PASOLINI A VILLA ADA@Teatro Tordinona: quei difficili Maestri - Gufetto Magazine

PASOLINI A VILLA ADA@Teatro Tordinona: quei difficili Maestri

La figura di Pasolini non è facile da definire: ognuno ha “un suo Pasolini”, un’immagine ed un’opinione del grande autore legata o alle vicende di cronaca di cui è stato protagonista, o alla sua produzione artistica sfrontata e rivoluzionaria. Quello che ci regala lo spettacolo “PASOLINI A VILLA ADA” in scena al Teatro Tordinona fino al 23 febbraio è invece un ritratto inedito, personale e a tratti un po’ doloroso e nostalgico, che il poeta Giorgio Manacorda fa del suo grande Maestro (e suo scopritore in gioventù) nonché amico.

Il testo di Manacorda, realizzato come breve monologo da parte di Ivan Festa, ci riporta ad un Pasolini silenzioso, che guida il giovane Manacorda nei suoi esordi poetici. Non particolarmente affettuoso, Pasolini rappresenta un maestro severo e quasi un secondo padre per il quale il poeta prova una certa soggezione. Le parole usate nel corposo monologo interpretato da Festa sono dunque a tratti dolorose, come sassi di nostalgia gettati nello specchio del lago della propria memoria. Sassi che formano cerchi lunghi di riflessioni circa la propria crescita artistica e spirituale che si allargano con il passare degli anni.
La recitazione di Festa è bassa e un po’ monocorde: tradisce emozione, la tradisce tutta, verso un testo che mette soggezione perché sulla scena, sebbene ci sia solo lui a piedi nudi, una panchina e qualche foglia sul pavimento, c’è una presenza ingombrante: quel Pasolini, richiamato incessantemente, quel Maestro severo che osserva senza parole l’allievo che cerca di crescere e che si sente inadeguato rispetto a lui.

I ricordi del passato di Manacorda si susseguono con precisa puntualità, le descrizioni dei luoghi di incontro fra allievo e Maestro si fanno sempre più vivide, quasi non fossero morte mai, ed il ricordo del Maestro incalza, i dettagli della vita personale e “privata”di Pasolini fanno capolino e quasi infastidiscono, offuscano in parte il ricordo dell’Uomo che ha segnato la vita del Poeta per sempre, al di là delle sue scelte di vita.
Preziosi poi sono i ritratti della madre di Pasolini, dei suoi amici, dei critici con cui si scontrò e della caparbietà grazie al quale il Maestro non sentiva di dover giustificare le proprie azioni. Si tratta di dettagli unici e forse inediti o non conosciuti al grande pubblico, sapientemente miscelati in una descrizione benevola e “filiale” dell’Uomo prima ancora che dell’Artista.

Pasolini dunque rivive in questo specchio di memoria rappresentato dal testo “Pasolini a Villa Ada” di Manacorda, ma meriterebbe una estensione maggiore un approfondimento che ci regali ancora e con più incisività quei brividi di imbarazzo e soggezione che si provano ascoltando il ricordo di un uomo leggendario. Gli stessi brividi che si provano al ricordo di un padre severo che ci manca e ci sprona a non farci mancare mai le parole.

Per approfondire:
PASOLINI A VILLA ADA - Teatro Tordinona dall'11 al 23 febbraio 2014

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