SUPERMAX@Teatro Nuovo Milano

  1. Uno scoppiettante ed equilibrato Max Giusti al Teatro Nuovo di Milano per concludere l’anno con garbata eleganza accompagnata da mordace satira espressa con ricca facondia verbale e ottima padronanza della lingua tanto da non incorrere in papere malgrado la velocità e la ricchezza del lessico.

Massimiliano “Max” Giusti - nato a Roma nel 1968 da padre marchigiano e madre di origine sarda - si è formato nel quartiere romano di Casetta Mattei e come racconta nella pièce ha avuto la fortuna, pur venendo da una famiglia di origini modeste, di potere frequentare il Liceo Classico riportandone comunque vantaggi a livello sia umano, sia professionale.

Nello spettacolo il simpatico attore, comico, conduttore televisivo e convincente imitatore racconta colorandoli di suoni e immagini i propri ricordi compiendo un excursus esistenziale quanto mai comune quando, passata la soglia dei quaranta, si compie una sorta di bilancio fatto dagli episodi salienti di una vita che tuttavia “non ha mai conosciuto la povertà”.

Ecco dunque il primo aggancio con l’attuale situazione di crisi vissuta come uno spettro incombente e con i tentativi che sta compiendo questo governo allo scopo di risolverla: il tutto condito da humour, ironia e satira e accompagnato dalle note della vivace e trascinante band.

Sempre straordinarie e convincenti le imitazioni del Nostro misurate e riuscite: molto calorosa e mordacetta quella di Cristiano Malgioglio in sala durante lo spettacolo, spiritoso e capace di incassare con elegante intelligenza le tirate di un grande e sincero amico e di rispondere con altrettanto spirito.

Splendida voce quella della cantante che purtroppo si è esibita una sola volta e che varrebbe la pena risentire.

Veramente uno spettacolo divertente e godibile con un’elencazione garbatamente critica di virtù e vizi della nostra società accompagnata dai temi musicali di Baglioni, Battisti, Pink Floyd..., insomma un guardarsi allo specchio per riflettere e migliorare pensando a un domani in cui solidarietà, amore e speranza brillino per allietare la nostra vita e quella delle future generazioni: chiaro riferimento alle gioie di una paternità vissuta con evidenti gioia e consapevolezza.

 

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