Intervista a Marco Abundo autore di Stai con me - Gufetto Magazine

Intervista a Marco Abundo autore di Stai con me

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Marco Abundo, studente di Ingegneria presso l’Università di Tor Vergata (RM) ha appena pubblicato il suo nuovo libro: Reset”.

Conosciamolo insieme in questa chiacchierata!

Caro Marco, innanzi tutto grazie per aver accettato di scambiare quattro chiacchiere con "Il Gufetto".

Grazie a voi! Per me è la prima volta e mi fa moltopiacere!

Una domanda a bruciapelo: Chi è Marco scrittore?

Artigiano. Marco è un artigiano della scrittura. Cerco di trovare forme di espressione semplici e basilari.

Quand'è nata la passione per la scrittura?

Avevo quattordici o quindici anni. E' nata come esigenza. Non è stata una riflessione studiata a portarmi alla scrittura. E' stato un processo naturale, un'esigenza,
l'istinto. Una delle persone più influenti nella mia vita è mia nonna. Grazie a lei il germoglio dello scrivere è nato e cresciuto. Lei mi ha sostenuto durante i concorsi e
da lei ho la possibilità di scrivere.

Rispetto agli influssi letterari, invece, che cosa ci dici?

Amo molto la letteratura. Cerco di imparare leggendo. In realtà il mio rapporto con i libri è diversificato: da una parte assorbo e mi lascio invadere dal libro, dall'altra
prendo in prestito degli elementi e mi esercito ad inserirli nei miei scritti quasi fossero citazioni. Scrivendo "Reset" mi sono ispirato in particolare a "Soffocare" di Chuck
Palahniuck e ai testi di Banana Yoshimoto. Amo molto il Giappone e le sue arti.

"Reset", la svolta, il cambiamento. Il momento precedente l'azione. Come mai questa scelta?

Volevo focalizzarmi sul percorso interiore che porta una persona a comprendere di essere malato, di aver bisogno d'aiuto e di non avere molte speranze davanti a sè. Non ho risposte univoche da dare, nemmeno una strada specifica da indicare.

L'ispirazione per le tue storie?

Esperienze di vita, l'osservazione e l'ascolto di quelle altrui.

In "Reset" tratti temi molto forti: la dipendenza da droga, l'incomunicabilità nella coppia, le esperienze sessuali al limite, la malattia mentale, una figura genitoriale transgender. Hai mai temuto il giudizio della tua famiglia mentre scrivevi scene molto forti legate al sesso o nell'uso di un vocabolario particolarmente crudo, talvolta?

"Reset" è nato in modalità confuse, poi ha preso vita con coerenza. Mi venivano in mente scene e le scrivevo. In un secondo momento ho riorganizzato il lavoro. Si, talvolta mi interrogato sulle licenze che mi concedevo scrivendo, ma poi ho semplicemente seguito l'istinto, il mio gusto e la voglia di non limitare la mia espressione. La mia famiglia ha capito che dietro ogni mio libro c'è un percorso di crescita. Se l'avessero rifiutato, se fossero venuti a dirmi: "Non devi scrivere questo!" sarebbe stato come se avessero rifiutato me, ciò che sono. "Reset" non è un romanzo autobiografico, è una riflessione sulla vita.

Qual è la soddisfazione più grande che hai ottenuto sino a qui?

Il fatto che mio fratello abbia apprezzato il mio libro. Ci tengo molto a lui e alla sua opinione.

Dove possiamo reperire il tuo libro?

E' possibile ordinarlo tramite internet sui siti www.ibs.it, www.deastore.com e www.unilibro.it oppure tramite l'Editore Unviersitalia.

Grazie Marco! E' stato un piacere parlare insieme! Un'ultima domanda prima di lasciarti andare: programmi letterari futuri?


(Marco ridacchia) La tesi!!!

Intervista di: Carolina Venturini e Ilaria Galli

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