Intervista a Barbara Alberti - Gufetto Magazine

Intervista a Barbara Alberti

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Barbara Alberti è in assoluto una delle donne più incredibili che abbia potuto conoscere nella mia vita. Completamente priva di qualsiasi anoressia energetica è un ciclone di vita, intelligenza e ironia.


Barbara nel suo ultimo “Letture da treno” (Edizioni Nottetempo), parla, analizza, ci presenta grandi classici della letteratura internazionali con il suo charme narrativo inconfondibile.
Proprio da quest’ultima prova letteraria nasce un’intervista sui generis in cui le domande non le faccio soltanto io.




• Come è nato il tuo libro? Da quale esigenza?

Dalla mia esigenza primaria, quella di ridere. E dalla mancanza di memoria (che non credo sia un caso, ma una colpa: della disattenzione, della superficialità, dell’idolatria dell’istante). Quando leggo un libro faccio una scheda, un libero commento. Ho gli armadi pieni di note sulla letteratura. Che sono anche una rivolta alle scempiaggini delle “terze pagine”. Un rapporto personalissimo, insolente e innamorato con i classici. Un rapporto stretto con i personaggi che sono amici, nemici, amanti, carnefici.

• Dove comincia il viaggio? Alla stazione di partenza o a quella d’arrivo?

Comincia durante- in ogni istante- comincia “prima”- quando “ti senti” in viaggio. Puoi essere dovunque. Mi viene in mente una scena di “Capricci”, un film di Carmelo Bene- dove c’è un vecchio che sta a cavallo del water come su un cavalluccio di legno o su un ippogrifo, e dice in puro salentino (che non so ripetere, così traduco): “Non essere geloso, non essere geloso, prendi un treno e vieni a Londra con me”.

È successa una cosa strana: dopo che ho pubblicato la recensione del tuo libro mi sono arrivate delle mail con delle domande per te. Te le giro.

1. (In coro) Froci a chi??? Insolente dama! Ancora vuol fare la femminista? Ancora ce n’è bisogno? I tre (anzi quattro) moschettieri


Sapeste quanto mi annoia anche solo la parola, “femminista”! Credevo che certe conquiste di civiltà fossero per sempre, e non solo per quanto riguarda le donne: sfruttamento sul lavoro, razzismo…Macchè: il dna non trasmette la democrazia, bisogna ricominciare daccapo ogni volta. Forse a voi, che vivete in un sovramondo letterario è sfuggito qualcosa: che qui, tanta tecnologia tanto progresso, ma stiamo tornando alla clava. Guai ai disarmati. Che siano vecchi, donne, bambini, poveri, stranieri. Purtroppo bisogna avere il coraggio di tornare ad essere noiosi, e ripetere all’infinito Nati non fummo a viver come bruti…

2. La morte può essere noiosa? Jacopo

La sua, sì. Ma non più della sua vita. E non meno del suo libro.

3. Di mostri, bestie e dei ne ho incontrati nel mio peregrinare. Sono stato trasformato, ma non in un bove con le gambe. Tradire è dunque la giusta via di fuga dall’egoismo umano? Nessuno

Non mi faccia il moralista, la prego: vuole offendere la sua leggenda di grande esploratore, di eroe della conoscenza? E non mi faccia il filosofo, lei che è un vitalista, e un furbo (il contrario del pensiero). Quando parla di tradire immagino si riferisca ai tradimenti di Penelope: perché i suoi, caro Qualcuno, se non sbaglio, li chiamerebbe esperienze.

4. Señora, sono molto felice del racconto che ha scritto su di me e volevo chiederle se c’è ancora spazio per i sogni e soprattutto se il prendere in spalla quelli degli altri è coraggio o incoscienza. Suo Sancho


E’ trasfigurazione, è una facoltà, divina, è arte- è doppia tenerezza.

Ecco, sai comunque mi premeva farti avere anche un “confronto”. Torniamo a te e a noi.

• Ho un piccolo problema: tra metrosexual e cloni di Sex & the City non so più se provarci, con chi provarci o se è meglio l’onanismo. Ma cos’è successo ai “ruoli” sessuali e all’amore?

Boh.

• Comunicazione e incontri ormai avvengono per mezzo di Facebook, piattaforme on line, chat. Si può ancora parlare di relazioni pericolose?

Magari!
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• Da anni cerchi la scomunica. Ma quante ancora ne dovrai combinare prima di riceverla?

Ho perso ogni speranza. Se non è bastato ripubblicare “Vangelo secondo Maria “ (con Castelvecchi), dove la Madonna rifiuta la maternità divina, e Gesù non nasce, ho paura che questo onore la Chiesa non me lo farà mai.

• Cos’è la religione oggi? Stato, potere, denaro o una croce di legno?

La Chiesa cattolica è una multinazionale. Altro è il rapporto che si ha col sacro, che riguarda ognuno intimamente, sia che si creda in dio oppure no.
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Per terminare ti lascio questa petizione sempre ricevuta nella mia casella e-mail: “A nome di tutti gli scrittori vilipendiati nel suo libello, io Alexandre Dumas in qualità di portavoce del gruppo “Gli dei incompresi dall’Alberti” le porgo la seguente domanda: Ma un po’ di caz*** suoi no?!”

Eh anche troppi, caro Alexandre, anche troppi.

Intervista di Alex Pietrogiacomi

Ringrazio Barbara Alberti per l’ironica disponibilità.

Ringrazio Alex Pietrogiacomi per le numerose incarnazioni che ha messo in atto in una pagina.




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