Berarda Del Vecchio racconta "Mi tengo le curve" - Gufetto Magazine

Berarda Del Vecchio racconta "Mi tengo le curve"

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L'adorazione del piede, Sdraiami (entrambi per Castelvecchi Editore), Berarda Del Vecchio sforna un altro libro: Mi tengo le curve edito da Rizzoli. Prima di partire con il suo amore per Stoccolma, si concede quattro chiacchiere con Gufetto...
Berarda, siamo alla tua terza fatica letteraria! Se nella precedente eri alla ricerca degli uomini con la “U maiuscola”, questa volta i ruoli sono inversi!

Sì, questa volta la protagonista è alla ricerca delle Vere Donne, quelle che riescono ad essere speciali anche essendo normali, quelle che sanno conciliare il loro lato più femminile con la tanto conquistata emancipazione, quelle, insomma, che sono Donne tanto alle 7 del mattino con la riga del cuscino ancora stampata sul viso che con uno scintillante vestito a una serata di gala.

E' bello il ruolo della nonna che in qualche modo porta con se valori e modi di fare di un tempo passato. Questa generazione secondo te dovrebbe tornare un pò indietro ai modelli e alla cultura di una volta per riscoprire il piacere di stare con qualcuno?

Sviluppare il personaggio della nonna è stata la parte più divertente e stimolante dello scrivere questo libro. E’ un personaggio chiave senza il quale la protagonista non riuscirebbe mai a trovare una sorta di equilibrio fra il suo essere se stessa in tuta, ciabatte e mollettone in testa e il suo voler ancora apparire sensuale e attraente per il suo uomo. Le vecchie perle di saggezza di una volta sono come quell’ingrediente segreto che dona alla ricetta un gusto tutto particolare: proprio come per i sufflè anche le relazioni hanno bisogno di quel pizzico in più, magari dato sottoforma di consiglio, per non afflosciarsi sul più bello…

Secondo te oggi si sono invertiti i ruoli, ovvero gli uomini sono molto più curati ed hanno perso la mascolinità, le donne viceversa hanno perso la femminilità?

Ultimamente si dice che stia tornando di moda il Vero Uomo, quello che non deve chiedere mai… Sinceramente io, invece, vedo solo ragazzi con le sopracciglia ad ali di gabbiano, centri estetici sempre più frequentati dal sesso “forte” e ragazzi che si ammirano tanto negli specchietti retrovisori come nelle vetrine dei negozi, se non addirittura in ascensore molto di più di quanto facciamo noi ragazze.

Quanto a noi donne, a furia di sentirci dire che dovevamo “tirar fuori le palle” forse alla fine abbiamo davvero esagerato. Chi di noi metterebbe mai una gonna a ruota per andare in ufficio? Nessuna. Come se l’essere femminili pregiudicasse il nostro modo di lavorare. Credo che ormai la vera emancipazione sia quella di riuscire a trovare il giusto equilibrio fra lo stiletto delle fashioniste e l’indipendenza delle femministe.

Augurandoti di "triplicare" il successo dei primi due libri, che estate ti aspetta?

Un’estate fatta di traslochi. Inizierò a vivere fra Roma e Stoccolma. Ma una “Vera Donna” è in grado di conciliare trasferimenti amorosi e promozioni libraie. Almeno credo…

Il libro che porterai in valigia?

La raccolta dei tre romanzi delle sorelle Brontë. Rimango sempre una gran romanticona…

Intervista di Danilo Montaldo


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