LABIRINTO@Teatro Lo Spazio: la passione tinge dei propri colori tutto ciò che tocca - Gufetto Magazine

LABIRINTO@Teatro Lo Spazio: la passione tinge dei propri colori tutto ciò che tocca

Andrà in scena dal 21 aprile al 3 maggio "LABIRINTO, PERCORSO NELLE PASSIONIdi Michela Francescangeli e Frediano Propersi che abbiamo intervistato a fine spettacolo.

Arrivare al Teatro lo Spazio in orario di spettacolo serale ha già di per sé un effetto molto straniante. Si percorre via Sannio, completamente vuota, dopo la giornata di mercato e si gira su via Locri, costellata di roulotte, camioncini, banchi chiusi, in fondo alla via l’insegna luminosa “Teatro” svetta sopra alla saracinesca chiusa di un garage e solo alla fine ci si accorge che li accanto c’è un vero teatro. Durante tutto il tragitto, sollevando lo sguardo si è costantemente in compagnia delle 15 statue di Cristo e i dottori della Chiesa svettanti sopra alla grandiosa e solenne facciata della Basilica di San Giovanni.


Entrando nella sala del teatro lo spiazzamento continua: palcoscenico, platea, bar non esistono più. Unica indicazione del regista per noi spettatori: “camminate liberi e fate quello che volete”. Destra, sinistra, su o giù alla ricerca di qualcosa e soprattutto di qualcuno da incontrare e che dia un senso a tutto ciò. Ben presto lungo il cammino s’incontrano delle nicchie nere che celano all'interno un personaggio, che a sua volta custodisce una storia. Un semplice incontro di sguardi e il personaggio prende vita, facendo catapultare lo spettatore all'interno della sua storia. Si è liberi di scegliere se restare ad ascoltare o andare avanti alla ricerca di altro.
Ogni attore impersona una passione, che sia essa positiva o negativa, ma pur sempre motore della vita nel bene e nel male. L’effetto è talmente forte che sul finale attori e spettatori si fondono insieme in un unico grande cerchio per poi venir quasi risucchiati al centro del labirinto come a ricordare che la passione è il motore della vita e tinge dei propri colori tutto già che tocca. 


LABIRINTO è uno spettacolo forte, a tratti scioccante, che mette a nudo le ossessioni, le debolezze, le passioni più violente e per questo spesso celate e che non può non riportare alla mente quello che Peter Broook diceva sul teatro: “Il teatro deve essere inatteso, deve guidarci alla verità attraverso la sorpresa. Se l'abitudine ci porta a credere che il teatro debba iniziare con un palcoscenico, scene, luci e poltrone, partiamo dalla strada sbagliata. Posso prendere un qualsiasi spazio vuoto e chiamarlo palcoscenico: un uomo attraversa questo spazio mentre qualcun altro lo guarda e questo è tutto quello di cui ho bisogno perché si inizi un atto teatrale.” 

Si esce dalla sala con la voglia di tornare di nuovo perché nei 50 minuti passati non c’è stato il tempo di ascoltare tutte le storie (11 con l’esattezza) ma in fondo anche la vita vera è così, non si riesce a provare tutto quello che si vorrebbe e molto di quello che ci succede è lasciato al caso.
Si torna a casa con la curiosità di conoscere di più alcuni personaggi, con il disgusto verso altri e con assoluta certezza che, di entrare nel “LABIRINTO”, ne sia davvero valsa la pena.

BIGLIETTO RIDOTTO A 12 EURO prenotando allo 06 77076486 come LETTORI di Gufetto.it.

Info
DAL 21 APRILE AL 3 MAGGIO
LABIRINTO, PERCORSO NELLE PASSIONI

Regia di Frediano Properzi e Michela Francescangeli
Ideato e scritto da Frediano Properzi e Michela Francescangeli
Con Agnese Galeffi, Arianna Barberi, Cristiano Gneo, Daniele Da Corsi, Giorgia Coppi, Luca Masi, Marco De Bella, Martina Massa, Michela Prinzivalli, Tonino Sechi De Murtas, Pierluigi Licenziato.

Teatro Lo Spazio
Via Locri 42/44 - Roma
T: 06 77076486
06 777204149


DIETRO LE QUINTE CON ...Frediano Propersi


Francesca Calisti (FC): Come nasce l’idea dello spettacolo?
Frediano: Volevo parlare delle passioni sia positive che negative. In questo percorso che ho creato ci sono anche passioni molto negative che però fanno parte della nostra vita, dobbiamo prenderne atto e sviscerare anche quelle. L’idea era che anche il pubblico dovesse diventare protagonista, attore. E’ il pubblico che si deve muovere, che sceglie dove andare e chi ascoltare e soprattutto di farsi coinvolgere e quando questo non succede può cambiare. e passare oltre. Ognuno di noi si svela di fronte all’attore, si supera l’imbarazzo.

