BELLISSIMA.OMAGGIO AD ANNA MAGNANI@Fringe festival: Indimenticabile fino in fondo - Gufetto Magazine

BELLISSIMA.OMAGGIO AD ANNA MAGNANI@Fringe festival: Indimenticabile fino in fondo

  • Stampa

Spettacolo arduo quello che la Compagnia GDO ha messo in scena, giovedì 26 giugno, al Fringe di quest’anno con "Bellissima. Omaggio ad Anna Magnani" L’operazione è raffinata, se pensiamo che la protagonista e regista Simona Lacapruccia ha inserito la poesia della danza che i due artisti Karen Fantasia e Daniele Toti, hanno espresso al meglio.

La musica, di suggestione onirica, apre il cassetto dei ricordi: l’attrice e i danzatori, si alternano con una valigia sul palco, simboleggiando i timori e le aspettative di una vita nuova da scoprire e da realizzare. I ballerini, vestiti di nero e a piedi nudi, volteggiano, si inseguono, si lasciano, si trovano e sorridendo danno il senso, in comunione con la musica, di un percorso di ricerca che la grande Magnani non ha mai smesso di seguire. I momenti di danza e recitazione si alternano, l’attrice si esprime in prima persona identificandosi con Anna: l’infanzia particolare, il non rapporto con la madre, quello fondamentale con la nonna e la scoperta del teatro che l’ha infiammata giovanissima.

La strada scelta dalla protagonista è stata quella di mettere in luce il carattere forte, generoso ma ricco di spigoli, che la Magnani ha sempre ostentato vantandosi della sua sincerità anche quando colleghi e amici ne avrebbero fatto volentieri a meno. Non potevano mancare i riferimenti alla burrascosa vita sentimentale, la relazione con l’attore Massimo Serato, da cui ha avuto Luca, e l’intenso rapporto con Roberto Rossellini che l’ha lasciata per Ingrid Bergman.

E qui c’è una citazione celebre che non possiamo mancare di annotare: “Non esistono i grandi amori, ma solo quelli piccoli, che possono durare tanto o poco”. Scomoda e difficile da digerire, ma con il tempo poi si finisce purtroppo per condividere, almeno un pò. Tra le parole l’abbiamo trovata la nostra Nannarella, ma chiunque si misuri con il mito e il ricordo che lei stessa evoca, corre dei rischi; ma siccome gli audaci e coraggiosi hanno dalla loro un’aureola che li contraddistingue, lo spettatore del Fringe ha premiato Simona Lacapruccia nella sua performance densa di ostacoli, applaudendola con entusiasmo sulle note del “O surdato innamurato” con la voce calda, roca e appassionata di Lei, indimenticabile, fino in fondo.

Joomla SEF URLs by Artio
seguici su Facebook
seguici su Linkedin
seguici su Google +
seguici su Pinterest
seguici su Twitter