AMLETO@Stanze Segrete: tra follia e vendetta - Gufetto Magazine

AMLETO@Stanze Segrete: tra follia e vendetta

In 140 caratteri
Un Amleto ansimante e rabbioso è quello che ci regala Carlo Studer al Teatro Stanze segrete fra giochi di specchi e ambientazione dark
@GufettoTeatro

Un Amleto ansimante e rabbioso è quello che ci regala Carlo Studer nel suo riadattamento in atto unico dell’ “Amleto” shakespeariano ancora in scena fino a oggi, 12 ottobre al Teatro Stanze Segrete.


All’interno dell’angusto ma suggestivo Teatro Stanze Segrete, da sempre votato alla rilettura dei classici, va in scena un Amleto che ricalca la tradizione e viene ben interpretato dallo stesso Studer, Maria Antonietta D'Erme, Fabrizio Rendina,Federica Gumina, Simone Ballabio.
La storia Shakespeariana ci viene riproposta con qualche correzione: vediamo crescere la follia e la rabbia del giovane principe Amleto di Danimarca, il cui padre (legittimo re) è stato ucciso dal fratello, che ne ha usurpato il trono e sposato la Regina. La visione notturna del padre di Ameto, spinge il giovane principe a provocare lo zio e la madre per far ammettere il loro crimine, fino al tragico epilogo.

Ciò che colpisce in questo riadattamento sono le soluzioni registiche scelte dallo stesso Studer per gestire i particolari e angusti spazi del Teatro Stanze Segrete che, proprio per la frammentazione della “Scena” si presta incredibilmente alla messa in scena di un testo sempre complesso, anche nello svolgimento degli eventi. I giochi di specchi della sala permettono di osservare le performance degli attori anche quando sono di spalle ai pochissimi spettatori che gli spazi del teatro permettono di ospitare. Una scala di salita e discesa degli interpreti permette allo spettatore di immaginare di trovarsi dentro il castello danese dove si consumano le scellerate opere del principe Amleto.

Una minuscola sala, alla sinistra delle sedute, ci permette di contare uno spazio in più dove si consumano i momenti più dolorosi del testo (la morte del padre di Ofelia e la follia di quest’ultima) e dove gli interpreti giocano a volte a nascondersi alla vista degli spettatori, per osservare non visti lo svolgersi degli accadimenti. Una soluzione scenica particolarmente apprezzata quest’ultima e che, insieme all'ambientazione volutamente oscura, al continuo aprirsi e chiudersi delle luci nei momenti salienti, con precisa teatralità, conferisce al testo un’atmosfera dark e truce che riflette l’anima nera e confusamente pentita di tutti i personaggi, anche i più colpevoli.

Studer convince nel monologo “Essere o non Essere” recitato allo specchio: una prova profondamente introspettiva per questo giovane artista che conferisce al suo Amleto un’anima oscura e rabbiosa ma anche pazza e sprezzante macinata e sospirata e portata pesantemente nel cuore. Si contrappone in questo, alla purezza di Ofelia interpretata con grande intensità da Federica Gumina che da il meglio soprattutto nel momento della pazzia della sua Ofelia, inconsapevole vittima dell’odio e della follia altrui.


COMUNICATO STAMPA
Accade davanti ai nostri occhi, eppure tesse la sua trama nell'ordito del tempo.
E' la vita che ritorna, che si manifesta ancora, aldilà del tempo e dello spazio, in un eterno circolo vizioso, per raccontarci la sventurata sorte di Amleto, principe di Danimarca. E' un viaggio nel labirinto intricato della sua mente, ma, anche, uno scandaglio nelle sue pulsioni più viscerali e autentiche, nel doppio come emblema dell'animo umano e delle umane miserie.
Il suo dubbio, la sua incapacità d'azione, il suo dramma interiore senza soluzione, l'amore senza speranza di salvezza per Ofelia, quello triste ed avvelenato dal rancore per sua madre, il fratricidio, la vendetta, la morte. Un Amleto che conserva le sue leggendarie caratteristiche, e, tuttavia, un Amleto moderno, scevro da connotazioni temporali. Un Amleto ­ ed ancora di doppio, si parla ­ in funambolico equilibrio tra fuoco e gelo, rock e gotico, vecchio e nuovo... Come la vita. Come la morte.

AMLETO
Libero adattamento in atto unico dal testo omonimo di William Shakespeare
Traduzione, adattamento e regia: Carlo Studer
Interpreti: Carlo Studer, Maria Antonietta D'Erme, Fabrizio Rendina,
Federica Gumina, Simone Ballabio
Costumi: Federica Guerrisi ed Emanuela Bartoli
Grafica, audio e luci: Sara Corsetti e Noemi Euticchio

Dal 7 al 12 ottobre 2014
TEATRO STANZE SEGRETE
Via della Penitenza, 7 ­ Roma
Dal martedì al sabato ore 21,00 ­ domenica ore 19,00
Grazie a Carlo Studer
06 6872690 ­ 388 9246033

seguici su Facebook
seguici su Linkedin
seguici su Google +
seguici su Pinterest
seguici su Twitter