MAR DE PLATA@Teatro Vascello: la difficile marcia della Storia - Gufetto Magazine

MAR DE PLATA@Teatro Vascello: la difficile marcia della Storia

Animato da una coinvolgente Isa Barzizza, con Maurizio Palladino e la compagnia di Teatro del laboratorio permanente Horti Lamiani, è in scena al Teatro Vascello di Roma dal 29 aprile al 3 maggio, “MAR DE PLATA(nipote n. 500)”, spettacolo che riporta alla memoria le tragiche vicende dell'Argentina degli anni '70.

Il retro del palco viene suddiviso da cinque pannelli mobili, che rappresentano l'unica componente di architettura scenica utilizzata, a delineare lo spazio di quattro celle, spazio di prigionia di quattro donne, due delle quali in attesa di dare alla luce un figlio. Il luogo è quello delle carceri militari argentine, dove le donne sono state rinchiuse e vengono torturate affinché denuncino i compagni rivoluzionari.
A questo livello spazio temporale si affianca e si alterna quello delle successive manifestazioni delle madri e delle nonne in Placa di Mayo, che denunciano l'accaduto e si muovono alla ricerca della verità riguardo il destino dei figli uccisi dalla dittatura militare e dei nipoti sequestrati alla nascita.

Nell'ambito di tale ambientazione si incrociano le vicende di Luisita, interpretata da Isa Barzizza, nonna da anni alla ricerca del nipote ed anima prima e motivante del movimento delle donne, e Carmen, giovane auto-coinvolta nella cerchia delle donne, figlia di militari e mossa da un'irrequietudine di fondo che la vede indagatrice del proprio passato, alla ricerca di un mistero al riguardo e di una chiave di lettura dello stesso.

La scrittura e la regia di Caterina Venturini rendono l'intreccio vivo, mai scontato, sempre teso sulle corde di un'emozione che tuttavia non è mai spinta a scadere in facili banalità e patetismi. Tutto il racconto vibra della sofferenza dello spaccato storico raccontato, pur restando costantemente ben armonizzata la componente di finzione narrativa e divenendo essa stessa testimonianza maggiore della Storia rievocata. Fabio Ceccarelli alla fisarmonica accompagna musicalmente la storia dall'interno. Sempre defilato rispetto al resto degli interpreti, da un lato prima, dall'altro dopo, è un personaggio della vicenda, un timido ragazzo che affianca le donne nella loro settimanale riunione, ma è contemporaneamente colonna sonora della vicenda stessa, proponendo melodie tanto discrete quanto passionali, che sottolineano il pathos delle situazioni in scena.

In uno dei dialoghi tra le donne in piazza, Luisita si interroga sul perché della direzione del loro girare marciando. La motivazione di quel senso antiorario del camminare è individuata in una sorta di volontà di riavvolgere il nastro storico, ripercorrendo a ritroso gli eventi al fine di evitarne la tragica realizzazione, o semplicemente allo scopo di comprenderne la realtà più da vicino.
Allo stesso modo l'interessante operazione di teatro della Venturini compie un giro indietro, retrocedendo alla scoperta di una fetta di Storia tra le più interessanti e questionate degli ultimi decenni, riproponendone l'attualità e componendo, a partire da essa, uno spettacolo denso di emozione e sensibilità estetica, forte di una delicatezza che lo percorre da inizio a fine, nonostante la difficoltà della materia richiamata.

iNFO
MAR DEL PLATA (nipote n° 500)
scritto e diretto da Caterina Venturini
Con ISA BARZIZZA alla fisarmonica Fabio Ceccarelli con l'amichevole partecipazione di Maurizio Palladino
e con il Laboratorio Teatrale Permanente Horti Lamiani musiche originali di Fabio Ceccarelli

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