ROMEO E GIULIETTA@Teatro delle Muse -Mai storia fu più dolorosa - Gufetto Magazine

ROMEO E GIULIETTA@Teatro delle Muse -Mai storia fu più dolorosa

"Perché mai storia fu più dolorosa di quella di Giulietta e del suo Romeo"
Dal 6 al 25 febbraio è in scena al Teatro delle Muse "Romeo e Giulietta", capolavoro indiscusso di William Shakespeare.

Quella che è forse la storia d'amore più nota di tutti i tempi non stanca di essere rappresentata ed ascoltata, vista e partecipata. L'archetipo dell'amore perfetto, vittima di rancori familiari e di una società evidentemente malata, mantiene intatta la sua attualità e la capacità di coinvolgere lo spettatore, al di là dei diversi contesti di rappresentazione, toccandone i sensi e trasportandolo in una dimensione dominata da un'aura di sogno.
La vicenda è nota. Romeo e Giulietta si innamorano, ma la rivalità che da sempre oppone le loro famiglie rende impossibile il loro amore. I due si sposano in segreto, ma Giulietta è promessa a Paride, mentre Romeo uccide accidentalmente in duello il cugino della donna, Tebaldo, ed è condannato all'esilio. Frate Lorenzo attua allora un piano. Giulietta dovrà bere un siero che la farà sembrare morta, mentre Romeo la raggiungerà al risveglio nella sua tomba per fuggire insieme da Verona. A Romeo giunge però solo notizia che Giulietta è morta, non che la sua è una morte apparente. Così l'uomo, folle di dolore si uccide. Giulietta, al risveglio, davanti al corpo senza vita dell'amato, si uccide anche lei.

Strati dirige il capolavoro shakespeariano mantenendosi pressoché fedele al testo, esente quindi da operazioni di ricerca di novità a tutti i costi, ma rendendo l'opera attraverso un filtro moderno, capace di conferirle una qualche forma di leggerezza ed una freschezza tutta nuova.
Nuove sono, ad esempio una parte delle musiche, che si intervallano con quelle classiche, come quelle danzate nel ballo in casa Capuleti, che dà avvio alla vicenda. Nuove sono ancora alcune trovate metateatrali, che coinvolgono lo spettatore nelle scelte effettuate al di là della scena. Una suora appare "erroneamente" al posto di frate Giovanni, lasciando volutamente e comicamente intendere un errore nella compressione delle richieste di regia.

Pure in tal senso l'innovazione si colloca comunque all'interno dei presupposti della tradizione elisabettiana, lontana dalla volontà di creare qualsiasi forma di muro tra palco e platea e volta piuttosto alla demarcazione di una linea di confine solo convenzionale, sommaria, non tale da impedire dunque completa partecipazione dello spettatore alla rappresentazione in atto.
Lo scenario, anch'esso in linea con la semplicità del teatro elisabettiano e shakespeariano, è composto di modeste strutture scenografiche e si avvale di pochi attori. Nei ruoli di Mercuzio e di Messer Capuleti è Mimmo Strati stesso, Cecilia Zincone in quelli del servo e di Giulietta, Alessio Di Cosimo in quello di Romeo, Anita Pusceddu in quello della balia, Elena Fiorenza in quelli di Monna Capuleti e di Benvolio, Stefano Sarna in quelli di Paride e del Principe, Michele Santelli in quelli di Tebaldo, di Frate Giovanni e dello Speziale, Cesare Cesarini, infine, acclamatissimo, nel ruolo di Frate Lorenzo.

È questo un "Romeo e Giulietta" vitale, simpatico, genuino, capace di far ridere e sorridere, pur mantenendo i toni della tragedia e dell'alto valore etico del messaggio, di un amore che è creazione identitaria, che non può e non vuole scendere a compromessi con quanto è altro da sé.

"Romeo e Giulietta", di William Shakespeare
Regia Mimmo Strati
con Cecilia Zincone; Alessio Di Cosimo; Mimmo Strati; Anita Pusceddu; Cesare Cesarini; Elena Fiorenza; Stefano Starna; Michele Santelli

Teatro delle Muse,
via Forlì 43, dal 6 al 25 febbraio 2014
Lunedì, Martedì, Giovedì, Venerdì ore 21.00
Sabato ore 17.00 e ore 21.00
Domenica: ore 18.00

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