Rozenn Corbel: riflessioni a passo di danza - Gufetto Magazine

Rozenn Corbel: riflessioni a passo di danza

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Gufetto Mag è fiera di ospitare tra le sue pagine, un’intervista, a cura di Alessia Fortuna (laureata presso l'Accademia Nazionale di Danza di Roma e presso la Sapienza in Teatro e Danza) a Rozenn Corbel danzatrice, attrice, performer e coreografa francese, stabilita in Italia da diversi anni, fondatrice nel febbraio 2007 della compagnia Incontempo (vedi il profilo in fondo).
Chiediamo a Rozenn Corbel un commento sul suo ultimo lavoro "Dentro e fuori dal tempo" e sulle tecniche coreografiche e musicali sperimentate dalla Compagnia: dalle considerazioni sul metodo di Alwin Nikolais a riflessioni sul binomio tra danza e musica e, più in generale, sul ruolo della danza nel mondo contemporaneo.

Alessia Fortuna (AF): Cosa ha fatto suo del metodo di Alwin Nikolais e come esso si interseca con le altre tecniche da lei studiate, nelle sue performance?

Rozenn Corbel (RC): Il metodo del Maestro Alwin Nikolais è estremamente formativo, porta ad una grande consapevolezza del proprio corpo in rapporto con le direzioni, lo spazio, la forma, il tempo, la qualità di movimento, gli oggetti e gli altri (tutti concetti che vengono utilizzati continuamente in qualsiasi forma, stile e tecnica di danza). La parte che ho maggiormente mantenuta è quella laboratoriale : ogni volta che si approccia una nuova tematica, c’è tutto un percorso che prevede, oltre al lavoro tecnico, delle improvvisazioni guidate su l’argomento, poi una composizione collettiva (intesa come una coreografia di gruppo) e in fine un assolo (coreografia singola). Se uno ha la fortuna come me, di aver studiato per anni questo metodo, si arriva ad una conoscenza profonda del proprio io. Insegna ad analizzare, in tutte le sue sfumature, qualsiasi elemento sul quale si desidera elaborare un percorso creativo. Permette di acquisire una metodologia di progettazione.
Avendo studiato, e continuando a farlo, tante altre tecniche di danza moderna e contemporanea e dopo essermi avvicinata anche al teatro comico e al cabaret, posso dire che questo metodo è completamente integrato nel mio linguaggio e anche se rivisitato, fa parte di me.

(AF): Com'è nato il binomio tra danza e musica nelle sue coreografie?

(RC): Avendo vissuto in gran parte la mia infanzia in paesi bagnati da musiche calde e ritmiche, sono sempre stata stimolata ed ispirata da esse. Infatti, non è un caso se collaboro da più di 12 anni con il musicista percussionista Alberto Di Giacomo. Il nostro incontro ci ha condotti ad approfondire il rapporto tra il movimento, la voce (come mezzo melodico, ritmico, recitativo) e le sonorità percussive, da cui si è originata un’interazione tra corpo, stati d’animo, espressività, teatralità e musicalità. Questa ricerca si è concretizzata sia a livello didattico che teatrale. Inoltre, ha permesso al Maestro di comporre le musiche originali delle produzioni della nostra compagnia “Incontempo”.

(AF): Dopo aver viaggiato tra Brasile, Marocco, Senegal e Francia, arriva in Italia e, ad oggi la sua compagnia fa parte del Co.Re, da cosa deriva questa scelta di rimanere in Italia?

(RC): La mia scelta non è affatto artistica ma personale. Ventisette anni fa, sono venuta in Italia per amore, ho costruito e vissuto una convivenza dalla quale è nato un figlio. Una volta separata, non ho voluto che crescesse senza il papa. Avevo anche allora, consolidato una mia vita qui, Parigi non essendo cosi lontana, ho pensato di rimanere. Tante persone mi chiedono “ma che fai qui, perché non torni a Parigi, visto la situazione della cultura e la poca considerazione che si ha dell’Arte contemporanea in questo paese?”

