L'ULTIMA CENA@Casa delle Culture: l'intolleranza servita fredda - Gufetto Magazine

L'ULTIMA CENA@Casa delle Culture: l'intolleranza servita fredda

Scorre via facile la black comedy L’ULTIMA CENA in scena alla Casa delle Culture fino al 19 aprile. Lo spettacolo è messo in scena dalla giovane Compagnia Morlock di Roma, e riguarda il tema dell’intolleranza, della reazione all'intolleranza altrui e dei labili confini fra bene e male nella nostra società.

Siamo nell’America dei giorni nostri, un gruppo di 4 coinquilini e amici uccide accidentalmente un uomo che si era rivelato aggressivo e omofobo nei loro confronti. Dopo essersi liberati del corpo e averla passata liscia, i quattro, sebbene pieni di rimorsi, troveranno il modo di espiare il senso di colpa mietendo un delitto dopo l’altro: cena dopo cena ospiteranno persone dalle idee politico-religiose più disparate testando i limiti dell’intolleranza altrui e decidendo di volta in volta se la persona è meritevole di morire con un bicchiere di vino avvelenato. Fino a quando il gruppo non perderà il controllo e la furia diverrà cieca in attesa di un inevitabile e tragico epilogo.

Il tema è interessante e attualissimo e induce a chiedesi quali sono i limiti entro i quali si può accettare l’opinione altrui senza che si trasformi in una forma di intolleranza manifesta verso gli altri. E ancora, c’è un limite all’intolleranza? E non è forse vero che, quando un giudizio all'apparenza estremo si manifesta fuori di noi, alla fine finisce per crescere anche dentro di noi, trasformandosi in rabbia verso gli altri?
Nella drammaturgia l’argomento è più volte ripreso, così come si approfondiscono i sensi di colpa e la rabbia dei 4 giovani omicidi convinti di agire nel giusto e spesso privi di una guida che li fermi e li faccia rendere conto dell’immoralità della giustizia “fai da te” contro quei presunti intolleranti. E ciò la dice lunga sulla capacità di autocritica della nostra società, sempre più pervasa da "estremismi" consapevoli e giustificati come "inevitabili" (si pensi alla rabbia verso gli stranieri, ad esempio).
Il tutto viene però avvolto in un'atmosfera volutamente comica, dilatata dall'audiovisivo (il principale elemento comico, che da un lato fa sorridere dall'altro però stranisce perché stride, di fatto, con la serietà delle tematiche trattate.

La scena si costruisce per lo più intorno ad un tavolo dove si svolgono le serate “avvelenate e in cui si apparecchiano e sparecchiano i conflitti fra i 4 coinquilini. In un angolo, un divano e sulla destra lo spazio esterno di un giardino dove vengono sepolti i cadaveri.
Lo spettacolo ha degli spunti registici interessanti e qualche punto debole. È intelligente e creativo l’uso dell’audiovisivo: serve per dare corpo alle immagini televisive tratte dalla cronaca (nera) ma anche dalla politica e che suscitano dibatti e battibecchi fra i ragazzi. Sono questi i passaggi in cui si affusola la parte drammaturgica più interessante. Piacevole la sottolineatura offerta dalle musiche rock, azzeccatissime, di cui spesso viene offerta una traduzione in italiano, sempre attraverso l’audiovisivo.
La scelta registica è giocare molto con l’audiovisivo fino a realizzare un videoclip piuttosto divertente che cerca di spezzare il ritmo narrativo. Una scelta adeguata al contesto e piacevole nella realizzazione.

Ci sono però anche alcuni punti da migliorare. In alcuni passaggi, soprattutto quelli iniziali, la recitazione risulta un po’ debole migliorando, però, col tempo. Quanto al testo, la scelta di attualizzare l’opera e contestualizzarla in America da un lato risponde forse ad un’esigenza di allontanarsi dal contesto socio-politico italiano (per non finire in spinose contese o dispute ideologico-politiche) ma, affidandosi alle caratterizzazioni democratico-repubblicano a stelle e strisce, non del tutto conosciute o chiare in Italia, si finisce per generalizzare e idealizzare le conflittualità politiche,  rintanandosi poi nelle classiche grandi questioni morali e irrisolte degli ultimi anni che non hanno un reale colore politico: omofobia, odio razziale, aborto. Temi sui quali può esplicarsi l’estremismo di qualunque paese e rispetto ai quali possono fiorire le opinioni più radicali, ma non per questo del tutto condannabili, all'interno di qualunque corrente politica.

L’impressione è quindi che si tratti di un lavoro molto interessante per le tematiche, ma da raffinare nella realizzazione e in alcuni aspetti recitativi e drammaturgichi.
Non avrebbe gustato una risata in meno ed una sfumatura di nero in più, così come non sarebbe stato male contestualizzare la vicenda nella nostra realtà svincolandosi dal discorso politico per concentrarsi solo sui "nodi morali", affrontando questioni anche spinose (il conflitto religioso/politico con gli islamici, per esempio) tralasciando quegli ospiti che gettavano sul tavolo solo problematiche più di apparenza che di sostanza.

Info
15/19 aprile 2015

Compagnia Morlock Roma
L’ULTIMA CENA

Black comedy sul tema dell’intolleranza
di Jessica Cenciarelli e Nicola De Santis
con Maria Stella e Mario Anaclerio, Chiara Rovan, Jessica Cenciarelli, Walter Gizzi, Ursula Mercuri, Alessia Ramazzotti, Gianluca Rossi, Agostino Terranova Regia: Nicola De Santis
Aiuto regia: Eleonora Leone e Maria Rosaria D'Antonio

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