Vienimi nel cuore. Intervista a Micol Beltramini - Gufetto Magazine

Vienimi nel cuore. Intervista a Micol Beltramini

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Micol Beltramini sbarca in Mondadori con VIENIMI NEL CUORE, libro che verrà presentato il 15 Marzo alle 18:00 alla FNAC di Milano, un compendio di cuore, testa e ironia.

Parliamone con Micol …

 

Come nasce Vienimi nel cuore?
Nasce sei anni fa, come una piccola raccolta di racconti uscita per Coniglio Editore. Il titolo, secondo l'editor, doveva essere "Terza misura e stanno su da sole". Mi sono scervellata per trovare un titolo migliore. L'ho trovato.

Un game book il tuo. Da come si può interagire con esso. Come è nata l’idea di questi segnali legati ai capitoli?

I librigame erano una mia passione di quando ero piccola. In questo caso però l'idea è più vicina a quella delle tag di un blog. La noticina iniziale riassume abbastanza bene il concetto:

Fammi indovinare: hai appena aperto questo libro e ti stai domandando se valga la pena di leggerlo. Credimi: hai tutta la mia comprensione.
È anche vero che essendone l'autrice risulterei poco credibile se ti dicessi sì, porco cane, compralo, leggilo, regalalo agli amici e tutto il resto – per cui credo che tenterò un'altra strada, forse meno persuasiva ma, mi pare, più sincera.
Avrai notato che quasi ogni pagina riporta a margine uno o più piccoli “cartelli segnaletici”. Il motivo per cui sono là è che mi capita spesso di lanciarmi in brevi e appassionate arringhe che di norma – per tua fortuna – si esauriscono in una o due pagine al massimo. In fondo al libro, alla voce Indice Tematico, trovi un elenco dei miei cavalli di battaglia, messo in piedi con amore da me e dai miei due angeli editor (ciao Giulia, ciao Marilena).
Ora, siccome trecento pagine sono un investimento di tempo notevole, prima di iniziare a leggere ti propongo una specie di gioco: scegliti un titolo tra quelli dell'indice e vai a cercare il paragrafo che
corrisponde al suo “segnale”. Se ti fa schifo metti giù il libro, altrimenti ci riprovi. E così via. Fino a che non sei convinto del tutto.

Il titolo è vagamente provocatore, tu ti senti una provocatrice?

Può darsi, ma non espressamente sul piano sessuale, a meno che non lo desideri.

Sesso, amore, indipendenza, famiglia. A cosa potresti rinunciare e a cosa non?
Non potrei assolutamente rinunciare all'indipendenza e a un certo senso di casa e di amore, che non è legato alla coppia o non necessariamente.

Nel tuo collage narrativo c’è anche tanta musica e cinema. Le persone hanno smesso di interessarsi a questi piaceri?

Sicuramente lo fanno in modo diverso, anche per colpa di internet. Personalmente musica, cinema, fumetti e libri mi hanno cambiato la vita in un milione di modi: non potevano non avere un ruolo centrale in questo libro.

Sei al quinto libro. Cosa è cambiato in Micol e nel suo modo di scrivere?
E’ cambiato parecchio, è chiaro, anche se non sono certa che sia del tutto percepibile. D'altra parte, se
qualche anno fa qualcuno mi avesse detto che avrei scritto un romanzo di quasi trecento pagine per Mondadori avrei risposto, ma va'.

Chi è per te il lettore?
Uno sconosciuto che incontro per strada. Il mio migliore amico. Mia madre. Un estraneo. Qualcuno a cui voglio bene.

Cosa ti aspetti da te ora?
Assolutamente nulla! Non voglio cedere alla pressione. mi vedo libraia o fioraia, in futuro. libera, comunque. e felice. Di questo puoi starne certo.

Farai presentazioni del libro. Quanto è importante avere un confronto diretto?
Nel mio caso molto, ma è solo perché sono molto espansiva. Se fossi timida non mi costringerei mai a un confronto diretto col pubblico. In fondo, quello che sei dovresti averlo già messo in quello che hai scritto, no?

Tu sei …
Qualcuno tempo fa mi ha definita un'adorabile deficiente. Qualcun altro tempo prima aveva detto che ero piena di cazzate. C'era tanto di quell'affetto, in entrambe le definizioni, che tutt'ora non mi dispiacciono affatto. Ricordatemi così.

 

Quattro chiacchiere di Alex Pietrogiacomi

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