Intervista ad Alessandra Gambetti (Lantana Editore) - Gufetto Magazine

Intervista ad Alessandra Gambetti (Lantana Editore)

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Lantana (www.lantanaeditore.com) è una nuova casa editrice a Roma, che prende le mosse da un’esperienza maturata nel corso degli anni proprio nell’editoria capitolina.

La linea editoriale è molto semplice: ricercare una tensione vitale.

Ne abbiamo parlato con la direttrice editoriale Alessandra Gambetti.

 

Come nasce Lantana e perché?

È una domanda alla quale mi è difficile rispondere con una motivazione unica. Quello di Lantana è un progetto che per certi versi si è imposto da solo: il desiderio di costruire qualcosa ha avuto la meglio su tutto ciò che può “remare contro” iniziative di questo tipo, non solo sulle varie “profezie di sventura”, ma anche su dubbi e resistenze personali.

Nasce inizialmente come progetto comune a un gruppo piuttosto eterogeneo di persone, alcune impegnate in altri campi professionali, che mi hanno seguito e dato fiducia permettendomi di lavorare per un anno alla progettazione delle collane, alla definizione degli aspetti distributivi, alla creazione dell’immagine grafica e alla ricerca dei titoli.

Insieme a questa libertà (e proprio per il fatto di lavorare in completa autonomia e indipendenza) è cresciuto il bisogno di confrontarci senza illusioni con la durezza di un mercato, che sappiamo in partenza essere chiuso verso i nuovi editori   

 

Quali sono le radici dei vostri libri?

Le radici … È il caso di dirlo, la lantana è una pianta! Anche se il nome della casa editrice inizialmente è stato ispirato dal film di Ray Lawrence, Lantana appunto. Penso che la radice stia nella ricerca tra le pagine di una tensione vitale, creativa, sia di natura narrativa sia intellettuale. E quindi la ricerca dell’opinione non omologata, il gusto del paradosso e dell’approfondimento. Non fermarsi alle apparenze. Poi c’è una radice insita nel lavoro quotidiano, e che risiede nel concetto di cura, anche questo se vuoi mutuato dal mondo naturale, e che si traduce nell’attenzione costante a processi, alle relazioni, alla condivisione di un percorso che nel fare i libri è sempre comune.

 

Che tipo di lettore cercate?

Un lettore che sente, in maniera più o meno consapevole, che la lettura ha virtù terapeutiche, favorisce la crescita personale, e che un libro è qualcosa di più di un oggetto. Un lettore che sa che nei libri c’è un territorio di libertà che sta anche a lui preservare attraverso le sue scelte. Che ama pensare a quel certo libro che lo aspetta sul comodino come a una buona conclusione della giornata.

 

Qual è lo scrittore che amate proporre? Come scegliete gli autori?

Tra le nostre proposte figurano autrici e autori di età e provenienza diverse: Alicia Steimberg, nata a Buenos Aires nel 1933, firma il nostro libro di esordio con Musica e orologi, un piccolo classico della letteratura argentina. Ci sono esordienti o semiesordienti italiani: Federica Tuzi e Maurizio Cotrona i primi due, diversissimi l’uno dall’altro nella scelte narrative, ma entrambi innovativi nella loro lettura del mondo. E poi recuperi come Il tutù, romanzo della misteriosa Principessa Saffo, scritto nel 1891 dai tratti così moderni e dissacranti da aver anticipato il surrealismo. Le Memorie psichedeliche di Peter Weissman, che ha impiegato tre decenni per ricostruire in ogni dettaglio un anno, il 1967, vissuto «lisergicamente». C’è un tratto in comune a tutti: l’intelligenza e l’ironia. Ci piace far sorridere.

 

Quali sono i temi delle collane e quali le collane?

Le collane sono attualmente due: le stelle, di narrativa, e gazometro, di saggi. A partire da marzo sia aggiungerà lantana.doc, una serie di dvd + libro, «galleria di ritratti» in video di artisti e personaggi del mondo della cultura e dell’arte. Primo della serie: Una storia da ridere, videointervista a Mario Monicelli.  A maggio invece lanceremo lantana jr, una collana per giovanissimi, con l’esilarante serie dei Floods, sorta di famiglia Addams in chiave contemporanea e fricchettona.

 

Roma è ancora fervida editorialmente?

Penso che Roma sia una città viva dal punta di vista editoriale, e che ospiti editrici e editori a cui guardare con attenzione: E/O, minimum fax, nottetempo, Fazi, Fandango, Cavallo di Ferro, Gallucci.

Trovo interessante il fatto che perseguano scelte molto interne al loro progetto, senza tradire le linee di partenza: non danno l’impressione di “inseguire” il mercato, o se lo fanno sono in grado di mantenere un equilibrio. Inoltre, intendendo l’editoria in un senso più ampio, molti autrici e autori vivono a Roma e traggono da questa città le immagini e le atmosfere giuste per la loro scrittura.

 

Cosa funziona e cosa non nell'editoria italiana?

Penso che dobbiamo capirci sul concetto di «funzionare»: non credo che equivalga per forza a «vendere». E, lo accennavo prima, «inseguire» la tendenza o lo scoop dell’ultima ora, sfruttare fino all’osso un filone, questo alla lunga non funziona.

 

Cosa ne pensate della rivoluzione E-Book?

Tutto il bene possibile, nella misura  in cui ci offre possibilità in più di affrancarci da un mercato monopolista.

 

Leggete Lantana perché …

… è una bella storia.

 

Quattro chiacchiere di Alex Pietrogiacomi

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