In un’epoca in cui gli spettacoli abbondano e i musical altrettanto con una netta prevalenza della quantità sulla qualità trovarne uno che rasenta la perfezione per l’ottimo accostamento tra antico e moderno, tradizione e innovazione, buon gusto e signorilità è raro, ma non impossibile.
Devo riconoscere che lo show di Massimo Ranieri (pseudonimo di Giovanni Calone, Napoli 1951) “Canto perché non so nuotare ... da 40 anni” - in scena presso il Teatro Smeraldo di Milano fino al 28 febbraio - è stata una scoperta di eccellenza straordinaria.
Raggiunta un’ottima professionalità, Ranieri racconta le sue origini partenopee e la sua esistenza difficile nel Borgo di Santa Lucia come quinto di otto figli tutti stipati in un unico vano al 5° piano con un finestrone/‘infinito’ lungo le scale, i primi successi, l’incontro con Sergio Bruni, la ricerca di uno pseudonimo, i propri celebri brani e quelli altrui ... in un crescendo di simpatia, verve e trionfi.
Attore di vaglia formatosi allo Strehler in quella Milano che lo ha segnato profondamente e di cui porta segni indelebili, canta con cuore, corpo, anima e voce - profusi con estrema generosità - naturalmente facendo fluire emozioni che scaturiscono da lui e serpeggiano tra il pubblico per ritornargli potenziate in un crescendo pregno di sentimenti e calore: una fiumana di emozioni con applausi interminabili.
Ci sono spettatori che l’hanno rivisto più volte senza timore alcuno per i ripetutamente proclamati 59 anni e per l’accenno di pancetta che nulla tolgono al talento, all’eleganza, alla raffinatezza e al fascino sempre più ‘affinati’ e maturati con gli anni.
Che dire poi delle doti di agilità e di ballerino ...
Uno spettacolo che canta l’amore per la vita e rende lievi nell’animo e sorridenti nello spirito ricordando l’interpretazione de La rumba degli scugnizzi in un napoletano un po’ arcaico accompagnata dal cantante senegalese Badarà Seck o l’eccezionale tip tap insieme a Federico Pisano, straordinario giovane interprete.
L’orchestra composta da giovani e validissimi elementi è rigorosamente al femminile così come il corpo di ballo.
























