A.M. Ti senti pronta a lasciare definitivamente la scena per la regia nel tuo prossimo lavoro? Ci sono progetti in vista?
S.G. Prossimamente seguirò un progetto da regista (molto diverso da Little Women) , ma non per questo smetterò di recitare. In Febbraio inizierò al Teatro Vascello un lavoro con Daniele Salvo , quindi pur percorrendo nuove strade , non abbandono l'attrice .


A.M. Quale frase di questo spettacolo pensi debba essere ricordata. E perché?
S.G. Durante una lettera Jo scrive alle sorelle “Non ho paura della tempesta, perché sto imparando a governare la mia nave” . Qualunque ostacolo o momento difficile possa arrivare , possiamo affrontarlo insieme a nuove consapevolezze.


Little Women tornerà in scena dal 18 al 20 novembre per la rassegna Her.s, al Teatro dell'Orologio.
RIDUZIONE BIGLIETTO PRESENTANDOSI COME LETTORI DI GUFETTO.IT
Non perdetelo!
Qui la Recensione dello spettacolo
 

Ulderico Pesce: dal teatro all'impegno sociale

29 Marzo 2014: accolta nel foyer del Teatro Eutheca durante il FESTIVAL-NARRATORI (in scena dal 14 Marzo al 6 Aprile 2014) prima della messa in scena de L'INNAFFIATORE DEL CERVELLO DI PASSANNANTE, scorgo Ulderico Pesce, e non credo di riuscire a nascondere la mia emozione, mi succede quando devo incontrare persone che pur non conoscendo stimo.

Bianca Coppola Melon: Noi del Gufetto Magazine, vorremmo avere notizie sul “Centro Mediterraneo delle Arti in Basilicata”, e sul Bando delle Residenze artistiche in Basilicata aperto da Maggio a Ottobre 2014, gli obbiettivi è le finalità.
Ulderico Pesce: Finalmente qualcuno che s’interessa, a quello che facciamo. Il Centro è la compagnia teatrale con la quale lavoriamo abitualmente, ed è proprio la compagnia che ha partecipato e vinto a uno dei cinque bandi di Residenze. Il posto si trova a Monte Pollino ed è abitato da contadini e pastori, l’idea è quella di ritrovare la pace, e riacquistare lentezza, credo che si possa fare solo se si stringe un patto con la natura. Vogliamo fare l’esperienza di vivere con i pastori, imparare a fare il formaggio, accompagnare le mandrie, e tradurre il tutto in un racconto orale, cercando di capire la loro vita. Insomma un’esperienza estrema, e per questo cerchiamo due attori e un musicista, possibilmente percussionista. Un altro progetto, più a lungo termine però, è quello con la compagnia di Barcellona “FURA DELS BAUS”, vorremmo unire l’immagine con la narrativa, facendo una riflessione sull’identità europea, passando per le guerre di religione.

BCM
: Perché il suo è un lavoro prevalentemente legato al sociale?
UP: Ho iniziato nel 1985 lavorando con tutti i grandi del teatro: Albertazzi, Carmelo Bene, Gastone Moschin, Gabriele Lavia, Monica Guerritore e molti altri, girando per sei anni con molte compagnie. Poi l’incontro con Natoli Vassiliev, regista russo, che mi ha voluto con lui in Russia, per un lavoro su Pirandello e Platone. Una volta in Russia ci sono rimasto per quattro anni, e dopo questa esperienza di teatro-verità, non è stato più possibile tornare indietro.

BCM
: Come si è imbattuto nella figura di Passannante?
UP: In una maniera molto singolare, vivevo e lavoravo a Roma e ero fidanzato con una ragazza molto ritardataria. Un giorno, particolarmente piovoso, a Campo dè Fiori, lei come al solito non arrivava, e mi riparai sotto un portone. Un poliziotto vedendo che mi stavo bagnando, perché la pioggia era esageratamente copiosa, mi invitò a riparami dentro, quello che poi scoprì essere “Il Museo di Criminologia". Da lì la sorpresa di quel Museo che non conoscevo, fino a quella teca con teschio e cervello da innaffiare.

BCM
: Un’ultima domanda, che è un po’ il mio chiodo fisso: come si coniuga e si differenzia la tecnica e l’emozione da donare al pubblico?
UP: E’ la differenza che c’è tra cenere e la brace, la tecnica è la cenere, e serve per tenere calda e viva la brace che è l’emozione, l’una senza l’altra non avrebbe senso.
 

