QUARTET GALA@Teatro Argentina: la danza che racconta, interpretata da quattro pilastri della danza contemporanea - Gufetto Magazine

QUARTET GALA@Teatro Argentina: la danza che racconta, interpretata da quattro pilastri della danza contemporanea

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È andato in scena il 24 e il 25 giugno, sul palco del Teatro Argentina di Roma, QUARTET GALA uno spettacolo imperdibile a cura di Daniele Cipriani, che non per la prima volta fa vivere al pubblico un’esperienza emozionante a contatto con la danza.
A fare da protagonisti, quattro nomi leggendari della danza contemporanea, tutti
“over sessanta”: Mats Ek,Ana Laguna, Dominique Mercy e Susanne Linke.

Ad aprire la scena il solo "That Paper Boy" firmato dal coreografo Pascal Merighi e interpretato da Dominique Mercy, danzatore francese che ha fatto parte del Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch dal1974.
Fondale nero e un’asta con un microfono sono gli unici elementi presenti sul palco: entra in scena Dominique Mercy, con un indosso giacca e pantaloni neri, con in mano dei fogli; cammina, perde l’equilibrio, resta sospeso, in bilico sui suoi piedi che fanno da perno non lasciandolo cadere al suolo: è solo in scena, ma le sue movenze amplificano la sua figura, riempie la scena. Si posiziona immobile di fronte all’asta, il suo volto è proiettato sul fondale, illuminato da una piccola luce Ciò che cattura l’attenzione è l’intensità del suo volto: ogni tratto del suo viso è intriso di ricordi, di emozioni e pensieri che turbinano all’interno della sua mente. Se nell'entrata c’era silenzio, adesso c’è una musica malinconica a fare da sottofondo, e le parole del testo vengono pronunciate anche dal protagonista al microfono "Il sogno è quello di raggiungere il silenzio. Il silenzio è la condivisione finale ", e sul fondale appare una scritta, il vero significato della danza e del danzatore stesso lo ritroviamo in questa frase, che fa da apertura all'intera serata: “Senza un pubblico non c’è bisogno di danzare, io divento irrilevante”.

Ed ecco che per la seconda piéce Potato, gli spettatori hanno potuto ammirare il duo, professionale e intimo di Mats Ek e Ana Laguna. Un dialogo leggero, ma allo stesso tempo carico di significati che mette in luce la loro vita passata insieme.
Potato, perché sul palco realmente c’è un sacco ricolmo di patate, che vengono utilizzate con ironia, posizionate sulle parti del corpo o lanciate in aria come fossero palle o addirittura addentate nel finale.
Ma ciò che rimane impresso nella memoria è la facilità con cui il duo si relaziona, come se i movimenti, mescolati alla velocità e alla fluidità che ne smentiscono gli anni, fossero la quotidianità dei loro dialoghi. Emergono i gesti della tecnica di Mats Ek, come il grand plié alla seconda esagerati, gli scuotimenti degli arti superiori e soprattutto delle mani, l’attenzione ai piedi e l’espressione del volto, come elemento comunicativo.
Come una patata, questa coreografia racchiude due principali caratteristiche, è essenziale e nutriente allo stesso tempo.

Ad aprire il secondo tempo della serata è la quarta artista, celebre nella storia del Tanztheater tedesco: Susanne Linke, nel solo “A Lost Solo… With Greeting to Dore”. Nel titolo l’omaggio alla danzatrice e coreografa tedesca Dore Hoyer, una delle grandi soliste dell’Ausdruckstanz, fortemente ispirata da MaryWigman, come lo è la stessa Susanne Linke. Entra in scena sulla musica inconfondibile della “Sagra della Primavera” di Igor’ Stravinskij, camminando incerchio sul palcoscenico, con ritmi irregolari, ma pacati, su una musica che diventa sempre più movimentata e intensa, così come diventeranno sempre più vorticosi i suoi giri.
Se la protagonista de “La Sagra” percorre un viaggio cruento e sacrificale, per Susanne Linke questo itinerario appare più intimo e personale, fatti di sguardi introspettivi, che non lasciano spazio allo spettatore, che assiste estasiato alla sua toccante performance.

