Al Teatro Conciatori Scaffidi riporta in vita CLARA SCHUMANN - Gufetto Magazine

Al Teatro Conciatori Scaffidi riporta in vita CLARA SCHUMANN

“Come si affronta l'invisibile?” A questa domanda tenta di dar risposta lo spettacolo in scena al Teatro dei Conciatori dal 28 aprile al 10 maggio, Clara Schumann nata Wieck, diretto da Antonio Serrano e da questi scritto assieme a Gianna Paola Scaffidi, che ne è unica magistrale interprete, accompagnata al pianoforte dal maestro Biagio Adriulli.

Un breve quanto intenso monologo che affronta il tema della follia, di una mente ingombra totalmente della propria arte, ma anche quello di un amore capace di andare oltre di essa, del riconoscimento quasi estatico di due anime, che conservano la forza del proprio essersi toccate in una dimensione “altra”, quale solo quella dell'arte può essere, anche quando finiscono per essere immerse nelle contingenze di un'esistenza improvvisamente difficile.

Avvolta dalle sue note e da quelle della musica dell'amato Robert, nel mezzo di un telo che quelle note raffigura e che dall'alto della scena scende fin quasi ai piedi dei primi spettatori, Gianna ­Clara riferisce la sua storia dall'interno, a partire dal tragico epilogo. Figlia di un celebre musicista dell'Ottocento e promettente pianista lei stessa sin dalla più giovane età, Clara si innamora di Robert Schumann, compositore eccentrico e totalmente fuori dagli schemi dell'epoca, nonché allievo di suo padre. Nonostante questi osteggi fortemente la loro relazione, i due finiscono per sposarsi, uniti, oltre che dal sentimento, da una predisposizione comune alla medesima forma musicale.
Lo spettacolo è ambientato nel 1856, quando Schumann è ormai ricoverato in una casa di cura da diversi anni, a seguito di episodi che lo hanno visto perdere il contatto con la realtà. A Clara, che da sola continua a gestire l'amministrazione della casa e l'educazione dei sette figli, non restano che i diari comuni, la musica e la speranza di poter un giorno rivedere suo marito. Le convenzioni dell'epoca vietano infatti che una donna possa far visita ad un compagno nelle condizioni del suo. Con la sua caparbia la donna riesce tuttavia a vincere e a poter rivedere per un'ultima volta l'amato, ormai in fin di vita.

Al termine dello spettacolo, quasi come Robert sia ancora lì, Clara prende il posto al piano, per suonare ancora una volta la sua musica, musica appartenente “ad un'altra vita”, che resta a far da ponte tra le due vite, ad un unificare ciò che apparentemente pare esser irrimediabilmente separato dagli eventi e che pure le note hanno il potere di riavvolgere, proprio come preannuncia di fare quel telo che le vede stampate e adagiate sul palco.

Lo spettacolo ha la forza dell'intensa interpretazione della Scaffidi, della sua voce penetrante, modulata dai ritmi dell'emozione, ma mai eccessiva, mai fuori luogo. Una rappresentazione inusuale, forte ed allo stesso tempo molto tenera.

Riduzione biglietto a 8 euro per quanti prenotano come LETTORI DI GUFETTO.IT

Info

CLARA SCHUMANN, NATA WIECK di Antonio Serrano - Gianna Paola Scaffidi
Regia: Antonio Serrano

Con Gianna Paola Scaffidi, Scene: Antonella D'Orsi Massimo
Costumi: Valter Azzini
Al Pianoforte: Biagio Andriulli

TEATRO DEI CONCIATORI - Via dei conciatori, 5 – 00154 ROMA

Tel. 06.45448982 – 06.45470031 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
TIPOLOGIA BIGLIETTI: Intero € 18,00 - Ridotto € 13,00 - Ridotto € 10,00 + tessera obbligatoria di 2 €
ORARIO SPETTACOLI: dal martedì al sabato ore 21,00 domenica ore 18,00
RIDUZIONI PER I LETTORI DI GUFETTO


Note di regia

Sarà in scena al Teatro dei Conciatori di Roma dal 28 aprile al 10 maggio 2015 Clara Schumann, Nata Wieck di Antonio Serrano e Gianna Paola Scaffidi. Lo spettacolo fa luce sulla vita di questa donna ma anche del compositore Robert Schumann, morto in un ospedale psichiatrico. Un'occasione imperdibile per conoscere la vita di un grande artista e dei suoi affetti più cari.

La trama

Lo spettacolo è un omaggio a Robert Schumann, alla sua musica e a Clara, sua moglie e musa ispiratrice, concertista di fama internazionale scomparsa nel 1896.
Siamo nel 1856, pochi giorni prima della morte di Robert Schumann in un ospedale psichiatrico. Protagonista della storia è Clara Wieck, moglie del grande compositore e madre di otto bambini. Clara non vede il marito dal giorno del suo internamento che risale a oltre due anni prima e non accetta l'idea che a una donna "non è concesso di far visita al proprio marito".
Riesce a ottenere il permesso per visitarlo solo pochi giorni prima della sua morte.
"È magro e gli occhi incavati sembravano spenti‚ forse non mi ha neppure riconosciuta".
Ma la morte non spezza il legame che prepotentemente Clara ha voluto costruire. E sembra che davvero Robert sia ancora lì, accanto a lei che guida le sue dita sui tasti del pianoforte, che l'aiuta a girare le pagine del diario che tenevano insieme, che la esorta a riprendere la sua attività di concertista.

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