Giorgio Albertazzi: nel camerino del Maestro

Entro nel camerino del Maestro, e lui sta sorseggiando un té caldo che gli hanno appena portato, mi presentano e mi sento emozionata come una ragazza a un primo appuntamento, è semplice e maestoso al tempo stesso, e la sua sobrietà mi tranquillizza infondendomi una calma che stento a riconoscere come mia. Lo guardo sorseggiare la sua bevanda e prendo tempo sorridendogli, tra mezz’ora andrà in scena con “Il mercante di Venezia” naturalmente nella parte di Shylock, e fantastico sul tipo di usuraio ebreo che potrà divenire tra poco, e la domanda mi sgorga con naturalezza:

Bianca Coppola Melon: Cosa vorrebbe che arrivasse al pubblico, attraverso la sua recitazione, emozione? Oppure che capisse qualcosa che prima gli era sconosciuto?
Giorgio Albertazzi: Emozione naturalmente, l’arte non bisogna capirla, deve colpire, può capire lei un volo di uccelli? Non c’è da capire, è come voler capire un quadro di Picasso.

B.C.M.: Intendevo fare una riflessione su questa storia di Shakespeare, che è tra le mie preferite, qual è il senso di questo lavoro?
GA: Shakespeare non si preoccupa di dare un senso alle sue storie, sono storie appunto, sono amori che non vanno in porto, Antonio omosessuale ama Bassanio che ama Porzia, Melissa ancella di Porzia ama Graziano amico di Bassanio, e Jessica figlia di Shylock ama Lorenzo, giovane baldanzoso cristiano. Shylock da parte sua si sente razza eletta e per questo ghettizzato. Sono storie che il drammaturgo inglese ha preso dal passato, come tutti i geni copia, a differenza dei mediocri che imitano.

B.C.M.: Qual è la differenza tra copia e imitazione?
G.A: Il genio prende un quadro o una storia e la modifica a modo suo, il mediocre semplicemente gli fa il verso.

B.C.M.: Un quesito che mi sono sempre posta sul lavoro dell’attore: come si coniuga la tecnica della recitazione, quindi memoria, impostazione, etc. con donare emozioni al pubblico?
G.A.: E’ una metamorfosi, difficile da spiegare, il teatro cerca un silenzio udibile, è il segreto del teatro stesso. E’ la leggerezza che cita Calvino, non frivolezza, leggerezza, l’esatto contrario. La cultura teatrale della metà dell’800 era quella di un teatro serio e pomposo. Il teatro è un gioco, è il simbolo del mondo che parla d’altro.

BCM: Per finire in bellezza, cos'è il teatro?
GB: Uno spettatore e un attore, il tappeto lo metti o non lo metti è uguale, quello è il teatro. Qualcuno ha detto: il pubblico non è necessario, ma nessun attore può fare a meno del pubblico, nemmeno Dio. Il pubblico è il teatro, il teatro è il pubblico.
 

Miguel Àngel Berna paladino della tradizione

 
Gufetto.it ha il grande privilegio di intervistare Miguel Àngel Berna, eccezionale e carismatico danzatore di fama internazionale mentre con l’affascinante spettacolo “Bailando mi tierra… MUDÉJAR” sta compiendo in Italia insieme alla sua Compañia Española de Danza una trionfale tournée iniziata durante la scorsa stagione e continuata nella presente che - dopo Milano al Teatro Nuovo fino al 10 novembre 2013 - si concluderà a San Marino il 7 e 8 dicembre 2013 presso il Teatro Dogana.
 

Intervista ai Me Gusta: Gustavo Maccioni e Elisa Barontini

Facciamo quattro domande a Gustavo Maccioni e Elisa Barontini della compagnia Me Gusta, in scena al Teatro Testaccio di Roma con “Mit(love)ologia, le tragicomiche greche” dal 1 al 13 ottobre.
 

Antonio Grosso si racconta

L’intelligente, divertente nonché coraggioso spettacolo Minchia signor tenente, in scena a Milano fino al 30 gennaio 2011 presso il Teatro Martinitt - recentemente restaurato (ottobre 2010) con atto rimarchevole, considerata l’attuale situazione economica, dopo un abbandono più che trentennale della vecchia struttura già teatro/cinema del complesso inaugurato nel 1932 per ospitare gli orfani (Martinitt in milanese) - mi ha indotta a curiosare dietro le quinte per conoscere Antonio Grosso, giovane autore nonché attore della pièce che dopo Milano andrà a Roma presso il Teatro dei Servi.
 

Chiacchiere dietro le quinte di ‘Chat a due piazze’

Vedendo gli spettacoli e ascoltando in conferenza i protagonisti emergono curiosità, simpatie, voglia di saperne di più, insomma desiderio di rapporto umano diretto per comprendere meglio e cogliere piacevoli sfumature che diano soddisfazioni a chi le vive e a coloro che vorranno parteciparne leggendo i resoconti.
 

DANIELE RUSSO IN PROGRESS@NAPOLI.IT

Gli amanti del teatro italiano devono fare i conti con novità che modificano l’usuale modo di vederlo e gustarlo: palestra di nuove proposte è il Napoli Teatro Festival (4-27 giugno 2010), manifestazione sulla creatività internazionale giunta alla terza edizione e il cui tema sarà la ‘durata’ delle rappresentazioni, dai 10 minuti alle 12 ore.
 

