FERRO@Teatro dei Conciatori: la bellezza femminile e l'indifferenza della società - Gufetto Magazine

FERRO@Teatro dei Conciatori: la bellezza femminile e l'indifferenza della società

Un colpo di fulmine, un viaggio a Parigi, una donna bellissima al suo fianco: sono i flashback del protagonista di “FERRO” lo spettacolo in scena al Teatro dei Conciatori fino al 24 maggio.

Accasciato tra vari banchi, l’uomo si pone i quesiti esistenziali che spesso anche noi ci facciamo. Riaffiorano ricordi infantili che spesso dimentichiamo, quesiti sull’amore e sulla morte. Quest’ultimi due sono legati alla sua vita. Infatti, il monologo avviene dietro le sbarre di una prigione. Cos’avrà fatto?
Ripercorrendo la relazione con la donna amata, l'uomo rivive i momenti salienti e ci allieta della loro passione, abbinata a sorrisi, momenti felici; ci fa credere nelle fiabe proprio come il padre le raccontava a lui quando era piccolo. Peccato che le fiabe siano utopia e anche la perfezione dell’amore lo sia.
Nonostante la prigione, il protagonista ci permette di viaggiare nell’oscurità delle ingiustizie, a partire dai suoi compagni di cella, poveri ladri che hanno rubato per vivere e a lui stesso, rinchiuso per omicidio.

Un viaggio che narra la società attuale dove noi umani siamo gli unici esseri viventi a trarre godimento dalle disgrazie altrui, a godere della morte e dei soprusi di una donna, senza alcun motivo. Una società dove si riflette l’odio e l’indifferenza, a cui non importa la propria storia, non importa quanto una persona sia importante per un’altra. L’indifferenza e l’odio trasforma la persona in un oggetto, e poco importa se ha un’anima, un passato, delle ambizioni, un futuro.
Fantasmi che si ripercuotono tra la bellezza del singolo individuo e l’ignoranza della società.

Nella scena sono presenti diversi banchi, che riproducono la biblioteca della prigione, ma che spesso diventano lavagne dove il protagonista spiega le sue teorie esistenziali. Suoni soffusi e delicati, che esaltano la femminilità dell’attrice e luci minimali e essenziali. Essenziali, poiché sono le parole del protagonista e ricoprire la scena di dettagli.

FERRO è uno spettacolo a dir poco poetico che fa riflettere e cattura con i suoi “versi” l’attenzione dello spettatore.
Un’eccellente interpretazione del protagonista Blas Roca Rey, enfatizzato dalla femminilità dell’attrice Monica Rogledi.
Assolutamente da vedere!


Sarà in scena al Teatro dei Conciatori di Roma dal 12 al 24 maggio 2015 FERRO, novità italiana di Francesco Di Chio. Protagonisti: Blas Roca Rey e Monica Rogledi. Regia di Marco Mattolini. Sullo spettacolo, RIDUZIONE BIGLIETTO A 10 EURO (+2 di tessera) prenotando come LETTORI di GUFETTO!!!


La Trama
Un uomo, nella prigione in cui è rinchiuso per omicidio, ripercorre e ricostruisce la notte che ha cambiato per sempre la sua esistenza. La notte in cui, quattro uomini mascherati, violentarono fino alla morte la sua compagna. Le parole e le azioni del protagonista danno vita a un terribile viaggio verso l'elaborazione di un dramma devastante (difficile anche da ricordare) che lo porterà alla consapevolezza che soltanto affrontando i propri fantasmi si può ricominciare a vivere, soltanto affrontando i propri incubi ci si può sentire davvero nuovamente liberi di sognare. E’ un viaggio ad ampio respiro, che lascia spazio al ragionamento, all'immaginazione e soprattutto all'analisi di una società al contempo piena di bellezza e violenza; una società artefice delle contraddizioni che mette in mostra, attraverso cui “alleva” le sue creature.

Note di regia
Un viaggio fatto anche di sentimento, passione e verità; vissuto attraverso gli occhi di un personaggio coraggioso, guerriero non per scelta, artefice di tanti errori, che evoca a tratti la figura femminile centrale della sua vita che rappresenta per lui la purezza, l’imperfezione (umana e della società), il passato e infine la via per il futuro. Dopo i lavoretti in cuoio, dopo il calcio nella squadra del penitenziario, il protagonista approda in un luogo mai frequentato prima: la biblioteca e scopre con sempre maggiore passione la lettura, conosce opere narrative che finirà per citare con acuta ingenuità, sceglie le parole chiave che descrivono il suo percorso nella memoria. E proprio la biblioteca sarà il contenitore che contiene i vari luoghi deputati del ricordo: l’occasione del primo incontro, il rapporto con il vecchio nonno, il caffè parigino dello sbocciare della storia d’amore, la camera d’albergo della passione che suggella l’incontro fra i due, fino alla casa invasa dai balordi autori dello stupro e luogo del delitto.

Questo è "Ferro", testo inconsueto di un giovane autore romano, che, con cruda e violenta poeticità, attraverso un linguaggio moderno e asciutto, è alla base di un progetto artistico interessante, che unisce sensibilità generazionali diverse nella costruzione di una proposta innovativa e accattivante, che affronta e analizza tematiche di grandissimo spessore come la morte, l’amore, il femminicidio e la giustizia, partendo però dalla semplicità di un gesto come quello che un pomeriggio di un giorno qualunque fece innamorare i nostri due eroi di tutti i giorni.

Info
DAL 12 AL 24 MAGGIO 2015
FERRO di Francesco Di Chio
con
Blas Roca Rey
Monica Rogledi
Regia: Marco Mattolini
Disegno Luci: Iuraj Saleri
Musiche originali: Ugo Dorato

TEATRO DEI CONCIATORI
C.U.T. – Contemporary Urban Theatre - 100% TAGLIO CONTEMPORANEO

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