CICLOPI-TERRA DI NESSUNO@Teatro Abarico - La gabbia e l'inquinamento dell'Anima - Gufetto Magazine

CICLOPI-TERRA DI NESSUNO@Teatro Abarico - La gabbia e l'inquinamento dell'Anima

E' andato in scena il 17 e 18 aprile al Teatro Abarico, nel cuore di San Lorenzo, Ciclopi – Terra di Nessuno per la regia di Paola Tarantino, uno spettacolo curioso e interessante e dalla forte connotazione di denuncia sociale e ambientale.

Frutto di uno studio portato avanti dalla giovanissima Associazione Culturale Odysseia, su “Lo zoo di Vetro” di Tennessee Williams, di cui riprende il canovaccio di base, l’opera ci racconta di una famiglia moderna a tratti disfunzionale alle prese con i disagi classici della vita moderna. L'opera esaspera la caratterizzazione della famiglia, ancorata su un malsano rapporto madre-figlio-figlia nel quale maturano insoddisfazioni, frustrazioni e moti di ribellione soffocati sul nascere.

Si aggiunge al quadretto familiare, una fabbrica (presenza inquietante e onnipresente nei discorsi) che inquina l’ambiente e diffonde un’epidemia fra i lavoratori nell'indifferenza generale dei tre, che restano per lo più rinchiusi nelle proprie convinzioni e in quegli spazi immaginari corrispondenti alle proprie stanze. Queste restano ben delimitate nella scena, e da esse i personaggi escono raramente, per costrizione o necessità, o per venire a patti con la realtà.

Le interpretazioni dei giovani attori Carolina Cametti, Massimiliano Frateschi, Emanuela Valiante, Fausto Morciano, sono piuttosto estremizzate e grottesche; i personaggi risultano fin troppo caratterizzati al punto di rendersi volutamente odiosi e nevrotici, fastidiosi e ripetitivi.
Eppure è quella la strada giusta rispetto al tema scelto e alla volontà registica di estremizzare una reale denuncia sociale: quella dell’inquinamento ambientale e culturale della nostra società che si rinchiude in se stessa, in Gabbie costruite appositamente per i propri componenti, i quali si infischiano degli altri e del mondo circostante al punto di non comprendere più i reali confini della realtà. La Madre, ad esempio, resta realmente convinta che le fragole possano essere verdi naturalmente e non per via dell’inquinamento e tale convinzione ritorna anche per altri elementi considerati "biologici": si tratta di un intelligente dettaglio drammaturgico che testimonia la presenza di una regia attenta ad accentuare lo stravolgimento nella comprensione del dato reale finanche nel cibo, un dettaglio che si presta al riso ma che viene qui stravolto e reso paradossale.

Fra tutti i personaggi in scena, spicca l’interpretazione di Carolina Cametti nel ruolo della figlia Gilda, figura fragile e complessata quasi infantile e grottesca: ci rappresenta, con una recitazione oscillante fra l’infantilismo e il dark, l’emblema di tutta la storia, di quella incapacità di uscire dalla Gabbia-Famiglia che pure disprezza.
Nel suo “No” rabbioso, gridato a chi le chiede di fuggire via di casa, c’è tutto il senso del disagio dell'uomo moderno, che non si rassegna a lasciare tutto così com'è, che si rassegna a vivere sotto un cielo malsano e rosso per via dell’inquinamento piuttosto che affrontare la realtà, trovare una soluzione o anche solo scegliere di fuggire, e nel frattempo dentro e fuori dai nostri confini sicuri, tutto risulta già inesorabilmente corrotto e nessuno se ne accorge.

CICLOPI - TERRA D NESSUNO

tratto da uno studio sul testo: Lo zoo di Vetro di Tennessee Williams
con Carolina Cametti, Massimiliano Frateschi, Emanuela Valiante, Fausto Morciano
regia e adattamento Paola Tarantino
aiuto regia Elena Fazio
drammaturgia Daniela Dellavalle
musiche Fabio Lombardi
luci Astrid Jatosti

TEATRO ABARICO
17 aprile e 18 aprile
ore 21.00
via dei Sabelli 116

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