L'altra Ibiza - Gufetto Magazine

L'altra Ibiza

Nota al vasto pubblico per la sua ricca e variegata offerta nel campo del divertimento notturno, Ibiza che per molti è sinonimo di trasgressione vuole sfatare questa visione limitativa presentando i meravigliosi tesori che la rendono affascinante e misteriosa come tra gli altri i 210 chilometri di spiagge agibili per tutto l’anno grazie al clima mite.

Situata nelle Isole Baleari, è chiamata dalla popolazione locale con il nome catalano di Eivissa e vanta una storia antica che risale al VII sec. a.C. quando coloni fenici fondano nelle Baleari un porto. Passata sotto i Cartaginesi e poi sotto i Romani, conserva le proprie istituzioni punico-cartaginesi ben evidenziabili oggi, ma nel passato ostacolo alla romanizzazione dell’isola. Nel XIII secolo è conquistata dagli Aragonesi.

Affascinanti i reperti, i musei, le chiese e a Ibiza capitale l’acropoli Dalt Vila con le sue misteriose viuzze e le splendide e imponenti fortificazioni del XVI secolo rimaste pressoché intatte - che le sono valse il riconoscimento da parte dell’Unesco quale Patrimonio Mondiale dell’Umanità - raccontate in un delizioso libretto informativo che dettaglia quanto di bello, affascinante e praticamente sconosciuto offre l’isola.

Tra l’altro in virtù delle ‘praterie’ (tra le meglio conservate del Mediterraneo) di Posidonia oceanica - pianta dei fondali marini, che occupa una Riserva naturale con ben 220 specie che garantiscono la trasparenza delle acque - è stata dichiarata luogo privilegiato per la sua biodiversità da conservare e proteggere.

E ancora antichi boschi di pino (non a caso i Greci battezzarono le isole Pitiusas cioè ‘isole dei pini’), deliziose zone rurali intatte con estensioni di mandorli che nei mesi di gennaio e febbraio diventano un manto di fiori bianchi, casa payesa, tipiche abitazioni anch’esse candide, e tradizioni conservate con cura e passione come il ball pagès, ballo con figure e costumi veramente unici mostrano come sotto il volto della modernità permanga forte e viva una coscienza antica che rende simpatica e allegra la popolazione locale.

A suggello del carattere poliedrico dell’isola dagli anni ’60 del ‘900 è nata una moda - che coniuga caratteristiche della tradizione con influenze delle nuove ventate libertarie portate dal movimento ‘hippy’ - Adlib non a caso derivante dal latino ad libitum che significa ‘a piacere’ come quello che si prova scoprendo Ibiza.

Senza contare la gastronomia basata sui prodotti locali dal pesce alla cacciagione, alla verdura e frutta nonché ai formaggi e a numerose altre leccornie: provare per credere!

seguici su Facebook
seguici su Linkedin
seguici su Google +
seguici su Pinterest
seguici su Twitter