Turchia tra oriente ed occidente - Gufetto Magazine

Turchia tra oriente ed occidente

Un viaggio in Turchia è un’esperienza che non si dimentica: inevitabilmente chi si avvicina a questo paese e alla sua affascinante cultura ne rimane colpito nel profondo e conserverà per sempre nel proprio cuore il ricordo di questa terra ricca di storia, arte e cultura ed il desiderio di ritornarci il prima possibile.
Questo è il racconto di come quest’estate ho scoperto ed iniziato ad amare questo magico crocevia tra il tecnologico e moderno mondo occidentale ed il conturbante ed avvolgente universo orientale.
Dopo aver contemplato svariati possibili itinerari di viaggio, la scelta è ricaduta su quello che probabilmente è il compromesso ideale: dieci giorni a disposizione, di cui quattro da trascorrere completamente nell’indimenticabile Istanbul ed i restanti sei dedicati invece ad un viaggio itinerante alla scoperta delle meraviglie disseminate nella parte centrale della penisola anatolica.
L’antica capitale degli imperi bizantino ed ottomano esercita una suggestione immediata sul viaggiatore in virtù della sua straordinaria posizione geografica: unica al mondo a distendersi tra due continenti, Europa ed Asia, ha sempre rappresentato un ponte simbolico ed ideale tra Oriente ed Occidente; il Bosforo, una lunga e sinuosa striscia d’acqua che congiunge il Mar Nero al Mare di Marmara, separa le sponde dei due continenti ed è oggi attraversato da due avveniristici ponti sospesi. Una visita ad Istanbul non può assolutamente mancare le tappe fondamentali, quelle testimonianze del passato glorioso che hanno impreziosito per sempre la capitale turca: il Palazzo Topkapi (residenza imperiale dal regno del sultano Maometto II (1451-81) sino a quello di Mamhut II (1808-39)) con in particolare il suo rinomato ed elegantissimo Harem merita una visita accurata non fosse altro per i ricchissimi tesori qui custoditi, i giardini rigogliosi e coloratissimi, le fontane elaboratissime zampillanti acqua fresca e le maioliche policrome che adornano tutto il complesso monumentale; una visita è d’obbligo poi alla celeberrima Moschea Blu e alla basilica di Santa Sofia, trionfante simbolo dell’architettura bizantina con mosaici strepitosi ed un’atmosfera indimenticabile derivante dalla coesistenza al suo interno delle testimonianze del culto cristiano e di quello arabo in un’armonia difficilmente immaginabile al giorno d’oggi. Da non perdere anche altri monumenti meno universalmente conosciuti ma sicuramente altrettanto degni di attenzione: tra di essi ricordiamo la sontuosa Moschea di Solimano il Magnifico con splendide vetrate dalle originali composizioni floreali e geometriche, il Palazzo di Dolmabahce residenza degli ultimi sultani ottomani con saloni ricchissimi colmi di arazzi, preziosi lampadari in cristallo e raffinati dipinti, la medievale Torre di Galata da cui si gode uno strepitoso panorama sul Bosforo e la moschea Kariye Camii (originaria chiesa di S.Salvatore in Chora) celebre per i mosaici a fondo oro e gli affreschi parietali, che sono indubbiamente tra i più eleganti e ben conservati dell’intera civiltà bizantina.
Ma Istanbul non è solo arte, storia e monumenti. Una visita alla città non può non prevedere una divertente passeggiata nel Gran Bazar dove si potranno acquistare prodotti tipici, gioielli, coloratissime lampade istoriate e raffinati monili in ceramica, il tutto in un’atmosfera gioiosa e allegra ed effettuando gli acquisti rigorosamente solo dopo aver contrattato con i simpatici e astuti venditori, come prevede l’usanza del posto. Da non perdere anche il Bazar Egiziano (o Mercato delle Spezie), dove si possono trovare le spezie più insolite e colorate esistenti al mondo, oltre che dolciumi e leccornie di tutti i tipi, tra cui il rinomato “locuum”, dolcetto di consistenza gelatinosa a base di amido, nocciole, pistacchi e acqua di rose. Sul fronte gastronomico come dimenticare poi il piatto nazionale per eccellenza, ossia il kebab, preparato con numerose tipologie di carne, insaporito dalla cottura con verdure e indubbiamente più gustoso di quello che si può trovare qui in Italia. Per quanto riguarda invece le bevande caratteristico è il raki (liquore aromatizzato all’anice) e soprattutto il thè profumato e bollente (tipico turco è il gustosissimo thè alla mela) che viene sorseggiato veramente in ogni momento della giornata e servito nei classici bicchierini a forma di tulipano.
