Trappola mortale@Teatro Carcano Milano - Gufetto Magazine

Trappola mortale@Teatro Carcano Milano

Frutto della prolifica penna di Ira Marvin Levin (New York 1929 – 2007), autore anche del famoso Rosemary Baby, Trappola mortale, in scena a Broadway per cinque anni dal 1978 e nel 1982 tradotta in versione cinematografica (diretta da Sidney Lumet con Michael Caine e Christopher Reeve), è riallestita adattata ai tempi dalla regia di Ennio Coltorti - che ne già ne aveva curato una versione di successo - con Corrado Tedeschi ed Ettore Bassi.

Si tratta di un giallo psicologico in cui thriller e commedia sono sapientemente dosati e articolati in un’ansiosa corsa al successo e al denaro tipica della società attuale in cui molti valori dormono sotto la sabbia della dimenticanza.

 

Perno del lavoro Sydney Bruhl - un Corrado Tedeschi dotato di grandissima professionalità e capace di passare con elegante nonchalance da situazioni comicamente esilaranti a quelle più drammaticamente tragiche - un commediografo che nel disperato tentativo di risalire la china di un successo e di un’ispirazione scomparsi da parecchio e incapace di accettare la situazione di stallo ordisce insieme alla moglie, apparentemente riluttante, un piano diabolico ai danni di Clifford Anderson (un bravo Ettore Bassi), allievo di un suo corso di drammaturgia e autore di un’opera prima pare di straordinaria eccezionalità.

 

Nulla, però, è come appare e il nostro eroe in crisi nasconde sentimenti e intrighi ben più complicati, ma si sa che tutto ha un prezzo soprattutto nel tessere alleanze volte al male ed ecco che dall’apparente idillio tra maestro e allievo nascono situazioni di tensione che rimettono in gioco gli equilibri esistenziali ricostituiti in modo illusorio con in più la complicazione di un eventuale scandalo o addirittura della prigione fino a un finale di grande pathos.

 

Tanto più paradossale la trama movimentata proprio perché ambientata in una bella casa coloniale dai muri lignei, poster di gialli alle pareti e un elegante arredamento con una ricca libreria, dimora in cui irrompe una simpatica figura di una vicina veggente impersonata da Silvana De Santis con uno zoppicante accento tedesco.

Divertimento e relax garantiti.

 

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