A concludere la serata l’ultimo lavoro di Mats Ek e Ana Laguna, “Memory”, che porta in scena una coppia complice in tutti gli aspetti della vita, all'interno di un ambiente domestico, allestito con un arredamento casalingo.
È un'esplorazione commovente della vita di una coppia, fatta di gesti a tratti bizzarri, espliciti, che evitano di cadere nel sentimentalismo. È la memoria di una vita, fatta di momenti di piacere e di dolore, riassunta con movimenti veloci e fluidi, fatti di prese rapide e gesti allusivi, con l’utilizzo di oggetti di scena che si tramutano in qualcos'altro, come nel caso del cuscino cullato tra le braccia della protagonista.
I due in scena si rincorrono, si cercano, si perdono per poi ritrovarsi, finché il protagonista rimane solo sulla scena, spegne la abatjour, si sdraia sul letto e cade a terra. Cala il sipario e il pubblico è in estasi, una standing ovation tutta dedicata al quattro protagonisti indiscussi della serata e grandi figure di rilievo della danza contemporanea.

Questi grandi interpreti hanno messo in luce la danza come mezzo di espressione artistica, non mera esibizione. Un tramite per raccontare e raccontarsi, per far immedesimare e vivere una storia allo spettatore, che così facendo potrà tornare a casa e avere memoria delle emozioni vissute.


Note stampa
Mats Ek, Ana Laguna, Susanne Linke e Dominique Mercy: sono loro, nomi leggendari della danza contemporanea e tutti festosamente “over 60”, i protagonisti di QUARTET GALA a cura di Daniele Cipriani, in scena al Teatro Argentina di Roma, 24 e 25 giugno (ore 21).

