Cinzia Tani ci parla di Sole e Ombra - Gufetto Magazine

Cinzia Tani ci parla di Sole e Ombra

  • Stampa

Abbiamo intervistato Cinzia Tani, amica di Gufetto e scrittrice, giornalista, conduttrice televisiva e radiofonica, che con la sua dolcezza e bravura ha conquistato il pubblico. Il suo ultimo romanzo Sole e ombra Mondadori 2007, è finalista al premio Campiello. Ci ha raccontato come è nata questa storia e quali sono i suoi prossimi progetti.

 

 

Nella stesura di Sole ed ombra è nata prima l'idea della storia d'amore o quella di raccontare in modo diverso ed originale la guerra civile spagnola ?

 

Assolutamente la guerra. Perché la guerra civile spagnola è stata la più feroce e spietata guerra del Novecento. Antoine de Saint Exypery scrisse: Una guerra civile non è una guerra ma una malattia. Il nemico è all’interno, e si finisce per combattere contro se stessi. Il 18 luglio 1936 la popolazione spagnola si spaccò in due e in poco tempo fratelli combatterono contro fratelli, amici contro amici, figli contro genitori. Purtroppo questo conflitto, considerato la prova generale della seconda guerra mondiale, è poco conosciuto dai ragazzi italiani e anche da molti adulti...

Poi ho creato l’intreccio basato su sentimenti forti, intensi. L’amizia per cu si è disposti anche a sacrificare la vita e l’amore quello vero, quello che sa aspettare...

 

Per Sole e Ombra hai fatto un grosso lavoro di ricerca storica per la quale hai girato la Spagna alla ricerca di testimonianze, documenti... .

 

Naturalmente ci sono stati libri e film che mi hanno ispirata: da Hemingway e il suo Per chi suona la campana, a George Orwell di Omaggio alla Catalogna, da Javier Cercas e il suo I soldati di Salamina di Cercas, a Terra e Libertà di Ken Loach, i libri di Arthur Koestler, i racconti di Giorgio Bassani oltre a tanti libri di saggistica, biografie, romanzi spagnoli, francesi, inglesi. E poi sono cominciati i lunghi sopralluoghi, meticolosi. In Spagna, soprattutto a Barcellona, Madrid e nella Mancha-Castilla, a Talavera de la Reina dove nasce Nina, la mia protagonista. Talavera l’ho scelta dopo aver letto il libro di Harry Collins e Dominique Lapierre “Alle cinque della sera” in cui ho scelto l’episodio della morte del torero Joselito che viene ucciso dal toro Bailador il 16 maggio 1920 a Talavera de la Reina, una cittadina a ottanta chilometri da Madrid. Poi c’è l’Italia di Ferrara dove nasce il mio protagonista maschile: Michele.

 

La Spagna della rapida modernizzazione di cui tanto si parla, come è apparsa ai tuoi occhi ?

 

Meravigliosa, stupefacente. Conosco bene la Spagna. Ci sono andata la prima volta tanti anni fa ed era un paese totalmente diverso. Ora si respira energia, progettualità, forza, dinamismo, modernità, coraggio, grandi idee, laicità. Grande, grandissimo paese.

 

In quella guerra, per la libertà della spagna, parteciparono (e persero la vita) migliaia di volontari provenienti da tutta europa; 30 anni dopo, gli anni 60 videro un'altra dilagante forma di lotta per la libertà e per i diritti. Oggi invece assistiamo ad un torpore di massa dove i giovani che dovrebbero essere i primi a ribellarsi ad un sistema marcio e consumato, invece si chiudono in se stessi. Cosa c'è che non va secondo te? manca la voglia di libertà o c'è troppo individualismo?

 

In quella guerra si è verifiato un fenomeno unico, giovani di 52 paesi diversi, riuniti nelle Brigate Internazionali, sono corsi in Spagna lasciando famiglie, compagni, amici, figli per combattere per la libertà di un paese che non era il loro. Qualcosa di inimmaginabile oggi dove impera l’individualismo più acceso, dove i giovani pensano solo ad affermarsi in modo facile e indolore. Respingono la fatica, l’impegno, la sofferenza. Vivono un miraggio di successo e denaro proposto dai media e dimenticano cosa è veramente la vita. Fortunatamente ci sono le eccezioni e sono poi quei ragazzi che sicuramente prima o poi emergeranno perchè affrontano la salita ben equipaggiati, sapendo a cosa vanno incontro e sapendo soprattutto che la meta è lontana ed è faticoso raggiungerla. Ma poi pianteranno la loro bandierina sulla cima.

 

Dopo il successo di vendite, Sole ed ombra è arrivato in finale al Campiello. Era nell’aria o è stata una sorpresa?

 

Il Campiello è sempre una sorpresa perché è un premio serio dove la giuria tecnica discute pubblicamente a Padova dei libri e dove i finalisti vengono affidati a una giuria di trecento lettori anonimi. E’ stata una bellissima sorpresa.

 

Naturalmente incrociamo le dita e tifiamo per la tua vittoria; dopo il Campiello cosa ti aspetta? una vacanza, il lavoro per un altro libro…

 

Dopo una lunga tournée per l’Italia con il libro fino agli ultimi giorni di luglio, andrò in vacanza. Un mese rigorosamente da sola, come ogni anno. Quest’anno andrò in Norvegia e poi a Baden Baden. Da lì tornerò a Venezia dove il 30 sera si svolgerà la cerimonia del Campiello al teatro la Fenice. Ma sto già lavorando moltissimo al prossimo libro che devo consegnare a novembre perché esca a Marzo. Si tratta di un romanzo come piacciono a me, con un forte intreccio, ritmo, personaggi molto costruiti, sentimenti forti. Tutto questo sullo sfondo dello stupefacente mondo di Federico II di Svevia.

 

 

Intervista di: Danilo Montaldo
Mentre aspettiamo e ci auguriamo la vittoria di Cinzia al Campiello 2008, la ringraziamo per la disponibilità, gentilezza e simpatia che ci ha sempre dimostrato.

Joomla SEF URLs by Artio
seguici su Facebook
seguici su Linkedin
seguici su Google +
seguici su Pinterest
seguici su Twitter