Lasciata Istanbul il viaggio è proseguito in pullman alla volta di Ankara, città prettamente moderna che nel 1923 fu scelta da Ataturk quale sede delle istituzioni politiche ed amministrative della neonata repubblica turca. Della capitale è molto interessante il Museo delle Civiltà Anatomiche, il quale ospita pregevolissimi reperti delle principali civiltà succedutesi nel corso dei millenni nell’Asia Minore: in particolare sono da segnalare le numerose statuette della Dea-Madre del periodo neolitico e gli imponenti bassorilievi in pietra tipici dell’arte ittita. La tappa successiva del nostro itinerario alla scoperta dell’Anatolia centrale ci ha poi condotto nei suggestivi luoghi che conservano le più interessanti testimonianze della civiltà degli Ittiti (1700 a.C.-1190 a.C circa). Il sito diHattusa costituisce una delle più importanti aree archeologiche della Turchia: in un grandioso scenario di pietra sopravvivono i resti di una vasta città con possenti fortificazioni, grandi templi, un palazzo delle udienze e svariate fortezze arroccate sulle rocce circostanti. A Yazilikaya abbiamo invece visitato il principale luogo di culto ittita, che riveste un particolare interesse per i numerosi rilievi rupestri raffiguranti processioni convergenti di divinità e personaggi illustri, i quali celebrano quel connubio mistico che doveva assicurare agli uomini la prosperità; si tratta di un santuario in cui si respira veramente l’atmosfera di questi antichi e misteriosi culti e, sebbene sia piuttosto difficilmente raggiungibile e poco segnalato nelle guide turistiche, merita assolutamente una visita.
Due giorni sono poi stati dedicati alla regione della Cappadocia, universalmente annoverata fra le meraviglie del mondo per i paesaggi naturali scolpiti dagli agenti atmosferici e i tesori di arte bizantina che custodisce. Il tufo vulcanico particolarmente tenero che costituisce l’antico tavolato su cui si estende questa regione, a causa dell’intenso processo erosivo ad opera degli agenti atmosferici, si è modellato dando origine nei fondovalle a colonne, coni, torri, piramidi e guglie, in alcuni casi sormontati da un blocco di roccia dura che ha opposto maggiore resistenza all’erosione, formando i cosiddetti “camini delle fate”. Queste sculture naturali creano un paesaggio indimenticabile che all’alba è anche possibile ammirare dall’alto a bordo di coloratissime mongolfiere; solcando il cielo sorretti dalla brezza mattutina si può ammirare così una vista che si porterà per sempre nel profondo del cuore. Inoltre a partire dal IV secolo la Cappadocia visse un’intensa stagione religiosa caratterizzata dalla diffusione del monachesimo e le popolazioni scavarono nel tufo intricatissime caverne artificiali, autentiche città sotterranee, dove rinchiudersi per difendersi da eventuali sanguinose invasioni degli arabi. Attualmente rimangono interessantissime testimonianze di quel periodo storico: quasi al centro della Cappadocia rupestre, il vallone di Goreme, caratterizzato da coni e pareti rocciose crivellate di aperture tra di loro comunicanti, conserva in una sorta di vasto museo all’aperto uno dei complessi monastici più suggestivi dell’intera regione con chiese rupestri adornate da affreschi inaspettatamente vividi, preziosi ed iconograficamente interessantissimi; il villaggio di Kaymakli nel sottosuolo nasconde una gigantesca città sotterranea articolata in otto diversi livelli sino a 45 metri di profondità con cappelle, talvolta dotate di loculi per sepolture, celle, silos, stanze di abitazione e angusti passaggi segreti.
