ROBIN HOOD–IL VALORE DELLA GIUSTIZIA@Teatro Greco: un supereroe direttamente dal Medioevo - Gufetto Magazine

ROBIN HOOD–IL VALORE DELLA GIUSTIZIA@Teatro Greco: un supereroe direttamente dal Medioevo

In scena al Teatro Greco fino al 12 aprile il musical diretto da Paolo Gatti, con le musiche e libretto di Simone Martino e Giuseppe Cartellà.

“Anno Domini 1185”, annuncia una voce fuori campo, mentre, prima che lo spettacolo abbia inizio,i riflettori illuminano a turno i personaggi, in posa sul palcoscenico buio. Di spalle, dietro a tutti quanti, con le braccia aperte e il mantello rosso c’è re Riccardo Cuor di Leone, che intonerà il rimo canto della rappresentazione: “Vi narrerò la storia di un uomo, esempio di grande virtù.. vi narrerò del prode Robin Hood”. Poco dopo il sovrano sarà rapito e imprigionato da suo fratello Giovanni e la sua cricca di malfattori, e il mitico arciere, noto per “rubare ai ricchi e donare ai poveri”, dovrà liberarlo, affrontando numerosi pericoli e spietati nemici. Alla fine riuscirà nel suo intento: Riccardo Cuor di Leone potrà tornare a governare rettamente l’Inghilterra e il leggendario eroe convolerà finalmente a nozze con la sua amata Lady Marian.

Lo spettacolo è diviso in due atti. L’arredamento scenico riproduce in modo suggestivo ambientazioni medievali. Sulla sinistra è posto il trono del re, sulla destra un arco in pietra, ingresso di una chiesa, e al centro una costruzione su due piani: al piano inferiore vediamo le sbarre di una prigione, mentre a quello superiore una terrazza, con due bandiere ai lati. Le luci giocano un ruolo molto importante, accompagnando le scene ed enfatizzando il messaggio dei canti con diversi colori e intensità. I costumi degli attori ricalcano modelli di foggia medievale e Robin, come da leggenda, indossa il suo tradizionale cappello con la piuma.
Tutti gli interpreti sono ottimi cantanti, hanno buone estensioni vocali e sono molto espressivi. Vi sono numerosi momenti comici e particolarmente divertenti sono i dialoghi tra il principe Giovanni (Daniele Derogatis) e la sua perfida aiutante Lady Sibilla (Mariagrazia Di Valentino), nonché le scene in cui è presente la guardia Bronco (Antonio D’Onofrio). Alla recitazione e al canto si affianca talvolta anche la danza, che contribuisce a rendere l’azione più animata e coinvolgente.

In questa rappresentazione si vuole mettere in scena la tematica della tensione tra bene e male, tra giustizia e ingiustizia, tra virtù e vizio, ma i toni risultano forse un po' troppo manichei perché ne risulti un’indagine approfondita. I cattivi sono solo cattivissimi e i buoni sono solo buonissimi, andando a penalizzare lo spessore psicologico dei personaggi. Troviamo inoltre il classico ruolo dell’eroe onnipotente, che da solo con le sue forze (e l’ausilio di qualche aiutante) sfida il pericolo, risolve i problemi e, addirittura, porta la giustizia e la libertà nella propria patria (“L’Inghilterra confida in te, favoloso eroe”). Accompagnato da melodie solenni e da luci che simulano un’alba dorata, il popolo prepara il suo riscatto (“Noi non abbiam timore, ma solo forza e onore”) e ottiene finalmente giustizia nel riportare il re sul suo trono (momento nel quale arte l’inno inglese).

Per quanto a livello tecnico si tratti di uno spettacolo ineccepibile, la semplificazione dei personaggi e del messaggio globale lo rende forse più adatto a un pubblico di bambini o comunque a un’aspettativa di mero intrattenimento.

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