Calici di tempo@Teatro dell’Orologio: fra citazioni e riflessione - Gufetto Magazine

Calici di tempo@Teatro dell’Orologio: fra citazioni e riflessione

Sulla scena una grande tavola imbandita. Bottiglie di vino, calici pronti per brindare. Sulle sedie sono appoggiati teli bianchi e maschere. Lentamente entrano in scena tutti i commensali. Un gruppo di amici che ogni anno si ritrovano per un gioco conviviale su un argomento specifico. Questa sera l’argomento scelto a "Calici di tempo" è il tempo.

Tutti i giocatori sono vestiti di nero e quasi tutti scalzi. Una giocatrice spiega le regole e conduce il gioco: ognuno dei presenti impersonerà un tempo diverso: tempo dell’amore, tempo della maturità, tempo della consapevolezza, tempo della fanciullezza, tempo della passione, tempo spezzato, tempo dell’irriverenza, ecc.
Ognuno dovrà svolgere il tema che gli è stato assegnato attraverso citazioni, improvvisazioni, movimenti, musica.
Si susseguono in modo forse un po’ confusionario, una serie di vere e proprie performance in cui ognuno svolge il tema assegnato attraverso monologhi o dialoghi infarciti di citazioni illustri. Si comincia con Eraclito e il suo “tutto scorre”, passando per Baudelaire, Borges, Marquez, Camus, Ungaretti, solo per citarne alcuni.

Nel tempo dell’amore s’improvvisa un piccolo spettacolo di tango accompagnato da vivo dal pianoforte e fisarmonica. Molto belle le proiezioni sul fondale che alternano spezzoni di film in bianco e nero, famose performance di danza e di teatro, paesaggi naturali, che vogliono incorniciare in qualche modo il lavoro degli attori sul palco. Le stesse proiezioni, sul finale, scorrono di nuovo ma all’indietro, come a riavvolgersi e pronte per ripartire di nuovo.
Si passa da momenti più struggenti ed intensi come i monologhi quasi sussurrati del tempo della maturità e della morte: “se io avessi un tozzo di vita, non lascerei passare un istante senza dire ti amo alle persone che amo”, ad altri di puro divertimento in cui tutti ballano al ritmo della musica rock di Edoardo Bennato.

Durante tutto lo spettacolo una figura vestita di bianco con indosso una maschera bianca, continua lentamente a camminare su e giù per la sala del teatro, si ferma ogni tanto e riprende il suo percorso, sembra voler sfiorare gli spettatori, creando uno stato di velata angoscia, sembra a volte interagire con gli attori, fissandoli negli occhi: è la personificazione del tempo.
“Il tempo continua a camminare. Il tempo è senza tempo. E’ ora di ubriacarsi di vino, di musica, di arte per non essere schiavi del tempo” così sembrano voler concludere il loro gioco i nostri personaggi. La sensazione che si prova è quella di una tavola imbandita stracarica di piatti, tutti molto elaborati e succulenti ma in una sola sera non si riesce davvero a digerirli tutti.

CALICI DI TEMPO - Teatro dell’Orologio dal 30 gennaio al 2 febbraio 2014
regia: Patrizia Masi
con: Mimmo Appetiti, Luca Mariani, Patrizia Masi, Antonella Cappucci, Sabrina Marenzi,
Maddalena Fierro, Antonia Pietrangeli, Mauro Cursi, Monica Piastra, Ornella Pennacchioni
Vincenzo De Filippo (Pianoforte)
Pasquale Lancuba (Bandoneon)

Teatro dell'Orologio
via de’ Filippini, 17/a
00186 Roma

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