L COME ALICE@Teatro Studio Uno: i difficili giochi linguistici dell’Inconscio - Gufetto Magazine

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L COME ALICE@Teatro Studio Uno: i difficili giochi linguistici dell’Inconscio

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Un testo surreale e difficile: potremmo sintetizzare così “L come Alice”, in scena fino al 1 giugno al Teatro Studio Uno. In realtà è molto di più: è un brillante tentativo di mescolare le suggestioni vittoriane del romanzo “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò ” di Lewis Carroll (nella rielaborazione che ne fece il commediografo Antonin Artaud), con la video arte, in una chiave davvero accattivante. Concettuosa a tratti e densa di richiami filosofici-linguistici al filosofo Deleuze, ma anche estremamente divertente.

All'interno di uno studio vittoriano ingombro di orologi e marchingegni rumorosi, si muove il personaggio di Alice o meglio, la fantasia “schizofrenica” di Antonin Artaud, che ci trasporta in un mondo nel quale il piano del reale e dell’irreale si sovrappongono e si confondono ed Alice è in bilico fra realtà e immaginazione.

Così, durante lo svolgimento della performance che si articola in vari sketch, si mescolano le suggestioni di un audiovisivo che proietta su un telo bianco immagini di epoca vittoriana -a volte dal sapore inquietante- ispirate al capolavoro di Carrol, giochi di luci e trasparenze (che sfruttano lo stesso telo bianco) e la performance di una raggiante Laura Garofoli, un’Alice spiritosa, convincente, padrona della mimica e, per fortuna, lontana dallo stereotipo del personaggio vittoriano.

Lo spettacolo, che non si affida ad una trama specifica, riprende le suggestioni del cosiddetto “Teatro della crudeltà” ideato da Artaud nel quale gesti, luci e musica e testo si fondono senza far prevalere la trama sul resto. La sceneggiatura richiama spesso i nonsense e gli acrostici e i giochi di parole di Carrol (“Da sogni avvinte, le giornate ormai trascorse da sogni avvinte, le estati sono scorse”). L’epoca vittoriana viene letta in una chiave steampunk, ovvero mescolando gli elementi ottocenteschi (a partire dagli abiti della protagonista, estremamente curati), all'arredamento e alle suppellettili, con tecnologie decisamente più moderne. Questa crasi è straniante, a tratti fuorviante ma è anche il punto nevralgico di questo spettacolo, quello più delicato.

Questo spettacolo è infatti un esperimento difficile ma ben riuscito che si appoggia tutto anche sulle doti della Garofoli in una performance tutt’altro che convenzionale. Da lodare l’interazione perfetta dell’attrice con l’audiovisivo (sfruttato in modo ironico come nel "THE WHITE ROOM" di Cristina Gramaglia); decisamente azzeccate le luci e la musica. L’interpretazione dell’attrice è stimolante, improntata sulla gestualità, talvolta un tantino esagitata nella sfibrante lotta con il martellante ticchettio dell’orologio. Una performance la sua che viaggia sul filo dell’immaginario e la ricerca del senso del reale seguendo le conclusioni dell’opera “Logica del senso” del filosofo francese Gilles Deleuze, una riflessione sul linguaggio e sui giochi linguistici dell’inconscio che fa sorridere e lascia storditi, facendoci dimenticare l’opera di Carrol riletta nei suoi densi riferimenti semantici e filosofici.

L COME ALICE
di Nexus
con Laura Garofoli
testo di Lewis Carroll, Antonin Artaud
dal 30 maggio al 1 giugno

Teatro Studio Uno
, Via Carlo della Rocca, 6 – Roma

ven-sab ore 21.00 - dom ore 18.00
info e prenotazioni: 3494356219- 3283546847
www.lacattivastrada.com - www.nexusmoves.com
Ufficio Stampa: Eleonora Turco Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 329.80.279.43

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