Nonostante gli anni passino, certe persone sembrano non voler crescere, e dopo 10 anni ci si ritrova a combattere con i soliti fantasmi. Un film sull’amore, sul tradimento, la gelosia. Il dipinto di una generazione che stenta a prendersi le proprie responsabilità. Il sequel dell’Ultimo bacio esce nelle sale e ci si chiede se sarà all’altezza del primo.
Sono passati dieci anni da quando abbiamo lasciato Carlo e Giulia ne L’ultimo bacio.
All’epoca si erano riconciliati, ma un finale aperto lasciava intuire il rancore provato dalla donna e la voglia di vendetta che le covava dentro.
Li ritroviamo oggi prossimi al divorzio, cercando di raccogliere i cocci dei loro fallimenti.
Intorno a loro gli amici di sempre; Paolo, ormai depresso cronico, ha intrecciato una relazione con Livia (ex moglie di Adriano), Marco e Veronica, i primi del gruppo a sposarsi, quelli che credevano nell’amore eterno e nella forza della famiglia, si ritrovano a lottare contro la noia della routine e la difficoltà di avere un figlio, Alberto continua la sua vita da single incallito e lancia anatemi contro gli amici ormai ridotti a schiavi dei sentimenti e poi Adriano, tornato dall’India con un fardello ancora più grosso di quello che si portò alla partenza.
Sono i tipici quarantenni alle prese con il bilancio della loro vita, sono uomini e donne che continuano a porsi domande e a guardarsi indietro, cercando di recuperare ciò che è perduto e anelando alla vita che dieci anni prima hanno rifuggito.
Come un puzzle, i pezzi torneranno al loro posto, non senza sofferenze e abbandoni. Finalmente il cerchio si chiude dopo vorticosi giri su se stesso e il buonismo potrà trionfare su tutto.
Il sottotitolo del film è La storia di tutte le storie d’amore, ma francamente agli occhi dello spettatore questa affermazione appare fin troppo audace.
Muccino ormai più che alla fama di regista sembra aspirare al titolo di sociologo, con la pretesa di analizzare a scandagliare l’animo umano nelle sue debolezze e difetti. Peccato questa analisi risulti un tantino pretenziosa, nella costruzione di personaggi che portano alle estreme conseguenze psicosi e nevrosi che rientrano nella normalità delle persone.
Sebbene L’ultimo bacio fosse un film corale, la storia seguiva le vicende di Carlo e Giulia e sullo sfondo trovavamo i comprimari, che regalavano colore e sfumature di personalità al contesto su cui si muovevano.
In Baciami ancora sono invece i comprimari ad avere la meglio e a mettere in ombra Carlo e Giulia, eccessivamente concentrati in una coazione a ripetere di prendi e lascia, odio e amore.
Ma non tutto il male viene per nuocere; in questo girotondo Schintzleriano, facciamo finalmente la conoscenza approfondita di Marco, l’unico personaggio a regalare colore e vivacità alla pellicola, grazie forse alla straordinaria capacità di Favino nel rendere interessante ciò che in realtà risulterebbe piatto e banale.
Ed anche chi gridava al sacrilegio all’idea della sostituzione di Giovanna Mezzogiorno con Vittoria Puccini dovrà piacevolmente ricredersi; quest’ultima ha fatto un lavoro talmente buono da far rivivere la vecchia Giulia, con gli stessi sospiri, gli stessi sguardi e gli stessi gesti. Chapeau.
Il ritmo è lo stesso de L’ultimo bacio, veloce, travolgente, e solo così si riesce a superare la noia e i proselitismi della sceneggiatura, dove impera su tutte la classica battuta: non ti amo più, mi hai fatto troppo male, non sei la persona giusta per me.
Nulla di nuovo quindi in questa pellicola, la classica minestra riscaldata dove anche nelle inquadrature il regista non ha voluto cambiare una virgola del precedente film.
Allora la domanda nasce spontanea: era davvero necessario?
Regalare un sequel ad un film che nell’incompletezza aveva il suo punto di forza rischia di svilire il valore del precedente e lo spessore dei personaggi. Qualcuno doveva ricordarlo a Muccino.
BACIAMI ANCORA
Regia: Gabriele Muccino
Cast:
Carlo: Stefano Accorsi
Giulia: Vittoria Puccini
Marco: Pierfrancesco Favino
Veronica: Daniela Piazza
Paolo: Claudio Santamaria
Livia: Sabrina Impacciatore
Adriano: Giorgio Pasotti
Alberto: Marco Cocci
Soggetto: Gabriele Muccino
Sceneggiatura: Gabriele Muccino, Sandro Petraglia, Stefano Rulli
Paese: Italia
Uscita: 29/01/10
Articolo di Laura Febbroni
























