L'Anatema di Zos presentato a Roma - Gufetto Magazine

L'Anatema di Zos presentato a Roma

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La presentazione di ieri dell’Anatema di Zos (Coniglio Editore) presso la libreria Aseq in via dei Sediari a Roma è stata assolutamente imperdibile. In un venerdì 17 piovoso e con scioperi dei mezzi, siamo comunque riusciti ad essere presenti e a scambiare quattro chiacchiere sull’autore.La presentazione del “L’anatema di Zos” ha avuto un doppio ruolo: è riuscita a chiarire molti punti del testo e soprattutto a farci scoprire l’autore Austin Osman Spare attraverso le voci dei due relatori Valerio Mattioli* e Roberto Migliussi*.
Ma chi era Spare?
“Talento precoce (a 16 anni era già uno dei migliori talenti artistici dell'epoca) e precoce oblio. Soprattutto una profonda frattura con la Londra dell'epoca, icona di un mondo ipocrita in cui lui non si riconosceva, che lasciò per Brixton dove conviveva con ladri e puttane nell'indigenza assoluta senza scendere a patti con la società. Divenne seguace di mrs. Patterson, una megera semi analfabeta sedicente erede delle streghe di Salem, inventrice di una stregoneria rivisitata” ci dice Mattioli.


Spare però (grazie anche a gruppi di letterati) è sopravvissuto al suo oblio e Migliussi ce lo conferma: “Nel '70 fu riscoperto dalle sottoculture utopiche (insieme a Crowley), fu considerato un outsider e mitizzato proprio per questo, secondo Alan Moore, inventore della caos magic, Spare era più originale di Crowley, era personaggio fuori dalle righe come William Blake la sua magia rivoluzionaria lo collocava ai margini e non simpatizzò mai col potere destrorso - nè con altri- (come invece fece Crowley) al punto che quando Hitler gli chiese un ritratto, lui rispose apostrofandolo: "Signor Hitler, se lei è un superuomo, allora io sono contento di essere una scimmia"

Ma quale era la sua la sua filosofia di vita? Il suo modo di vivere la ricerca intellettuale e spirituale?

“Era un antiautoritarista anti-dottrinale, la sua filosofia si basava su un percorso di ricerca spirituale
assolutamente personale, non facile, ma dolorosa e sfuggente da ogni forma di proselitismo che puntasse a indicare soluzioni buone per tutti il suo iter rimarcava le sue ispirazioni taoiste, e mutuava alcuni concetti dallo strutturalismo di Derrida e dalla programmazione neurolinguistica.” E continua: “ Aveva un'impostazione gnostica che gli faceva affermare "io sono io", ossia il concetto di accettazione del sè
prospettava una divisione fra kia (eterna possibilità) e zos (incarnazione che interagisce con la realtà, che punta alla realizzazione di desideri preorditi e non basati sul volere estemporaneo)”

Un momento di pura sperimentazione e repêchage letterario che consigliamo a tutti di vivere con la lettura della bella edizione proposta dalla Coniglio Editore.


Articolo di Enrica Murru e Alex Pietrogiacomi


*Roberto Migliussi
poeta, musicista, artista postale e pittore, è laureato in Letteratura, specializzato in Storia del Rinascimento e in Storia del Sud America nel XVI secolo. Il suo interesse per la magia lo ha portato a pubblicare privatamente le opere di Austin Osman Spare e di altri autori tra cui Kenneth Grant, Gavin Semple

*Valerio Mattioli
giornalista per il quotidiano Liberazione, per il magazine di Repubblica XL. Redattore di Blow Up, cura la rubrica su musica e nuovi media “Allcrackedmedias”

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