FC: parlaci della scena finale
Frediano: le passioni sono il colore della vita, che siano scuri o chiari sono sempre colori, fanno parte della vita. Alla fine ho pensato di raggrupparle insieme per dire: viviamole, accettiamole e vivremo sicuramente meglio.

FC: Come hai scelto le passioni inserite nello spettacolo?
Frediano: Alcune mi riguardano in prima persona, come la passione per la scrittura, per la verità sulla fede. La passione per la violenza è insita in qualche modo in ognuno di noi. La passione per la vita è una storia vera. Un testo che ha lasciato una madre alle due figlie prima di morire. Una storia di violenza e soprusi. La grande forza di una donna che, nonostante tutto, ama la vita e riesce ad andare oltre.


Lo spettacolo


Si tratta di un testo di Frediano Properzi e Michela Francescangeli (entrambi anche registi dell’opera) e messo in scena dalla compagnia “L’OMBELICOLO”. La particolarità dello spettacolo è la scenografia, che ricrea un labirinto, in cui lo spettatore è invitato ad entrare ed in cui incontrerà i personaggi chiamati a raccontarsi nella loro intimità.
Uno di loro parlerà del suo intimo amore per per la vita, un altro racconterà la sua passione per la scrittura, un altro ancora con la sua ossessione per l’immagine, e poi l’amore, e la musica , fino al disvelarsi delle passioni più intime e nascoste che tutti, attori e pubblico allo stesso modo, vivono.
Un percorso "dantesco" fino al cuore del labirinto, che grazie alla forza delle passioni svelate, si colora, ci trasforma e ci fa sentire vivi.

Le Note di regia
"LABIRINTO, PERCORSO NELLE PASSIONI" - dice Frediano Properzi - nasce dall'idea di voler raccontare le passioni umane, quelle che tutti noi viviamo, consciamente o incosciamente passioni da coltivare o da nascondere, che ci accompagnano per la vita e ci emozionano. Abbiamo scritto dei brevi monologhi che potessero rappresentare al meglio le passioni, descrivendo il carattere dei diversi personaggi proprio attraverso la loro singolare passione. La passione per la vita nella la storia di una donna matura, semplice nella sua quotidianità, che reagisce in maniera forte e vitale ad uno stupro infantile e proprio la sua Passione per la vita la porta a superare e reagire in maniera determinante al dolore provato.
La passione per la musica narra di un cantante che è alla ricerca costante delle parole giuste per l’espressione piena del suo narrare in musica.
La passione per la violenza è rappresentata da un’uomo che disperatamente cerca di convincere gli altri e se stesso della sua innocua volontà di uccidere, far del male alle persone che ama, parla la follia che cerca di trovare una giustificazione.
La passione per l’essere dominato è la storia di un uomo di mezza età che inevitabilmente si ritrova succube di una compagna ossessiva e di una madre opprimente, legami che lui rifiuta ma a cui non può fare a meno.
Una donna, una casalinga, triste e insoddisfatta, alla ricerca viscerale ed interiore del suo riscatto personale, la sua guerra tra l’aspetto più materno, quotidiano e carico di responsabilità familiari e quello più sensuale e privato di una donna alla ricerca di una nuova femminilità nascosta, rappresenta la passione per se stessi.
La moda, le foto patinate, il prodotto di campagne pubblicitarie studiate, sono l’ossessione di una giovane donna che cerca di emulare le sue “dive” ricercando continuamente di raggiungere il peso ideale, essere come colei che rappresenta il tutto; l’anoressia e la lotta interiore per combattere la malattia rappresentano la passione per l’immagine.
Scrivere e narrare la storia delle storie, il romanzo della personale fama, della personale rivalsa sono esattamente le caratteristiche di un uomo di mezza età che cerca di rompere quel silenzio con il mondo che lui stesso si è creato grazie proprio alla sua profonda passione per la scrittura.
Poi c'è la storia di una giovane ragazza, infanzia difficile trascorsa in un riformatorio, è sola, ha difficoltà nel relazionarsi con gli altri, è insicura, teme il mondo, è schiva; desidera, cerca, vuole, ruba agli altri ed è esattamente questa l’espressione della sua passione per la provocazione: provocare, rischiare vivere sul filo del rasoio per relazionarsi.
Infine la storia di un uomo giovane tranquillo, sereno, ha raggiunto la sua maturità sentimentale, vive il suo distacco con la persona amata con una profondità ed una maturità che solo una fortissima passione per l’amore riesce a colmare.

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