In programma due lavori del grande coreografo svedese Mats Ek (70 anni) che lui stesso interpreterà accanto alla danzatrice spagnola Ana Laguna (60 anni), sua musa e compagna di vita: Potato e Memory. Insieme i due sprigionano una possente energia scenica, l’alchimia tra di loro è tangibile. Se Potato è un giocoso dialogo tra due persone che hanno passato quasi tutta la vita insieme, una coppia rodata e affiatata, che tollera reciproche eccentricità con affetto e profonda amicizia, Memory trasporta gli spettatori (all’insegna di un divertito voyeurismo) in un ambiente domestico, quasi da fumetto, dove questa coppia, estrosa e complice, vive la sua quotidianità.
Un’occasione unica, dunque, per assistere all’autobiografia in danza del celebre binomio Ek/Laguna: per rivedere lei, indimenticabile Giselle nella rivisitazione straordinaria che Ek fece del famoso balletto negli anni ’80 (partner anche, in anni recenti, di Mikhail Baryshnikov), e per vedere lui (cosa rarissima) in veste di ballerino. Nessuno meglio di un interprete del teatro danza di Pina Bausch è in grado di dimostrare che anche in un’arte così fisicamente esigente come la danza, l’intensità data dall’esperienza prevale sull’agilità della gioventù. Così il 65enne Dominique Mercy, francese ma forte di quarant’anni trascorsi con il Tanztheater Wuppertal (fin dalla fondazione della mitica compagnia), immergerà il pubblico in piena atmosfera Bausch interpretando l’assolo That Paper Boy.
Non sorprende, visto che è coreografo di questo lavoro acclamato un altro collega del Tanztheater Wuppertal, Pascal Merighi. La quarta artista di questo quartetto d’eccezione è una delle maggiori caposcuola della danza libera tedesca, interprete e creatrice conosciuta in tutto il mondo: dall’alto dei suoi 71 anni, Susanne Linke interpreterà l’assolo A Lost Solo…. With Greeting to Dore (2014) tratto dalla sua versione della Sagra della Primavera, il balletto di Igor Stravinsky che, a un secolo di distanza dal suo burrascoso debutto, continua con la sua prorompente energia ad affascinare il teatro danza.
In questo caso tale energia è veramente esplosiva, trattandosi della danza dell’Eletta, con il suo finale orgasmico e travolgente. Significativo che nel titolo la Linke renda omaggio alla danzatrice/coreografa tedesca Dore Hoyer, una delle grandi soliste dell’Ausdruckstanz, fortemente ispirata da Mary Wigman (come lo è Susanne Linke stessa che studiò con la pioniera della danza espressionista tedesca). Il titolo del lavoro di Ek, Memory, descrive molto bene il senso di questo originale gala perché qui si parla veramente di memoria: non intesa in senso sentimentale o nostalgico, bensì di quella memoria del corpo che assimila i passi, li incarna a livello fisico ed emozionale tramite il meccanismo della ripetizione. Anche dopo anni, quella preziosa memoria rimane nel corpo, seppur in stato dormiente, e basta lo stimolo giusto per richiamarla dalla sua ibernazione. Lo hanno capito molti importanti coreografi di oggi che sempre più frequentemente si rivolgono alla profondità interpretativa dei ballerini maturi, vere miniere d’oro di esperienza, emozioni e sapienza. In passato sarebbe stato raro vedere un ballerino in palcoscenico oltre i 40 anni; oggi, così come le Bond Girl sono splendide cinquantenni, radiose e sicure di sé, anche l’età dei danzatori più interessanti si è alzata.
Perché se è vero che la tecnica del balletto classico si sta spingendo sempre oltre i limiti fisici, favorendo i ballerini più giovani e vigorosi, è altrettanto vero che pure le esigenze interpretative sono aumentate: ed è qui che le carte dei divi più maturi sono vincenti rispetto a quelle dei colleghi più giovani. Che la giovinezza possa essere simbolica quanto reale l’ha capito anche il cinema che, da qualche anno a questa parte, sta dedicando alcune delle sue più belle (vedi anche l’ultimo Festival di Cannes) pellicole a personaggi anagraficamente in là con gli anni ma con un serbatoio di vitalità sempre crescente da condividere con il mondo.
L’arte è un mondo dove a dispetto (o forse proprio in conseguenza) del passare degli anni l’artista ha sempre preziosi talenti e reminiscenze da condividere.
QUARTET GALA, i cui protagonisti costituiscono un legame diretto con i pionieri della danza moderna europea, ne è la riprova e vuole anche essere un’esortazione alla nostra società: anziché escludere ed emarginarli, riscopriamo e risvegliamo dei nostri concittadini ‘diversamente giovani’ quella loro ‘memoria’ impagabile, sempreverde e sempre feconda.

Sempre attento a proporre in Italia i nomi più significativi della danza classica e moderna internazionale, organizzando con loro anche eventi di divulgazione, a corredo del QUARTET GALA Daniele Cipriani invita il pubblica ad un appuntamento immancabile al Teatro di Villa Torlonia (Via Lazzaro Spallanzani, 1a - Roma) il 26 giugno quando Mats Ek sarà il protagonista di un incontro/conferenza; conduce la giornalista Leonetta Bentivoglio.
Inoltre, organizza un workshop con Ana Laguna, Susanne Linke e Dominique Mercy, sempre al Teatro di Villa Torlonia, i giorni 26 - 27 giugno, in collaborazione con Roma Capitale/Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea/Zètema e Danzaeffebi

QUARTET GALA

Mats Ek, Ana Laguna, Susanne Linke, Dominique Mercy
24 -25 giugno .15

Danzatori
Mats Ek, Ana Laguna, Susanne Linke, Dominique Mercy

coreografie
Mats Ek, Susanne Linke, Pascal Merighi

a cura di Daniele Cipriani

orari spettacolo
ore 21.00

biglietti
poltrona 60 euro
palchi di platea, I e II ord 45 euro
palchi III, IV e V ord 30 euro
loggione 20 euro

26 giugno ore 19 - Teatro di Villa Torlonia
Incontro con Mats Ek
conduce Leonetta Bentivoglio
(incontro ad ingresso gratuito
con prenotazione allo 06.0608)
per saperne di più

Produzione Daniele Cipriani Entertainment in collaborazione con Teatro di Roma

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