LADY HOLIDAY@Teatro Studio Uno: il fiore del jazz - Gufetto Magazine

LADY HOLIDAY@Teatro Studio Uno: il fiore del jazz

Giovedì 12 e venerdì 13 marzo al Teatro Studio Uno di Roma con lo spettacolo "LADY HOLIDAY" si è entrati un po’ nella vita e nell'animo di uno di quei personaggi nei quali la grandezza del genio creativo va di pari passo ad un'esistenza estrema, condotta al limite, tra disperazione e massima resilienza: Billie Holiday.

Fiori e musica a riempire il palco del piccolo teatro, nella messa in scena di uno spettacolo volto a restituire la vita della donna prima ancora che quella dell'artista, per allusioni ed accenni più che attraverso l'esposizione massiccia di contenuti biografici. Non un ripercorrere episodico della vita di Lady Day, dunque, quanto piuttosto un'evocazione musicale e poetica di alcuni dei tratti salienti della stessa, mista alla volontà preponderante di trasferire allo spettatore gli stati d'animo e le sensazioni, i patimenti ed i meccanismi di riscatto messi in atto al fine della sopravvivenza.
Nata a Baltimora da genitori giovanissimi e in condizioni di indigenza, la cantante viene abbandonata quando è ancora bambina,e subisce giòà dall'infanzia i traumi di una vita estremamente complessa, fatta di povertà, violenze subite ed anni trascorsi tra istituti e prostituzione. Quando si trasferisce a New York qualcosa cambia con l'ingresso prepotente della musica nella sua esistenza, musica che però non riesce ad essere elemento totalmente salvifico, cosicché solo nell'utilizzo massiccio di alcool e stupefacenti trova un palliativo al dolore spirituale e mentale subito.

Lo spettacolo si apre con il testo tradotto di Strange fruits, a dire che le convenzioni di cortesia tra razza e razza sono sparite e la rabbia degli emarginati, degli sfruttati, ha preso il sopravvento.
“Gli alberi del Sud producono uno strano frutto, un corpo nero che ondeggia, un corpo nero che pende dai pioppi”. Sulla parte destra del palco fa da pendant un cartello con su scritto “White only”, a rimarcare come l'ingresso nei locali fosse ammesso solo ad un pubblico di bianchi, al punto che gli artisti di colore stessi, Lady Day compresa, dovevano avvalersi dell'entrata di servizio per esibirsi. Forte è dunque l'intento di sottolineare la componente di denuncia razziale, del patimento discriminatorio subito come uno dei tratti fondamentali dell'esistenza dell'artista.

Gran parte della carica emotiva dello spettacolo è data dall'interpretazione intensa di Valentina Conti, che riempie emotivamente la scena per tutta la durata dello rappresentazione, impeccabile anche nei brani cantati.
La regia di Simone Fraschetti ed Alessandra Caputo, che è anche autrice del testo, non scende mai in operazioni di banalità, compiendo piuttosto un'operazione di sintesi volta a preservare leggerezza ed originalità. Anche la componente musicale non è mai scontata, con la maggior parte dei brani tradotti a voler essere testo stesso della messa in scena e con l'introduzione di qualche elemento totalmente estraneo all'atmosfera jazz statunitense degli anni riproposti. Sul lato sinistro del palco, Raffaele Balzano alla chitarra e Valentino Puccio al basso, a destra Simone Fraschetti stesso al piano.

I fiori, si è detto, ingombrano in maniera crescente l'ambiente, alludendo alla gardenia portata tra i capelli dalla cantante e con la quale è nella maggior parte dei casi ritratta, ma anche per essere utilizzati in maniera simbolica ai fini della recita stessa. Fiori di una bellezza spontanea e gratuita, delicati quanto effimeri doni della natura.

E PROSSIMAMENTE...al Teatro Studio Uno
DAL 19 AL 29 MARZO 2015
al
TEATRO STUDIO UNO, Via Carlo della Rocca, 6(
RIDUZIONE BIGLIETTO DEL 20% PRENOTANDO COME LETTORI DI GUFETTO!)


--CUORE DI TENEBRA dal romanzo di Joseph Conrad

adattamento e regia di Virginia Acqua con Valerio di Benedetto

--IL MARADONA RAMPANTE
 monologo nostalgico sul El Pibe de Oro
di e con Matteo Davide
musiche dal vivo Daniele Cortese
voce Emanuele Capecelatro
supervisione Armando Sanna
scene Davide Gatta 
progetto grafico Mara Becchetti
produzione Semintesta_Teatro

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