(AF): Nel suo ultimo lavoro “Dentro e fuori dal tempo”, si scontrano/incontrano due realtà rappresentate da una figura giovane e una matura, secondo lei c'è quindi il bisogno di un confronto tra le due oggi? Ci può spiegare la performance alla luce della situazione attuale?

(RC): Il significato di questo mio pensiero può anche non avere una connotazione anagrafica, ognuno di noi, durante il cammino della propria vita, ha incontrato situazioni o persone che ci hanno permesso di maturare e crescere. Nella società odierna, priva di comunicazione e personalità, credo sia necessario aiutare le giovani generazioni a soffermarsi.
Tutto e tutti vengono omologati, tutti vogliono tutto e subito, senza mai soffermarsi ad assaporare, gustare e godere di ogni momento, senza più analizzare e pensare a quello che si è e che si fa.
I bambini e i ragazzi non sanno più inventare giochi, rapportarsi uno con l’altro, non sanno più essere a contatto stretto con la natura in cui spaziare, toccarne i sui elementi e cadere.
In questo mondo, tutto ormai passa tramite e attraverso la velocità, l’elettronica, il web, la rete e i social network ( mezzi comunicativi freddi, virtuali ed impersonali, usati sia al livello lavorativo che di interscambi umani).
Un periodo in cui le persone non si incontrano più, come una volta, vedendoci dal vivo e guardandosi negli occhi, ma comunicando tramite uno schermo, utilizzando per scrivere, non la propria calligrafia, ma lettere prescelte con forme e colori diversi e spesso con un linguaggio abbreviato.
Un momento in cui milioni di persone si iscrivono a pagamento, in siti di incontri per conoscere l’altro sesso e cercare l’amore.
Per la poca comunicazione e il poco tempo dedicato a soffermarsi, si sta perdendo l’utilizzo dei cinque sensi, il contatto con il proprio io e l’altro da se. Stanno crescendo sempre di più malesseri, violenze, bullismo, incomprensioni, ansie, aggressività, suicidi, crimini allargati a famiglie intere.
Tutte queste osservazioni, considerazioni e riflessioni, mi hanno dato maggiore consapevolezza su come viene vissuta questa contemporaneità, facendone parte ma non condividendone tutti i suoi aspetti. Mi hanno anche ispirata per elaborare una scrittura drammaturgica e coreografica.
“Dentro e fuori dal tempo” è una riflessione sul vissuto della contemporaneità attraverso due mondi generazionali, all'inizio separati, che poi si incontreranno.
Una figura giovane che vive questa società, ne fa parte senza contrastarla, con la sua tecnologia, i suoi tempi, valori, linguaggi e modi.
Una figura matura che vive questa società, ne fa parte contrastandola, rifiutandone alcune visioni e non ritrovandosi più nel modo in cui viene vissuta e sperimentata.
Il mondo maturo andrà ad incontrare quello giovane e tenterà di portarlo a se, aiutandolo nella crescita e consapevolezza. Il senso ed il percorso della vita di ognuno di noi.

(AF): Come vede la situazione della danza oggi, in Italia e all'estero?

(RC): Credo che in questo momento storico, nulla di nuovo si stia inventando in ambito artistico. Più che mai, quello che appare nella spettacolarizzazione dell’arte, è la fusione ed interazione di diverse discipline, anche tra loro (danza- musica- teatro- video proiezioni- arti visive).
Il posto dell’Italia, per quanto riguarda l’arte contemporanea, si trova dietro agli altri paesi europei, in quanto le istituzioni non danno i mezzi per il suo sviluppo, la sua conoscenza e crescita. Negli ultimi anni, alcuni paesi vengono riconosciuti come dei fari per la danza contemporanea: l’Olanda, l’Austria, la Germania, la Francia e anche la Spagna. Hanno e continuano a sviluppare la divulgazione, la promozione e la produzione della danza.
L’Italia è un paese ricco di storia e di opere d’arte, ma si adagia sul suo patrimonio, con uno spirito conservatore, che non le permette di andare avanti e di vivere con il suo tempo.
La figura dell’artista non viene riconosciuta. Per il pensiero comune, l’artista non lavora ma si diverte. Se vogliamo davvero un cambiamento, dobbiamo pensare all’insegnamento nella scuola, in tenera età, delle materie artistiche, necessarie e fondamentali alla formazione dell’individuo, e allo sviluppo del suo senso critico.

