Intervista a Mauro Corona - Gufetto Magazine

Intervista a Mauro Corona

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Ho intervistato Mauro Corona, autore friulano che ha recentemente pubblicato con Mondadori "l'ombra del bastone"; è stata una bellissima intervista, una chiacchierata densa di insegnamenti, citazioni, pillole di saggezza sulle quali forse, come ci consiglia lui stesso, bisognerebbe fermarsi e riflettere.

In realtà l'idea di intervistarlo mi è venuta a seguito della vicenda TAV, perchè secondo me, solo una persona come Corona che vive e ama la montagna, la natura, poteva farmi capire il significato di equilibrio, rispetto, radici che il contatto stesso con essa trasmette. Proprio un parere sul problema della TAV in Val di Susa è stata la mia prima domanda:

- Il problema principale è che il motto di oggi è "correre", dobbiamo avere "l'alta velocità ", "l'alto conto in banca", "la corsa ai regali"....perchè si deve correre? Per andare dove? Verso la morte... . bisogna riscoprire la serenità di aspettare. Era un po' anche il motto di Pessoa, sedersi sulla soglia di casa e guardare, riappropriarsi della propria vita, lo insegna anche Sten Nadolny in "La scoperta della lentezza"... oggi invece si deve lavorare anche il sabato, fare straordinari per guadagnare di più...dovremo invece fermarci, riappropriarci appunto del nostro tempo libero, leggere, dedicarsi ad attività sane. Anche i bambini dovrebbero essere educati a disinteressarsi al denaro.

 

 

- Perchè la gente è ancora poco sensibile ai problemi che riguardano la natura ? Cosa dovrebbe fare per riscoprirne il valore?

Nei miei libri non ci sono Notai, Avvocati, Banche, c'è il formaggio, il pane, il cielo, l'acqua, il ghiaccio, l'erba....c'è la natura....c'è Dio! Dove vivo io c'è una strada del 1901 che vedeva una carrozza ogni dieci mesi, oggi purtroppo vede decine di tir al giorno perchè i politicanti, coloro che voti per rappresentarti e poi invece ti bastonano, devono svuotare i letti dei fiumi, dei laghi per prelevare e vendere la ghiaia (oro bianco di queste parti). Anche in questo caso si deve distruggere la natura per fare soldi...In cambio a noi non resta nulla, neanche quel briciolo di benessere in più: I nostri ragazzi, per andare a scuola si devono alzare alle quattro o cinque della mattina (con temperature che l'inverno scendono molto al di sotto dello zero) per prendere un autobus sgangherato che li porta a Longherone e di li prendere un'altro mezzo per raggiungere la scuola... .Con questo non voglio schierarmi ne da una parte ne dall'altra, io le mie denunce le faccio attraverso la scrittura.

 

 

- Qual'è la cosa più bella che le ha regalato la natura?

La pace, la serenità ; sono una persona molto inquieta, ho paura della morte, del futuro... queste cose le dimentico quando vado a farmi una cima (scalata) perché non penso più a nulla, mi aiuta a creare le mie cose, la fatica, lo sforzo mi procurano le idee.

 

 

- Nel suo romanzo "L'ombra del bastone" cerca di riappropriarsi delle radici, della storia di Erto, cosa è cambiato oggi nel suo paese?

Era una comunità che viveva così come l'ho raccontata nel romanzo. Non c'è nulla di peggio che l'evoluzione tecnologica propinata al montanaro che non è pronto ad accoglierla perchè ha sempre utilizzato mezzi tradizionali. Magari vedi gente che non ha letto un libro ma che ha tutta la tecnologia disponibile. Ad esempio sento tanti ragazzi che arrivano con le macchine e la musica a tutto volume, ma se gli chiedi cosa ascolta neanche lo sa, non sa cosa significa, c'è sempre questo desiderio di emulare il ragazzo della città , senza però avere le basi per farlo. Come dice Borges, bisogna sempre mantenere un piede nel passato.

 

 

- Cosa è rimasto invece?

Solo lo sguardo degli occhi. Il vecchio paese è abbandonato, 700 anni di storia lasciati al totale abbandono a crollare sotto gli occhi di tutti, c'è la storia, ma non la gente. Io sarei dell'idea di recuperare e regalare all'Italia intera questo paese, aprire un'università , magari di Geologia visto che la nostra zona ha conosciuto il disastro geologico più grande del pianeta (Vajont n.d.r) quindi di cose da studiare ce ne sarebbero...oppure il comune potrebbe risistemare le case e affittarle... sarebbe davvero utile per tutti recuperare e far rivivere con il paese, la nostra storia.

 

 

- La sua giornata tipo...

Mi alzo alle quattro di mattina, cammino, leggo, vado in osteria, mi incontro con gli altri boscaioli, scolpisco, ultimamente tra l'altro, ho finito di scolpire una madonna per una signora...ecco...io penso che la vita sia come una scultura, bisogna togliere per apprezzare...non accumulare, altrimenti si generano ansie per mantenere e difendere quello che si ha...siamo diventati oggetti pensanti succubi degli oggetti; a me basta un pasto al giorno, un litro di vino e tempo libero per scrivere, leggere, scolpire... .

 

 

-Tre libri da leggere...

"la pioggia gialla" di Julio Llamazares - Einaudi

"L'ussaro sul tetto" Jean Jiono e comunque tutti i suoi libri "angelo", "il serpente di stelle", "Collina", "L'uomo che piantava gli alberi"...

"La compagnia" di Bartley - Feltrinelli.

 

 

Quando potremo leggere un altro suo libro...?

Ne ho già pronti.... c'è il seguito di Neve,la bambina che non sentiva il freddo, ho un romanzo-racconto, nel quale prendo le quattro strade di Erto vecchia e ripercorro le loro storie, in ogni stagione....; un'ultima cosa, il Gufo è il mio animale preferito,sempre presente nei miei romanzi, sulle copertine... (non può che farci davvero piacere n.d.r).

 

 

Con la promessa di andarlo a trovare a Erto, vedere le sue sculture e chiacchierare davanti ad un bel bicchiere di vino, si chiude l'intervista, una bella intervista che sa di saggezza, esperienza e che fa respirare l'aria, la semplicità e genuinità delle sue montagne!

Grazie Mauro, al tuo prossimo libro!

 

 

Intervista di Danilo Montaldo

del 22/12/2005

Thanks to: Costanza Elmi uff. stampa Mondadori; Mauro Corona.

Su internet: http://www.dispersoneiboschi.it

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