SIGNORINETTE @ Teatro TordiNona - Gufetto Magazine

Recensioni Teatro

SIGNORINETTE @ Teatro TordiNona

Al teatro Tordinona, fino al 15 dicembre, c’è uno spettacolo curato con testa e cuore, “Signorinette”, scritto e interpretato da quattro attrici formidabili: Tiziana Avarista, Carmen Giardina, Anna Maria Loliva e Federica Marchettini, dirette con naturalezza e professionalità da Nuccio Siano.

Lo storico teatro, nel centro di Roma, mantiene negli anni un’aria colta e fresca, e questo aiuta lo spettatore a cogliere i molteplici aspetti che implica l’andare a teatro.
In scena troviamo uno stand di vestiti anni ‘40 e quattro sedie, il palco è ampio, le pareti sono nere, e un grande schermo bianco in fondo, ci ravvisa che avremo sicuramente proiezioni d’epoca, visto l’argomento, che è il voto alle donne in Italia.
Il titolo viene da un film del 1942, diretto da Luigi Zampa, che a sua volta prende il nome dal romanzo di Wanda Bontà del 1938, che ha avuto anche un seguito: “Le signorinette nella vita” del 1942. I romanzi e il film, non hanno un vero e proprio legame con lo spettacolo, ma è l’appellativo che dato alle donne giovani, anche se non è proprio un’accezione negativa, colloca le donne sicuramente in una posizione leziosa e non di rilievo.
Anche il sottotitolo del nostro spettacolo è significativo “….le donne si guardino dal lasciare tracce di rossetto sulle schede….”

Siamo nel secondo dopoguerra e l’Italia è da ricostruire in tutti i sensi, l’inadeguatezza impera e le donne si sentono sempre più strette nei loro ruoli canonici, vogliono dire la loro anche in politica.
Le reazioni del mondo maschile non sono incoraggianti, ma la perseveranza si sa aiuta gli audaci, e il 2 giugno 1946 le donne votano finalmente e 21 vengono elette. Lo spettacolo è autentico e armonioso, seduce e commuove, mentre le nostre quattro attrici s’infiammano e ci raccontano fatti non sempre facili da ascoltare.
Musiche, vestiti e sottovesti dell’epoca fanno sorridere e allegramente ci mostrano il nostro recente passato. Due spezzoni di film, tra l’altro entrambi nella lista dei 100 film da salvare, ci ricordano l’argomento. Il primo è “L’onorevole Angelina” del 1947 diretto da Luigi Zampa con Anna Magnani e Ave Ninchi, che racconta di un quartiere popolare di Roma, Pietralata, un gruppo di donne capitanate dalla Magnani, che stufo di sopportare soprusi e angherie si ribella, e propongono appunto ad Angelina di candidarsi per fare anche l’interesse delle donne.
Il secondo “Una vita difficile” del 1961, di Dino Risi, con Alberto Sordi e Lea Massari, racconta la storia di un partigiano, dalla guerra ai giorni attuali, gli anni ’60. La scena proposta è quella di una cena a casa di nobili e aristocratici, e durante il convivio, la radio annuncia la sconfitta della monarchia e la nascita della repubblica. I nobili tra pianti e indignazione abbandonano la sala, lasciando i due protagonisti, unici soddisfatti a tavola.
In un’ora restiamo sospesi dal mondo reale che resta fuori, ma musiche, fatti e sorrisi, albergano nel nostro cuore, e finito lo spettacolo ne vorremmo ancora.

Cliica qui per il video di Signorinette su E-performance TV

seguici su Facebook
seguici su Linkedin
seguici su Google +
seguici su Pinterest
seguici su Twitter