(AF) Quali consigli darebbe alle nuove generazioni?
(RC): Consiglierei alle nuove generazioni:
Di utilizzare con maggiore criterio le nuove tecnologie e di usarle in modo equilibrato
Di non perdere il contatto con la loro persona e con gli altri.
Di soffermarsi, di prendere il tempo per guardare, sentire, ascoltare, toccare e gustare.
Di approfondire.
Di non omologarsi agli altri, di non avere paura di essere diversi ma al contrario, essere felici di avere personalità.
Di scambiare, confrontare e condividere.
Di avere delle passioni.
Di coltivare una propria sensibilità artistica.
Di leggere, viaggiare, andare a vedere spettacoli, ascoltare concerti, andare al cinema, osservare la gente e la natura.
Di vivere intensamente ed apprezzare tutte queste bellissime cose che procurano emozioni e sensazioni, senza le quali la vita non varrebbe la pena di essere vissuta.
Di andare all’estero a vedere cosa accade, se si vuole intraprendere un mestiere artistico.
Di tornare poi in Italia più ricco, dinamizzando e dando cosi nuovi fermenti a l’arte, rendendo partecipe gli altri e il pubblico del bagaglio acquisito.

Il profilo: chi è Rozenn Corbel

Danzatrice in diverse Compagnie in Francia e Italia, coreografa e performer francese,si è stabilita in Italia da diversi anni. Ha conseguito il diploma di stato francese per l’abilitazione all'insegnamento della danza moderna e contemporanea. Si è formata alla danza a Parigi, con Christine Gérard, pedagoga tra i maggiori esponenti in Francia del metodo Nikolais.
Nel febbraio 2007 fonda la compagnia Incontempo che propone creazioni di danza contemporanea - teatrodanza, approfondendo il rapporto tra il movimento, la voce (come mezzo melodico, ritmico, recitativo) e le sonorità percussive, da cui si è originata un’interazione tra corpo, stati d’animo, espressività, teatralità e musicalità. All’attività di danzatrice, attrice, performer e coreografa, ha affiancato da tanti anni, un intenso impegno didattico in corsi che vanno dalla propedeutica a i livelli avanzati e professionisti per danzatori, attori e la formazione di futuri insegnanti di danza. 


La compagnia Incontempo
Rozenn Corbel ha fondato nel febbraio 2007 la compagnia Incontempo che propone creazioni di danza contemporanea - teatrodanza, approfondendo il rapporto tra il movimento, la voce (come mezzo melodico, ritmico, recitativo) e le sonorità percussive, da cui si è originata un’interazione tra corpo, stati d’animo, espressività, teatralità e musicalità.
Le produzioni, fino ad oggi sono 6. Nel 2013 l’opera “Dentro e fuori dal tempo”, prodotta da Vera Stasi, dal titolo, ottiene da CORE una residenza presso la Scatola dell'Arte, nell'ambito del progetto di promozione della danza finanziato dal MIBAC "Officina COREografica 2013.
Il suo debutto ha avuto luogo il Sabato 9 novembre 2013 al Teatro Del Lido( Casa dei teatri e della drammaturgia contemporanea).
Oltre che in creazioni teatrali, la Compagnia si esibisce in performances realizzabili in luoghi alternativi (musei, gallerie d’arte, ville, concerti, show room, spazi urbani).
Dal 2008 la compagnia è inserita all'interno del Co.Re. (Coordinamento Regionale Danza Contemporanea e arti performativi del Lazio).

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