LA STRADA@TeatroManzoni Milano

Una sfida che dura da due anni quella della cantante Tosca (Tiziana Tosca Donati, Roma 1967) e dell’attore/regista Massimo Venturiello (Roccadaspide/SA 1957) di portare sulla scena teatrale La strada  in scena al Teatro Manzoni di Milano fino al 30 maggio - uno dei capolavori cinematografici di Federico Fellini, anzi quello che vincendo l’Oscar nel 1956 ha dato al regista fama e respiro internazionale.
 

Gennaro Paraggio ci racconta i suoi Vecchi tempi

Abbiamo intervistato Gennaro Paraggio, regista di "Vecchi tempi" un testo di Harold Pinter portato in scena al Teatro Agorà dalla compagnia "Pegaso".
 

Paki ci parla di Beat Generation anni '60

Al Teatro San Babila di Milano in prima assoluta un simpaticissimo, allegro, divertente, fantastico e ben riuscito spettacolo “BEAT GENERATION ANNI ‘60” che vede insieme a Duilio Martina (comico e imitatore validissimo), Renato Converso (comico) e Jessica Resteghini (capace attrice di prosa formatasi alla scuola di Rino Silveri) Gianpieretti, Paki Canzi e Donatello, big della canzone degli anni ‘60/’70, decennio “Beat”, caratterizzato dalla contestazione giovanile e da mutamenti del gusto tali da influenzare ogni settore.
 

Due chiacchiere con il regista Fabrizio Ansaldo

Abbiamo intervistato Fabrizio Ansaldo, regista e autore della piece teatrale “Il lottatore” in scena al teatro dell’Orologio di Roma fino al 29 Marzo 2009
 

Raffaello Sasson ci racconta il suo Demonio

Abbiamo intervistato Raffaello Sasson, regista teatrale e cinematografico che dal 3 marzo, porta in scena al teatro Agorà di Roma la sua passione per il giallo e il thriller: “demonio”
 

A me gn'occhi please 2, il ritorno di Antonello Costa!

Dopo il successo di “Un Comico sotto stress” e l’esperienza cinematografica con il regista Carlo Vanzina in “2061, un anno eccezionale”, Antonello Costa, ritorna al suo amore per la rivista e il varietà con “A me gn’occhi please 2”.
 

Intervista a Flavio Insinna

Flavio Insinna torna al suo “primo amore”: il teatro, proponendo un testo che ha portato in giro per anni ed oggi vede il riadattamento di Giampiero Solari e un palco storico e importante come quello del Sistina. Ai nostri microfoni paure e speranze...
 

Intervista al regista Giuseppe Scutellà per "Antigone"

Dopo “King Lear”, a partire da venerdì 7 novembre (ore 20.30) la compagnia teatrale PUNTOZERO insieme ai RAGAZZI dell’ISTITUTO PENALE MINORILE CESARE BECCARIA presenteranno “Antigone” di Sofocle, secondo capitolo della stagione teatrale.
 

Intervista a Manlio Dovì

E’ conosciuto al grande pubblico televisivo come uno dei protagonisti della banda del Bagaglino, ma prima di essere comico e cabarettista è un bravissimo attore: parliamo di Manlio Dovì che abbiamo incontrato e intervistato in occasione dello spettacolo “partiti di testa” dal 9 Ottobre al salone Margherita di Roma.
 

Compagnia PuntoZero: intervista

La Compagnia Teatrale PuntoZero da anni collabora con l’Istituto Penale Minorile Cesare Beccaria di Milano coinvolgendo i ragazzi detenuti nella rappresentazione di spettacoli sempre più interessanti ed apprezzati dal pubblico. Il primo spettacolo in cartellone quest’anno è il “King Lear” di Shakespeare e, in occasione dell’anteprima tenutasi al Teatro di Verdura di Milano, abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere su questa iniziativa assolutamente meritevole di attenzione con gli artisti della compagnia per comprendere le origini del progetto, le finalità che si propone e i progetti attualmente in cantiere.
 

Re Lear (Globe Theatre, Roma): intervista al cast

Una delle migliori tragedie del teatro di William Shakespeare torna a Roma nella splendida cornice del Globe Theatre, dando origine ad uno spettacolo eccezionalmente coinvolgente, in cui tutta la carica di viscerale energia, passioni laceranti ed efferati delitti che costituiscono il nucleo vitale dell’opera rivivono grazie alle interpretazioni di Ugo Pagliai, un Re Lear veramente magistrale, e del resto del cast altrettanto talentuoso e sorprendente; con questa intervista corale vi presentiamo alcuni tra gli interpreti principali dello spettacolo: Alfonso Veneroso, Melania Giglio, Giacinto Palmarini e Gianluigi Fogacci.
 

Intervista ad Elena Bonelli

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Elena Bonelli, la celebre attrice-cantante che, con lo spettacolo “Roma in the World”, attualmente in scena a Roma, riscopre con originalità la tradizione musicale romana, cercando di donarle nuova vita e freschezza.
 
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