Conclusa la nostra visita della magnifica regione della Cappadocia, iniziamo il nostro viaggio di ritorno verso le coste del Mediterraneo e lungo la strada ci soffermiamo ad ammirare altri due splendidi tesori. Innanzitutto merita una sosta il Caravanserraglio di Sultanhani, struttura commerciale ed alberghiera che veniva utilizzata per ospitare i viandanti che percorrevano l’antica via della seta e proteggere le loro merci da possibili assalti notturni dei predoni. Specialmente degno di attenzione è però il Mausoleo di Mevlana a Konya: si tratta di uno dei luoghi maggiormente importanti del misticismo islamico in quanto vi fu sepolto Mevlana, il fondatore del celeberrimo ordine monastico dei Dervisci Danzanti e comprende la sua tomba, che colpisce per la raffinatezza delle ricche decorazioni e per il fervore religioso che sembra avvolgerla, una lunga sala adibita alla lettura del Corano, una sala delle danze in cui è conservata una pregevole collezione di strumenti musicali ed una piccola moschea.
Proseguendo a ritroso lungo la strada anticamente percorsa dai mercanti della seta raggiungiamo quindi Pamukkalè, altra gemma storica e naturalistica realmente indimenticabile. Il “castello di cotone” (questo significa Pamukkalè) deve il suo nome alle formazioni calcaree che hanno trasformato il luogo in un eccezionale fenomeno naturale. Cascatelle di acqua cristallina creano
candidi laghetti lungo il dolce pendio che conduce nella vallata e per visitare questo paradiso naturale si scende a piedi nudi lungo i ruscelli d’acqua fresca; è facile immaginare quanto il panorama possa essere suggestivo e la passeggiata piacevole e divertente specialmente in una calda giornata estiva, quando l’acqua fresca e limpida ti rigenera e i raggi solari rendono le cascate ancor più luminose e splendenti. Oltre che tesoro paesaggistico,questa località è però anche un sito archeologico di prima importanza, in quanto vi si possono ammirare le rovine dell’antica città ellenistico-romana di Hierapolis, tra cui in particolare le terme, un vasto teatro, alcuni edifici cristiani e soprattutto la suggestiva necropoli, con svariate tipologie di tombe risalenti ad epoche diverse. A breve distanza da Pamukkalè è inoltre possibile visitare i resti di Aphrodisias, città anticamente dedicata al culto della dea della bellezza e che conserva interessanti complessi termali, numerosi templi e soprattutto uno degli stadi più grandi e meglio conservati dell’antichità, il tutto immerso nel paesaggio avvolgente e spettacolare di una vallata piena di rigogliosa e verdissima vegetazione.
Ultima tappa del mio soggiorno turco è stata l’antica città di Efeso, la quale costituì il più importante centro romano di tutta la penisola anatolica: nata in un sito di eccezionale bellezza in fondo ad una baia naturalmente protetta alla foce del fiume Kaystros, fiorì particolarmente nel periodo ellenistico e poi in quello romano, divenendo un’importante capitale artistica, filosofica ed intellettuale, nonché successivamente anche uno dei più rilevanti centri del nascente cristianesimo. La visita dell’area archeologica richiede diverse ore e consente davvero di rendersi conto di come fosse organizzata la vita quotidiana in una città dell’epoca: si possono ammirare le terme bizantine, il ginnasio, delle porte monumentali, i templi di Serapide, Adriano e Domiziano, l’agorà, il teatro e soprattutto la celeberrima Biblioteca di Celso che nell’antichità era annoverata tra le sette meraviglie del mondo.
Questo il resoconto di dieci giorni speciali che rimarranno sempre impressi nel mio cuore e nella memoria. Un’ultima e particolare menzione va però riservata a colei che ha condotto me ed il mio gruppo alla scoperta di queste meraviglie: quale modo migliore per scoprire non solo le bellezze artistiche della Turchia ma anche la sua cultura, situazione politica, usanze di vita e costumi religiosi di una giovane ragazza turca con una perfetta padronanza dell’italiano e realmente esperta di storia dell’arte, nonché bella, simpatica, gentilissima e sempre disponibile nei confronti del gruppo che accompagna? In questo caso l’essermi affidato nell’organizzazione del viaggio alla Turban Italia, tour operator specializzato nei viaggi in Turchia, è quindi stata un’ottima scelta; difatti la nostra guida Emel Siklaroglu si è rivelata davvero impagabile e competente. Se fate un salto in Turchia vi auguro di trascorrere una vacanza altrettanto piacevole, interessante e divertente come la mia!
 
Danilo Montaldo
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